<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title><![CDATA[Staibene.it - Articoli di salute]]></title><description>Articoli di salute</description><category>salute</category><image><title>Staibene.it</title><url>http://www.staibene.it/immagini/logo_staibene2.gif</url><link>http://www.staibene.it</link></image><link>http://www.staibene.it/sb_elenco_articoli.asp?AREA=salute</link><language>it</language><item><title>Proteggi gli occhi dai rischi dell’estate</title><link>http://www.staibene.it/articolo_Proteggere-gli-occhi-dai-rischi-dell-estate_221402_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-29</pubDate><description>L’estate è una stagione molto delicata per gli occhi. La vista è di continuo sottoposta a stress, aggressioni e insidie di tutti i tipi: occhi rossi, abrasioni della cornea, cheratiti (infiammazioni della cornea), congiuntiviti, infezioni oculari… A lungo andare, addirittura la cataratta e la degenerazione maculare senile. Colpa del gran sole estivo, ma anche della sabbia, del vento, della salsedine. Imparare a proteggersi è fondamentale, dunque, se non ci si vuole rovinare le vacanze e soprattutto la salute. Come? Grazie ai consigli dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (Iapb Italia). 

1) Proteggere gli occhi con occhiali dotati di filtri a norma di legge, soprattutto quando il sole è forte e quando c'è riverbero;
2) Non portare le lenti a contatto mentre si fa il bagno o si prende il sole; 
3) Se la sabbia entra negli occhi, risciacquare abbondantemente con acqua senza strofinarsi gli occhi. Se i sintomi persistono contattare un oculista o recarsi al pronto soccorso; 
4) Indossare la maschera o gli occhialini se si soffre di irritazioni oculari; 
5) Applicare con cura la crema solare protettiva attorno agli occhi. Se però cola negli occhi stessi bisogna risciacquarli abbondantemente con acqua dolce. 
6) Bere abbondantemente non solo per evitare la disidratazione dell'intero organismo, ma anche per proteggere il corpo vitreo, il gel che riempie il bulbo oculare; 
7) Seguire una dieta ricca di vitamine e di omega-3 per difendere la zona centrale della retina, la macula, che è anche quella più sensibile: consente la visione ad alta definizione e a colori; 
8) Non toccare gli occhi senza essersi lavati prima le mani; 
9) Evitare l'esposizione al sole e i bagni al mare o in piscina in presenza di infezioni o infiammazioni oculari; 
10) Se si assumono farmaci consultare il medico prima di esporsi al sole. Alcune medicine come gli antibiotici possono provocare reazioni indesiderate alla luce del sole o rendere la cute più sensibile ai raggi solari.
“Non bisogna assolutamente fissare il sole – consiglia poi Filippo Cruciani, medico oculista dell'Università Sapienza di Roma e della Iapb Italia onlus – perché c'è il rischio di maculopatia fototraumatica, che può compromettere la visione centrale. L'occhiale da sole naturalmente è consigliato, ma se si vuole proteggere maggiormente gli occhi si può ricorrere anche a una visiera. Il rischio maggiore lo corrono però coloro che si sono operati di cataratta che, non avendo più il cristallino naturale, sono più esposti alle radiazioni se non è stata loro impiantata una lentina che filtra, almeno parzialmente, le radiazioni ultraviolette. Infine, al mare i portatori di lenti a contatto devono usare più frequentemente le lacrime artificiali”.Redazione Staibene.it – luglio 2010
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3152" type="image/jpeg"/></item><item><title>Droga? Attenzione, ora c’è anche quella… furba</title><link>http://www.staibene.it/articolo_droga-smart-drug-droghe-furbe_221300_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-26</pubDate><description>La droga si fa sempre più pericolosa. Perché è sempre più “furba”. Proprio così: ci sono nuove sostanze stupefacenti camuffate da normalissimi prodotti vegetali. Capaci di provocare quello “sballo” che cercano i giovanissimi, ma anche gli over 40. La scoperta di 6 “nuovi arrivi” si deve all’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Istituto superiore di sanità (Iss), che ha pubblicato, in collaborazione con il ministro della Gioventù, la seconda edizione del volume sulle “smart drugs” (le droghe furbe, appunto), aggiornando le conoscenze scientifiche e gli effetti sulla salute di prodotti vegetali. Una ricerca che mette in evidenza come non solo i giovanissimi ma anche i 40-50enni cercano lo sballo facile, attratti soprattutto dai “viagra” naturali. E come il web sia il luogo principale dove si reperiscono queste sostanze.

