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Sesso, dopo i 60 anni gli italiani dicono basta

Uno su due trova perfettamente normale smettere di cimentarsi sotto le lenzuola. Colpa di pregiudizi e paure ingiustificate

25 SET – Il sesso in terza età resta ancora un tabù. La metà degli italiani, sia uomini che donne, "tira i remi in barca" dopo i 60 anni, e ritiene perfettamente normale dire addio all´intimità di coppia perchè "si ha una certa età". È il dato allarmante emerso da un´indagine a tappeto della Siu, la Società italiana di urologia, che ha intervistato 16mila persone in 100 piazze italiane nell´ambito del progetto "L´Urologia fa strada", i cui risultati sono stati illustrati oggi in occasione dell´apertura del convegno nazionale dell´associazione a Roma. Pregiudizi e paure, dopo i 60, la fanno da padrone. E il 48% degli intervistati, uomini e donne, ritiene che dopo una certa età una riduzione della funzione erettile sia normale.
Eppure, fa notare Giuseppe Vespasiani, direttore della Clinica Urologica dell´Università di Tor Vergata, "dopo i 60 anni si può avere una regolare attività sessuale, anzi migliora lo stato psicofisico. Ma rimangono paure sul sesso in terza età, alcune giustificate, molte altre frutto di pregiudizi, che vanno assolutamente combattute. Per questo serve molta informazione: il rapporto con il medico è centrale". In questo senso, fondamentali sono i farmaci contro il deficit erettile, nati dieci anni fa e oggi molto diffusi: "Possono aiutare molto l´intimità di coppia – avverte Vespasiani – ma i pazienti non devono essere lasciati a loro stessi nel assumere questi farmaci, vanno seguiti e indirizzati". Anche perché, ed è un´altra delle novità segnalate dagli urologi, il boom di Viagra e simili riguarda sempre di più i giovani: "Registriamo un uso non appropriato di questi farmaci – sottolinea Vespasiani – in fasce di età dove non ci sarebbe assolutamente bisogno. Vengono utilizzati come un ‘aiutino’, e non come un farmaco che deve intervenire su determinate disfunzioni". Anche in questo caso, avvertono gli urologi, "servono appropriate campagne di comunicazione e di prevenzione, per sensibilizzare giovani e meno giovani su queste tematiche troppo spesso avvertite come tabù".

Redazione Staibene.it – 2008
Redazione Staibene

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