• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

2.982 visite

Jogging e maratone? Ecco il segreto dei muscoli che resistono di più

Maratona, scoperto il segreto del muscolo della resistenza che, se allenato, può moltiplicare per 5 volte la performance sportiva di chi corre per sport

maratona

Il sogno di qualsiasi amante del jogging e della maratona, incrementare all´infinito la propria resistenza, potrebbe essere meno irrealizzabile di quanto si pensi. E senza ricorrere al doping.

Tutto per merito di un esperimento di ingegneria genetica condotto da alcuni scienziati dell´Harvard Medical School di Boston, negli Usa.

 

Cos’è il muscolo della resistenza


Come si legge sulla rivista “Cell Metabolism”, gli esperti americani sono infatti riusciti a scoprire il “muscolo della resistenza” e trasformare dei topolini in “fondisti”, arricchendo il loro tessuto muscolare di una fibra finora poco conosciuta e misteriosa.

Una scoperta che potrebbe avere grandi sviluppi sia sul versante delle prestazioni sportive che su quello  della riabilitazione, ben più cruciale per la vita delle persone.

nel primo caso potrebbe  aiutare a migliorare la resistenza muscolare e favorire per esempio le performance dei fondisti, dei maratoneti ed in generale in tutte quelle pratiche in cui  il muscolo viene sottoposto a sforzi prolungati  e continuativi che cmbiano il metabolismo muscolare; nel secondo caso potrebbe essere importante per evitare la perdita di tono muscolare in una gamma amoplissima di casistiche: dalle meno gravi come i postumi  chirurgici da fratture  o interventi che immobilizzano gli arti, alle più gravi come nei casi riguardanti malati di sclerosi laterale amiotrofica.

 

Leggi anche: La maratona? Tutti i malanni che previene

 

 

Come funzionano i muscoli umani

I muscoli umani sono composti da quattro diversi tipi di fibra muscolare, di cui due a contrazione lenta e una a contrazione veloce, adatte rispettivamente per la resistenza e lo sprint veloce.

Poco si sa sul quarto tipo di fibra, diffusa in tutti i muscoli. Ogni fibra consente al fisico di svolgere attività  diverse.

Quelle a contrazione lenta ad esempio, i tipi I e IIA, si trovano insieme ai mitocondri e servono per fare esercizi continui e di resistenza, con l´uso di molto ossigeno.

Il tipo IIB invece, presente nel quadricipite, è a contrazione veloce, opera senza ossigeno, ed è utilizzato per attività  che richiedono potenza.

Le fibre IIX si trovano un po´ a metà : sono ricche di mitocondri, ma si contraggono anche velocemente. La loro funzione, però, non è ancora ben chiara.

 

Leggi anche: Maratona, come scegliere le scarpe giuste

 

Come si trasformano i muscoli in laboratorio

Gli scienziati di Boston hanno convertito quasi tutte le fibre muscolari delle cavie nel tipo IIX, con risultati sorprendenti. Gli animali, infatti, sono stati in grado di correre per un tempo più lungo del 25% rispetto al solito, prima di essere esausti.

Gli scienziati hanno visto che accendendo un gene, il Pgc-1alfa, era possibile trasformare i muscoli composti dalle varie fibre in muscoli composti principalmente da fibre a contrazione lenta.

Successivamente si sono serviti della ingegneria genetica per attivare un gene fratello, il Pgc-beta, nei muscoli dei topi. In questo modo i loro muscoli, che contenevano circa un 15-20% di fibra IIX, ne avevano quasi il 100%.

Secondo la ricerca, dunque, questo tipo di fibre ha un ruolo ben più importante di quanto pensato finora nelle capacità  e abilità  degli sportivi. E´ possibile infatti che gli atleti siano naturalmente dotati di una quantità  maggiore di queste fibre rispetto alle altre persone, o che l´allenamento intensivo ne stimoli la produzione.

 

Sei a rischio artrosi? Scoprilo con IL TEST

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}