• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

5.233 visite

Sesso, come la donna può ringiovanire anche “ lì”

Sesso, come la donna può ringiovanire anche “ lì”: scoperta una tecnica usata finora in ambito sportivo che rimette in moto le ovaie ed allontana la menopausa.

sesso ringiovanito

Il sesso delle donne può ringiovanire? Dopo decenni di lifting, plastiche, chirurgie estetiche su glutei, seni, palpebre e labbra, con la diffusione e la banalizzazione del sesso, ora la domanda trova èlegittima e trova pure la sua risposta.

Perchè se finora, l’idea di mascherare l’età era affidata al camuffamento o trattamento delle parti del corpo per così dire “emerse”, cioè scoperte agli occhi di tutti, i medici confermano: il ringiovanimento la donna ora lo vuole anche “ li” nelle parti solitamente coperte o scopribili solo davanti agli occhi di alcuni.

Niente di strano, si potrebbe obiettare, sicchè la vera scoperta rivoluzionaria viene da un ginecologo greco specializzato in tecniche per la fertilità, il quale è sicuro di poter ringiovanire anche il sesso delle donne. Inteso come ovaie e come capacità riproduttiva.

 

Leggi anche: PRP la nuova tecnica che cura anche gli sportivi

Menopausa addio?

 

Spieghiamo subito di che si tratta.
Il medico si chiama Konstantinos Sfakianoudis, ginecologo della clinica per la fertilità Genesis Athens, in Grecia, ed i risultati degli studi condotti con il suo team di ricerca sono stati pubblicati sulla rivista New Scientist. Nulla di cialtronesco o ingannevole dunque.

 

Quale sesso ringiovanisce

 

Chiariamo subito un punto: quando Sfakianoudis parla di ringiovanire il sesso non parla di plastiche vaginali, di sbiancamenti anali, di filler sulle grandi e piccole labbra del sesso femminile ma di qualcosa di più importante: ovvero della capacità dell’apparato genitale femminile di riprendere le sue funzioni riproduttive che, a causa dell’età o di traumi in età ancora giovane, possono essersi interrotte.

 

Leggi anche:  Sesso, come diventare belli sotto

 

Dunque parliamo di ovaie.

 

Ebbene, il ginecologo greco ha dimostrato di poter usare ai fini della rigenerazione delle cellule riproduttive, una tecnica finora utilizzata solo in campo spesso sportivo.

La tecnica si chiama PRP e consta di iniezioni di plasma sanguigno del paziente stesso, una miscela concentrata di sostanze del sangue che aiutano le cellule a crescere.

La tecnica, chiamata in italiano anche “fattori di crescita” è piuttosto semplice e d è molto in uso presso i medici ortopedici e sportivi i quali la adottano per accelerare la ricostruzione di cellule in zone colpite da traumi ed infiammazioni, muscolari ed ossei.

La tecnica prevede un prelievo di sangue dal paziente, l’immissione del flacone in una centrifuga che separa il plasma dalle piastrine, quindi il medico con una siringa preleva dal flacone le sole piastrine e le inietta nella zona del corpo da trattare. I risultati in campo sportivo sono noti da tempo ed evidenti.

 

Leggi anche: Gli esami per indivuiduare l’infertilità

 

L’applicazione del PRP alle ovaie
Quello che nessuno finora aveva provato con successo è l’estensione della tecnica anche alle ovaie.

Ebbene, i ricercatori hanno dimostrato che il PRP è in grado di rigenerare anche le ovaie, ripristinandone la funzionalità riproduttiva.

Qualche prova è stata anche ormai acquisita definitivamente: il Prp è stato già iniettato nelle ovaie di donne in menopausa con risultati eccezionali perchè dopo le iniezioni, sono ripartiti i cicli mestruali e sono stati prodotti ovuli pronti per essere fecondati.

E’ arrivata dunque la tecnica che riporta indietro l’orologio biologico della donna? E che evita l’assunzione di quei farmaci che, dopo i primi segni di menopausa, forzano il ciclo mestruale ottenendo qualche risultato, ma espongono la donna a maggiori rischi tumorali?

In questo caso, tutto sommato, si tratta di un auto-trasfusione di sole piastrine prelevate dal proprio sangue ed iniettate nel proprie ovaie. Niente farmaci, niente diavolerie.

 

Leggi anche: Gli esami per scoprire l’infertilità maschile

 

Le esperienze accumulate

«Ho avuto una paziente – racconta Sfakianoudis – che è entrata in menopausa 5 anni fa, all’età di 40 anni. Sei mesi dopo aver ricevuto iniezioni di Prp nelle sue ovaie, ha avuto il suo primo ciclo da quando è iniziata la menopausa».

E’ potenzialmente molto interessante ed eccitante», commenta Roger Sturmey della Hull York Medical School nel Regno Unito. «Ma apre anche questioni etiche su quello che è il limite massimo di età in cui si dovrebbe diventare madri», aggiunge.

Lo scienziato inglese cita al riguardo alcune cifre: in ogni donna fertile ci sono mediamente 2 milioni di ovuli, che maturano una volta al mese ad ogni ciclo mestruale, fino alla menopausa. Una donna di 20 anni ne ha in genere 200.000 che a 30 anni scendono alla metà (100.000) ed a 40 ad 1 centesimo (2000 ovuli). Questo sta a significare che la fertilità diminuisce rapidamente con il passare dell’età e dunque il nuovo trattamento potrebbe, da un lato superare questi limiti, ma dall’altro pone cioè dilemmi etici sulla opportunità di gravidanze in donne in età avanzata dove la fertilità prosegue, ma l’organo, cioè l’utero non ha più 20 anni.

 

Te lo faresti un ritocco? Scoprilo con il Test

direzione staibene.it

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}