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Ciclo abbondante: 7 consigli per un’estate senza imbarazzi

Se trascurato può causare danni come anemia o asportazione dell’utero. Un opuscolo per non sminuire il problema

6 -La salute dell’apparato riproduttivo  – Le perdite molto abbondanti sono un sintomo da non sottovalutare e possono portare a conseguenze cliniche notevoli, come l’anemia, oltre ad una serie di altri disturbi fortemente invalidanti. Stanchezza, difficoltà di concentrazione, insonnia, mal di testa, nervosismo e disagio sono fra le principali conseguenze.

Le cause possono essere diverse: spetta al ginecologo identificarle e scegliere, in accordo con la donna, come agire. Per risolvere problemi di tipo organico si ricorre generalmente ad interventi chirurgici, a volte radicali come l’isterectomia (asportazione dell’utero), negli altri casi si privilegia invece il trattamento farmacologico conservativo.

7 -Le perdite eccessive – È difficile stimare con precisione l’entità del flusso e se sia o meno “preoccupante”: è la donna che per prima valuta la gravità del problema. Parliamo di disturbo patologico quando le perdite particolarmente copiose (con quantità superiore agli 80 ml), provocano anemia e astenia (sensazione di affaticamento e debolezza).

In questi casi, non sono rari spiacevoli incidenti, come ad esempio macchiare abiti o lenzuola. Il 20% delle donne che si rivolge al ginecologo lamenta flussi mestruali abbondanti, ma sono ancora la maggioranza quelle che lo considerano un fatto fisiologico e sopportano disagi talvolta pesanti. Oggi per fortuna vi sono soluzioni affidabili, trattamenti efficaci che possono mutare, in meglio, la qualità della vita.

 

Leggi anche: La guida in versione integrale

 

Come curare i flussi abbondanti

I flussi mestruali abbondanti , secondo il decalogo della Sige, vengono di solito curati con:

  1. Farmaci antiemorragici
  2. Farmaci antinfiammatori
  3. Progestinici orali
  4. Estro-progestinici
  5. Analoghi del GnRh
  6. Androgeni
  7. Sistema intrauterino a rilascio locale di progestinico (Levonorgestrel).

Il sistema intrauterino a rilascio locale di progestinico in particolare, è considerato  dai ginecologi della Sige la più efficace e definitiva risposta al problema. Viene applicato dal ginecologo, esercita un’azione continua per 5 anni e presenta anche un’elevata efficacia contraccettiva.

Dopo l’inserimento più della metà delle donne ha registrato una diminuzione sia del flusso che del dolore mestruale.

Entro il primo anno di utilizzo il 20% potrebbe andare incontro ad amenorrea (scomparsa delle mestruazioni).

L’assenza di sanguinamento non deve preoccupare e non è sintomo di gravidanza o menopausa. I cicli mestruali normali ricompariranno infatti entro un mese dalla rimozione, che può avvenire in qualsiasi momento.

 

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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