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Genitori, se il bebè piange troppo, la colpa è …

Una mutazione genetica simile a quella che rende piA? o meno recettivi ad alcol e droga, A? responsabile di urla e strepiti

Il primo impatto brusco con la maternità (e la paternità ), nei neo genitori, è rappresentato dai primi pianti del nuovo arrivato. Sà, perchè per una buona fetta di “angioletti” che sembrano capaci solo di sorridere, cA?A? un piccolo esercito di bebè che urlano e strepitano quasi tutto il giorno.

Neonatologi, pediatri ed esperti vari si sono affannati per decenni, nel tentativo di spiegare le ragioni dei pianti eccessivi dei neonati. Ora una nuova teoria fa risalire tutto al Dna.

 

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Una mutazione genetica

Un gruppo di neuroscienziati statunitensi del National Institute of Alcohol Abuse and Alcoholism di Bethesda (Maryland), diretti da Christina Barr, ha scoperto una particolare mutazione genetica, che stabilisce se i piccoli di macaco si metteranno a strepitare quando manca loro la mamma, o se ne staranno tranquilli.

Si tratta di una mutazione simile a quella collegata, nellA?uomo, al rischio di abuso di droghe o alcolici. Proprio questa mutazione sarebbe responsabile di pianti e urla che fanno ammattire neomamme e neopapà .

“Alcuni bimbi sono tranquilli e seguono il flusso, altri sono decisamente molto riluttanti a lasciare le loro mamme”, spiega la Barr. Quando i bebè, ma anche i piccoli animali, passano il tempo con le loro madri, il loro corpo rilascia una sorta di farmaco naturale: gli oppiodi. I recettori molecolari posti sulle cellule cerebrali A?succhianoA? queste sostanze chimiche e regalano al piccolo sentimenti di piacere. I ricercatori hanno notato che sostanze come la morfina agiscono attraverso gli stessi recettori: minime dosi (non sufficienti per lA?effetto sedativo) hanno acquietato i piccoli macachi dopo che le madri se nA?erano andate.

Precedenti ricerche hanno suggerito che il 25-30% di queste scimmie è portatore di una mutazione genetica nel recettore degli oppiodi, che rende gli animali molto più sensibili alle sostanze chimiche a livello cerebrale.

 

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Lo studio

Per capire se la mutazione influisse sullA?attaccamento alla madre, Barr e i suoi colleghi hanno osservato 97 macachi di 6 mesi, dopo che erano stati separati dalle rispettive genitrici per diverso tempo. Tutti i piccoli hanno protestato sonoramente subito dopo essere stati allontanati dalle madri, ma la maggior parte dopo un poA? si è abituata. E alla successiva separazione, ha pianto molto meno. Questo non accadeva per le scimmiette con la mutazione: hanno continuato a piangere e strepitare per lA?assenza della mamma, e sembravano i più felici della successiva riunione. Dopo ogni ritorno, infatti, passavano più tempo con le loro madri, mentre gli altri non sembravano volersi rifare delle coccole perdute.

 

 

 

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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