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Se l’empatia scatta solo per il cane

Per alcune persone è più facile avere pietà di un animale che di un mendicante

Come si spiega che alcune persone, di fronte a mendicanti o persone disagiate, riescono a distogliere tranquillamente lo sguardo; ma che davanti a un cane in difficoltà, si commuovono clamorosamente? A questo interrogativo hanno provato a rispondere gli esperti della Duke University e di Princeton (negli Usa), con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati dalla rivista scientifica "Journal of Psychology".

Lo studio
Secondo gli scienziati statunitensi, alcuni individui avrebbero caratteristiche psicologiche che li conducono ad una maggiore empatia con gli animali e persino con la loro auto, piuttosto che con altri esseri umani in situazioni di svantaggio sociale, tossicodipendenti, immigrati o barboni che siano.
L´indagine è stata condotta studiando le risonanze magnetiche di 100 studenti volontari che si sono sottoposti all´esperimento: guardare immagini su uno schermo mentre veniva monitorata l´attività elettrica del loro cervello. Gli scienziati hanno scoperto che quando si osservano immagini di individui disperati, come donne senza fissa dimora o tossicodipendenti, le aree deputate all´empatia e alla socialità di alcuni dei volontari sembravano "spegnersi" o disconnettersi, cosa che non capita, ad esempio, quando si guardano immagini di animali, di auto e, fortunamente, anche di disabili.

Un meccanismo psicologico particolare
Lasana Harris, che ha coordinato lo studio, la chiama "percezione disumanizzata" e potrebbe spiegare anche perché a tutti può capitare di distogliere lo sguardo dai mendicanti seduti in strada. È lo stesso motivo per cui, spiega ancora Harris, si può "facilmente attribuire una consapevolezza sociale – ovvero credere in una vita interiore fatta di emozioni – ad animali o automobili, ma evitare il contatto visivo con il mendicante sulla via di casa".
Secondo gli studiosi americani quel meccanismo psicologico potrebbe trovarsi in modi più accentuati in alcuni soggetti e potrebbe spiegare, citando gli esempi di Hitler, Pol Pot e Stalin, i grandi crimini della Storia commessi sotto le loro dittature sanguinarie.

Redazione Staibene

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