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Sesso, né gay né etero, ecco l’uomo anti-donne

Nel sesso nasce una nuova generazione di uomini: né etero né gay ma fanatici dell’orgoglio maschile che rifiuta la donna e rivendica sovranità e dignità. Ma nasconde anche un sacco di problemi. Eccoli

Sesso, né gay né etero, ecco l'uomo anti-donne

Si chiama Sexodus,  ed è il comportamento dei giovani maschi del terzo millennio. Quello che non è chiaro è se si tratta di una rivolta neo maschilista contro la donna  con annessa rivendicazione dell’orgoglio-maschio, oppure se  è la confessione delle frustrazioni, debolezze, incertezze  di giovani uomini disturbati e soccombenti di fronte  alla  progressiva centralità  e ad una certa aggressività della donna del terzo millennio.

Fatto sta che il fenomeno  viene segnalato dalla stampa  anglosassone come impetuoso , ha elaborato le sue categorie, issato il suo Manifesto  e svela però anche i suoi lati patologici che medici e psicoanalisti già vedono nitidamente.

 

 

Uomini che rifiutano le donne

 

Chi sono questi neomaschilisti  e qual è il loro profilo umano?

Sono  giovani mediamente  tra  i 25 e i 35 anni hanno appurato che stanno meglio tra di loro che con le donne e in moti casi sono addirittura ostili alle frequentazioni miste, alla socialità tra i sessi perché giudicano le donne aggressive, rischiose, un vero e proprio pericolo  all’ integrità ed all’autonomia maschile, pronte all’uso strumentale del maschio o per  metter su famiglia e figli o per sfruttarlo economicamente. Per cui decidono di andare  da soli e fra loro per la loro strada. Ma per fare cosa?

E qui comincia a delinearsi il profilo grottesco:  stanno davanti al computer, giocano con la Playstation, viaggiano, vanno in birreria e in discoteca.

Ma attenzione: non sono gay  e se devono fare sesso lo pensano ovviamente con una donna ma preferiscono  le “scopamiche”, compagne di comitiva  con le quali consumare senza troppo impegno  e con nessun coinvolgimento emotivo.

 

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Uomini così sono sempre esistiti;  ma il fatto che ora non siano più rari esemplari  e siano diventati  tanti   fa diventare il fenomeno una realtà sociale sulla quale interrogarsi.

Ma chi sono? Il movimento ha al suo interno almeno 8 gruppi identitari:

  1. Gli erbivori : niente affatto carnali in stile giapponese;
  2. I passivi: sono generalmente under 30 ai quali non chiedete mai di prendere una iniziativa;
  3. Gli asessuati: non sono né gay, né rientrano in nessuna delle galassie del sesso diverso ; semplicemente a loro la questione non interessa né con gli uomini né con le donne.
  4. Gli stakanovisti: qui siamo nell’emisfero dei workaholic, quelli che non pensano altro che al lavoro che è per loro una fonte irresistibile di orgasmo, ben superiore a quello provocato dai picchi di testosterone
  5. I possibilisti: sono quelli che qualche piccola concessione all’altro sesso la concedono sul piano della relazione ma irremovibili sulla paternità.
  6. I munk mode : per molti versi hanno un punto di contatto con quel mondo monacale che considera l’affrancamento dal desiderio una ottima opzione;
  7. I misogini: detestano le donne a prescindere perché vedono dietro di loro un continuo complotto femminista testo a schiacciare il ruolo del maschio.

 

 

Il Manifesto degli Uomini – Basta!

 

Poiché sono convinti che  potrebbero svegliarsi una mattina accusati falsamente di stupro perché la società è più predisposta a credere a una lei che non a un lui, uscire con una donna è un rischio che non vale la pena correre. La reazione è dunque un colossale “Basta!” alla luce ei seguenti valori:

  1. Sovranità – l’uomo moderno protegge e preserva la propria sovranità sopra ogni cosa;
  2. Dignità – L’uomo moderno rifiuta d’inginocchiarsi alla donna per avere l’opportunità di essere trattato come un servizio disponibile;
  3. Priorità – L’uomo moderno vive secondo i propri interessi in un mondo che preferirebbe non lo facesse

 

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L’altra faccia della medaglia

 

Ma cosa nasconde tutto ciò? La domanda, girata a chi se ne intende, svela in realtà un mondo  fatto di disagio esistenziale profondo, di totale inadeguatezza di questi uomini ad un mondo nel quale i ruoli cambiano ed evolvono.

Per Michele Cucchi psicanalista e direttore sanitario del Centro Medico Sant’Agostino di Milano è un mal di vivere  da non sottovalutare perché nasconde frustrazioni personali e di relazione che diventano rabbia, bassa autostima, misoginia estrema al confine con il sadismo, esasperazione-disperazione e paura di essere giudicati che sfociano nel ritiro del “ meglio star da soli”.

 

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Oggi – spiega – il mondo dei giovani adulti ha progetti attenuati e si sente perdente nei confronti delle donne”.  E si difende  con  un sussulto di egoismo, di io- centrismo in cui conto io, solo io, prima di tutto me , i miei diritti e la mia libertà.

 

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Per Gaia Vincenzi psicologa e psicoterapeuta il fenomeno “svela una forte aggressività repressa che impedisce di comunicare in modo diretto , provocando comportamenti di ritiro alternati a momenti di attacco”.

Secondo  la psicoterapeuta è possibile che le cause vadano cercate nell’infanzia, nelle carenze affettive, nella paura dell’abbandono infantile che in età adulta diventa difesa dall’abbandono e dunque ritiro. Molti di questi uomini, secondo la psicoterapeuta raccontano tristi esperienze, di famiglie separate, di  mancanza del padre per cui il ritrovarsi tra uomini è come difendersi nel gruppo e proteggere se stessi.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it
  • Daniele Rispondi
    2 anni fa

    Salve, il vostro articolo mi è stato di vero aiuto, ho capito alcuni miei pensieri e comportamenti e ho avuto la conferma per come pensavo che fossero legati alla mia infanzia, grazie veramente, certo se sapreste dirmi come potrei superare tutte quelle cose sarebbe favolo.

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