Che cosa sono le smart drug 
Quello delle “smart drug” è un fenomeno in continua evoluzione: il nome si indica una serie di composti di origine naturale (vegetale) o sintetica che assicurano effetti eccitanti o di altro tipo pur rimanendo nella legalità. Un quadro che però si trasforma continuamente. Negli ultimi 5 anni si è modificato l’uso e il consumo di queste sostanze, il cui numero è cresciuto così come sono aumentate le informazioni scientifiche sulla loro tossicità, in particolare se vengono assunte da giovani il cui sistema nervoso centrale non ha ancora completato il suo sviluppo, col rischio di alterazioni cognitive, emotive e comportamentali che possono condizionare l’intera vita.
Le sei nuove sostanze identificate sono:
Argemone mexicana,
Brugmansia arborea,
Datura stramonium,
Muira puama,
Piper methysticum,
Turnera aphrodisiaca. 

Gli effetti delle smart drug sulla salute
Il lavoro dei ricercatori, coordinati per 4 anni da Simona Pichini dell'Iss, è consistito prima di tutto nel reperire le poche notizie disponibili su queste sostanze, spesso pubblicate in riviste o libri a diffusione limitata. Smart drug e spice sono "sostanze facili da reperire – dice Pichini - si vendono sul web, con l’e-commerce una bustina costa 25 euro e può essere usata per 3-4 volte. I consumatori non sono soltanto giovani in cerca dello sballo ma anche adulti over 40 che voglio provare un viagra naturale".
Il volume dell’Iss dedica l’ultima parte del libro proprio alle spice, miscele di smart drug all’interno delle quali sono stati identificati cannabinoidi sintetici, sostanze che hanno effetti simili al fumo della cannabis. I più frequenti sono quelli a carico dell’apparato cardiovascolare (tachicardia, extrasistole), respiratorio e nervoso centrale: allucinazioni visive, psicosi, paranoie. 
Il volume completo sulle smart drug è disponibile online sul sito dell’Osservatorio Fumo Alcol e Droga dell’Iss. Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, sentito il parere del Consiglio di Sanità e del Dipartimento delle Politiche Antidroga, ha inserito alcuni di questi cannabinoidi sintetici nelle tabelle delle sostanze stupefacenti con un decreto del 16 giugno 2010.Redazione Staibene.it – luglio 2010 
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3198" type="image/jpeg"/></item><item><title>Avvelenamenti e intossicazioni, 10 regole per tutelare i bambini</title><link>http://www.staibene.it/articolo_avvelenamenti-intossicazioni-10-regole-per-tutelare-i-bambini_221297_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-26</pubDate><description>I bambini, si sa, sono capaci di mettere in bocca qualunque cosa. Ecco quindi che il rischio avvelenamenti e intossicazioni, in casa o fuori, in vacanza o in città, è sempre uno dei principali motivi di emergenze pediatriche che obbligano a frenetiche corse verso il pronto soccorso. Mai come in questo settore la prevenzione e la tempestività nell’intervento sono fondamentali.

Le cause di avvelenamento e intossicazione
Secondo i dati di uno degli ospedali pediatrici di eccellenza del nostro Paese, il Bambino Gesù di Roma (che sta attivando un Centro Antiveleni Pediatrico, che sarà pienamente operativo entro l’anno e che sarà il primo in Italia), tra le cause di intossicazione e avvelenamento il 35% dei casi è dovuto a ingestione di farmaci, il 30% da prodotti domestici, il 15% da sostanze caustiche e, per il restante 20%, ingestione di sigarette, piante, funghi, contatto con pesticidi, morsi di vipere o altri animali potenzialmente pericolosi.
I bambini tra il primo e il quarto anno di vita sono quelli maggiormente soggetti al rischio di intossicazione. Questo perché esplorano il mondo circostante e non sono ancora in grado di riconoscere eventuali pericoli.
Attenzione agli orari: tra le 11 e le 13 e tra le 19 e le 21 sono i momenti della giornata in cui i bambini sono maggiormente soggetti al rischio di un’intossicazione acuta, durante le quali i genitori sono particolarmente presi dalle faccende domestiche o semplicemente stanchi dopo una giornata di lavoro.

