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Secondo matrimonio? 10 regole per essere matrigna perfetta

C’è un nuovo ruolo nella famiglia italiana, quello della matrigna o del patrigno che,   dopo l’introduzione del divorzio breve, è esploso  creando per genitori e figli una valanga di nuovi problemi che  gli innamorati “al secondo giro” non avevano sempre previsto e per i quali non sono dunque preparati.

Eppure,  si tratta di un ruolo importantissimo, non solo per il buon funzionamento delle relazioni con i figli nelle famiglie allargate  del nuovo partner; è importantissimo anche per la società ed il Paese, perché sono  i traumi subiti in età infantile o adolescenziale a determinare la personalità dell’adulto italiana del futuro. Ed il rapporto tra figlio/a matrigna può diventare traumatico anche senza volerlo.

Sicchè si può concludere che  a costruire i nuovi italiani di domani, non sono più solo i genitori ma anche  patrigni e matrigne il cui ruolo è analogamente cruciale.

Da tutto ciò sta nascendo nella psicologia familiare italiana una nuova sensibilità al problema, anche perché il problema è spesso dietro l’angolo, come talvolta i fatti di cronaca dimostrano.

Sono molte le psicologhe o i consulenti familiari che si sono specializzate nella questione: Staibene.it  ne ha scelte due che hanno dato alle stampe libri sull’argomento e che, senza nulla togliere alle altre loro colleghe, vi proponiamo come riferimento.

La prima è Anna Oliverio Ferraris autrice del libro “Il terzo genitore” che già dal titolo indica il ruolo importantissimo del patrigno/matrigna. La seconda è Rossella Calabrò autrice di “Di matrigna ce n’è una”. Dall’insieme delle loro osservazioni, i nostri esperti hanno stilato un decalogo di regole che possono aiutare  la matrigna o l patrigno a non commettere errori che potrebbero compromettere il rapporto con i figliastri e, alla fine, anche quello della nuova coppia.

 

Quanti sono i terzi genitori

Nel dare una dimensione al problema ci aiuta come sempre l’Istat che segnala una crescita delle seconde nozze del 9% nel 2015 rispetto all’anno precedente ; inoltre l’introduzione del divorzio breve ha accelerato le nuove rotture matrimoniali che nel 2018 sono quadruplicate. Poiché  stando alle medie le ex famiglie almeno un figlio a coppia lo avevano, ecco un esercito di qualche centinaio di migliaia di matrigne e patrigni in cerca di ruolo, e spesso inconsapevoli di quanto possono essere decisivi .

Leggi anche: I genitori si separano? I 10 errori da evitare con i figli

 

I problemi più frequenti

La casistica è semplicemente infinita e dall’esperienza delle psicologhe emerge una realtà in cuila cultura  conta meno della sensibilità; il denaro  è considerato la scorciatoia, l’immaturità sentimentale dei terzi genitori a volte è tanto evidente quanto insospettabile, con l’avvertenza però che la questione riguarda esattamente allo stesso modo le mamme naturali.

Gli esempi sono i più disparati.

Lei che non sopporta essere declassata come seconda nelle attenzioni dei suo lui quando arriva il figlio;

Lei che pur avendo fatto per anni volontariato con i bambini orfani, quando si tratta di accogliere la figlia di lui, si scopre anche involontariamente ma intimamente  ostile e non sa darsi un perché;

Lei che razionalmente studia ogni dettaglio per essere una buona matrigna, ma poi , come fosse una polizza, si accerta preliminarmente che lui farà un figlio anche con lei.

Gelosia, possessività, insicurezze, egoismi, le passioni umane di sempre che fanno parte dell’essere umano e che nessuna evoluzione sociale o tecnologica riescono a scardinare.

 

 Le 10 regole che possono fare una matrigna quasi perfetta

Ed allora che fare? Ecco il decalogo della buona matrigna.

  1. Decidere il ruolo da assumere e dimostrarlo con i fatti  senza fretta;
  2. Puntare al ruolo di Zia
  3. Evitare di entrare in competizione con la mamma naturale e mai parlar male di lei
  4. Evitare effusioni esagerate con il papà di fronte ai figli, soprattutto se adolescenti;
  5. Evitare  di sostituirsi alla mamma naturale
  6. Evitare punizioni corporali
  7. Non assumere ruolo e atteggiamenti autoritari
  8. Non intromettersi nelle liti o discussioni tra il genitore naturale ed i figli
  9. Non cercare di contestare e cambiare le regole stabilite dai genitori naturali
  10. Non essere gelose del tempo dedicato dal papà/mamma naturale al figlio.

Funzionano? Di fronte a fenomeni di dimensioni nuove, sopraggiungono soluzioni nuove. Solo l’esperienza può dare il responso. Ma a ere almeno una traccia su cosa non va fatto, lascia ampio spazio all’emotività per ciò che andrà costruito. E per il quale la sensibilità femminile può raggiungere picchi inimmaginabili.

 

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Bruno Costi

Direttore Responsabile Staibene.it

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