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Sesso e lavoro, la scienza detta ai Sindacati i Contratti Nazionali del futuro

Una rivoluzionaria ricerca della Oregon University sulla relazione tra sesso e lavoro scatena stupefacenti conseguenze sui contratti di lavoro del futuro e cambia il ruolo di aziende e sindacati.

sesso e lavoro

Il pensiero prevalente sulla relazione tra sesso e lavoro non l’hanno fornita finora studi ponderosi fatti dagli uffici del personale di grandi aziende o da unità di ricerca delle facoltà di medicina e sessuologia, ma una semplice canzone di Adriano Celentano degli anni settanta quando canticchiava che “ chi non lavora, non fa l’amore”.

Uno stereotipo che legava indissolubilmente e profondamente il concetto del sesso a quello del lavoro in termini premiali e condizionanti, come se solo chi produceva avesse il diritto di fare sesso.

Ma allora in Italia c’era quasi piena occupazione, i robot e gli immigrati non sottraevano posti di lavoro agli italiani e, dunque, chi non lavoravapoteva socialmente essere considerato un fannullone,  “colpevole” di volontaria nullafacenza e dunque penalizzato anche sul piano sessuale da compagne, mogli e fidanzate.

Ma oggi? Oggi che la disoccupazione è al 12% e chi non lavora raramente lo fa per scelta, applicare il concetto di allora significherebbe condannare alla castità quattro milioni di italiani.

 

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Sesso e produttività

Per fortuna, ad aggiornare i luoghi comuni di quarant’anni fa interviene la scienza, o meglio uno studio dei ricercatori della Oregon State University, i quali hanno pubblicato uno articolo sul tema (“From the bedroom to the office Workplace Spillover Effetcts of sexual activity at home”)

dal quale emerge in tutta chiarezza che la sequenza lavoro-sesso degli anni settanta, oggi va intesa al contrario: prima sesso e poi lavoro. E la ragione è che così è meglio sia per il sesso, ma sia anche per il lavoro dove, una soddisfatta vita sessuale vissuta in privato rende migliore e più produttivo il lavoro fatto in azienda.

 

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Nella ricerca, pubblicata non su una rivista scientifica specializzata nella sessualità ma sul Journal of Management , ovvero la “ Bibbia” del management aziendale, gli studiosi hanno monitorato 159 coppie sposate, etero ed omosessuali, di impiegati a tempo pieno, scoprendo che quelle che avevano avuto una notte o una mattinata di passione, al lavoro facevano decisamente meglio degli altri.

Dunque più produttività, più creatività, più efficienza, più precisione. Ma non solo: un’altra evidenza del monitoraggio ha accertato che le coppie con una vita sessuale più vivace ed intensa riferivano anche di trovare nell’attività lavorativa più soddisfazione delle coppie sessualmente insoddisfatte.

 

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direzione staibene.it

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