Prevenire avvelenamenti e intossicazioni nei bambini
Ecco il decalogo messo a punto dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù:

Non rimuovere mai l'etichetta da contenitori di sostanze o farmaci potenzialmente pericolosi. 
Custodire farmaci e prodotti domestici in luoghi inaccessibili al bambino. 
Non lasciare incustodite pillole di farmaci in casa. 
Non travasare sostanze caustiche in contenitori anonimi. 
Non indurre mai il vomito nel bambino che ha ingerito una sostanza.
Quando avviene un contatto con una sostanza pericolosa e il bambino non mostra sintomi, telefonare immediatamente al Centro Antiveleno per chiedere indicazioni.
Nel caso in cui il bambino venga condotto in ospedale, ricordarsi di portare sempre il contenitore della sostanza assunta. 
Non far mangiare mai il bambino dopo un’intossicazione. 
In caso di probabile ingestione di sostanza caustica, non assaggiare il prodotto.
In caso di sospetta intossicazione da funghi accertarsi sempre se altri componenti della famiglia presentino sintomi.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessano i problemi dei bambini? Leggi anche:

Le nuove allergie che colpisono i bambini
Tutte le malattie esantematiche
Il calendario delle vaccinazioni
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3197" type="image/jpeg"/></item><item><title>10 regole per evitare le infezioni in crociera</title><link>http://www.staibene.it/articolo_10-regole-per-non-ammalarsi-in-crociera_221263_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-23</pubDate><description>Sbalzi di temperatura, variazioni climatiche, cambiamenti nella dieta e nell'esercizio fisico possono diventare una croce per quegli italiani che hanno scelto la crociera come meta per le proprie vacanze perché potrebbero vedere peggiorate le proprie condizioni di salute.
A dare l’allarme è Walter Pasini, Presidente della Società Italiana di Medicina del Turismo che considera come la concentrazione di un elevato numero di persone in spazi limitati comporti necessariamente il rischio di epidemie che possono anche essere disseminate nei paesi di origine dei passeggeri e dei membri dell'equipaggio che sbarcano.

10 regole per viaggiare in sicurezza
In 30 anni sono state registrate dall’OMS più di 100 epidemie associate con il trasporto marittimo. La maggior parte delle epidemie di malattie gastrointestinali associate a crociere è stato messo in relazione con il consumo di acqua e cibo contaminati a bordo della nave.Per evitare di rischiare di ammalarsi durante e dopo la crociera, la Società Italiana di Medicina del Turismo ha stilato 10 regole per una vacanza sicura: 
1)consultare prima della partenza il proprio medico per valutare lo stato di salute e considerare le possibili vaccinazioni da effettuare e l'eventuale chemioprofilassi antimalarica;
2) tra le vaccinazioni considerare l'opportunità di effettuare l'anticolerica poiché il vaccino in uso in Italia (Dukoral) conferisce una protezione crociata nei confronti della tossina dell'Escherichia Coli, la causa in assoluto più frequente di diarrea del viaggiatore;
3) le persone affette da patologia cronica devono portare con se una documentazione sanitaria dei propri precedenti e del proprio stato di salute (ad es. il passaporto sanitario);
4) portare con se una farmacia da viaggio che comprenda i farmaci di cui si fa uso abituale, un antidiarroico come rifaximina, antibiotico a uso topico intestinale, ed eventualmente farmaci antivirali per il trattamento o la profilassi dell'influenza;
5) consultare un dentista per avere la certezza di non soffrire di problemi acuti a carico dei denti;
6) considerare la stipulazione di una polizza assicurativa che copra il rischio sanitario, la cancellazione del viaggio, la copertura di cure mediche e l'evacuazione medica se necessaria;
7) evitare di imbarcarsi se sintomatici di una malattia acuta;
8) durante la crociera lavarsi spesso le mani con sapone e acqua o con confezioni contenenti liquidi disinfettanti;
9) in caso di diarrea o di febbre alta a bordo, riportare immediatamente l'informazione allo staff medico;
10) In caso di febbre al ritorno consultare immediatamente il proprio medico se la crociera ha interessato aree malariche.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessano i problemi legati al viaggio? Leggi anche:
 
 I nemici in viaggio: sonnolenza e mal di auto
 I farmaci salva vacanze da mettere in valigia
Cerca il farmaco generico</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3192" type="image/jpeg"/></item><item><title>Rischio acufeni, se usi troppo il cellulare</title><link>http://www.staibene.it/articolo_rischio-acufeni-se-usi-troppo-il-cellulare_221269_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-23</pubDate><description>Dedicato ai maniaci del cellulare, quelli che non sanno stare senza staccare l’orecchio dal telefonino (senza mai indossare l’auricolare). Questa smania da telefono mobile può costare cara all’incolumità delle loro orecchie e di tutto l’apparato uditivo. L’uso eccessivo del cellulare aumenta infatti il rischio di soffrire di acufeni, i fastidiosi ronzii e rumori vari all’interno dell’orecchio.

Il pericolo acufeni aumenta del 70%
La scoperta si deve a un recente studio condotto dall’università di Vienna (Austria); pubblicato sulla rivista scientifica “Occupational and Environmental Medicine”. Dopo aver indagato su 100 persone affette da acufene e altrettante sane, ha confrontato l'impiego del telefonino nei due gruppi. In questo modo gli scienziati hanno scoperto che i ronzii erano oltre il 70% più frequenti nelle persone che utilizzano il cellulare per più di 10 minuti al giorno.
Gli acufeni
Il disturbo dell'udito definito acufene è stato collegato in precedenza all'esperienza di rumori forti, traumi alla testa e all'assunzione di particolari sostanze, ma in molti casi la sua origine è sconosciuta. I ricercatori viennesi puntano il dito sul legame con l'uso del telefonino, evidenziando comunque la necessità di ulteriori studi per fare chiarezza su questo aspetto.
In generale si stima che il 10% della popolazione soffre di una qualche forma di acufene, ma non è ancora chiaro se il problema sia in aumento negli ultimi anni, di pari passo con la diffusione dei telefonini. Non solo: dallo studio è emerso anche che il fatto di aver usato il cellulare per più di 160 ore in totale è associato a un aumento del rischio acufeni del 60%.

Coinvolta anche la postura
Dall'indagine, però, sono emerse anche delle anomalie: sembra infatti che il pericolo di incappare nel disturbo sia più basso per le persone che hanno fatto almeno 4.000 chiamate, rispetto a quelle che ne hanno totalizzato un numero inferiore. Risultati curiosi che possono essere collegati, secondo i ricercatori, anche alla difficoltà da parte delle persone di ricordare con precisione le proprie abitudini di utilizzo. 
Insomma, i volontari potrebbero aver sovrastimato o sottostimato l'impiego del cellulare. Alterando così i risultati. In ogni caso, secondo Hans Peter Hutter, responsabile del team, occorrono ulteriori studi per approfondire la questione. Ma esistono anche dei meccanismi biologici attraverso i quali, spiega l'esperto, i telefonini potrebbero causare problemi alle orecchie.
Anche la postura adottata da chi comunica spesso in questo modo, mentre parla e cammina, potrebbe influire sull'afflusso di sangue a una parte della testa. Insomma, occorrono ulteriori indagini per far piena luce sul fenomeno.Redazione Staibene.it – luglio 2010 
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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=1179" type="image/jpeg"/></item><item><title>Sì, la menopausa c’è anche per gli uomini </title><link>http://www.staibene.it/articolo_sintomi-menopausa-maschile-ipogonadismo-tardivo_221139_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-14</pubDate><description>Anche l’uomo ha la sua menopausa. La  menopausa maschile (o “ipogonadismo tardivo”) si può manifestare con diversi sintomi legati sia alla sfera sessuale che a quella fisica e psicologica. Ma per diagnosticarla devono manifestarsi tutti e tre i sintomi legati alla sfera sessuale: una minore frequenza delle erezioni mattutine, pensieri sessuali più rari e disfunzione erettile.
A individuare i nove sintomi della menopausa maschile è stato un gruppo di ricercatori internazionali in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica “New England Journal of Medicine”.

I 9 sintomi della menopausa maschile
Come stabilire se un uomo è in menopausa? Se si riscontrano questi sintomi:
una minore frequenza delle erezioni mattutine;
pensieri sessuali più rari;
disfunzione erettile;
incapacità di svolgere attività che richiedono sforzi significativi (ad esempio correre o sollevare oggetti pesanti);
incapacità di camminare per più di un chilometro; 
impossibilità di piegarsi, inginocchiarsi e chinarsi;
perdita di energia;
tristezza; 
affaticamento.

Bassi livelli di testosterone
Gli scienziati hanno intervistato 3.369 uomini di età compresa tra i 40 e i 79 anni residenti in otto paesi diversi. Il questionario si componeva di domande specifiche sullo stato di salute sessuale, fisico e psicologico ed era affiancato da un'analisi dei livelli di testosterone. Dei 32 potenziali sintomi evidenziati dai ricercatori, solo nove si sono rivelati correlati a bassi livelli di testosterone. Gli scienziati hanno identificato tre sintomi sessuali particolarmente rilevanti: una minore frequenza delle erezioni mattutine, pensieri sessuali più rari e disfunzione erettile. Sebbene un paziente possa mostrare segni di altri sintomi non sessuali, perché sia possibile diagnosticare la menopausa maschile  è necessario che venga rilevato un livello di testosterone basso e la presenza di tutti e tre i sintomi sessuali citati sopra.
E' stato però  dimostrato che il legame tra i tre sintomi sessuali e i bassi livelli di testosterone è più forte rispetto al legame con gli altri sei sintomi individuati. I ricercatori hanno inoltre identificato il valore di testosterone sotto il quale i sintomi specifici diventano più comuni.

Utilità del trattamento a base di testosterone
I risultati dimostrano che il trattamento a base di testosterone potrebbe rivelarsi utile solo in un numero relativamente basso di casi in cui si sospetta una deficienza androgenica, poiché molti dei sintomi presentati e legati al normale ipogonadismo non si sono dimostrati associati a livelli di testosterone ridotti negli uomini più anziani. Redazione Staibene.it – luglio 2010 
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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=2686" type="image/jpeg"/></item><item><title>Malattie del sangue, un numero verde per l’estate</title><link>http://www.staibene.it/articolo_malattie-del-sangue-in-estate-numero-verde_221120_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-13</pubDate><description>Le malattie del sangue sono patologie serie tutto l’anno, anche in estate. Con il caldo, l’afa e le città che si svuotano, leucemie e patologie ematologiche non smettono certo di incidere pesantemente sulla salute e sulla qualità della vita di chi ne è colpito. Ecco perché la Società italiana di ematologia (Sie) ha aperto uno sportello telefonico dedicato ai pazienti affetti da leucemie e da altre malattie ematologiche: è il numero verde 800-550952, un servizio di consulenza gratuita dedicato alle malattie del sangue, già attivo da oltre un anno in tutta Italia, e mai come in questo momento dell’anno utilissimo per pazienti e familiari.

Informazioni, assistenza e orientamento 
Il servizio, realizzato con il supporto della casa farmaceutica Novartis, offre anzitutto una generica possibilità di avere informazioni su tutti gli argomenti collegati alle malattie del sangue. Ma quello che conta davvero, per i malati, è l’opportunità di richiedere assistenza in campo ematologico chiamando sia da un telefono fisso sia dal cellulare: si otterranno spiegazioni su sintomi, esami e terapie; si potrà sapere a chi rivolgersi, se non si è già seguiti presso una struttura ematologica.
Dall’altro capo del filo, specialisti ematologi, che risponderanno alle chiamate e forniranno informazioni generali sulle malattie ematologiche, un primo orientamento sulle strutture e sugli esami di laboratorio, e un supporto psicologico. Il numero verde non sostituisce infatti la visita dallo specialista e non surroga l’attività delle strutture sanitarie che hanno in cura il paziente, ma rappresenta un vero e proprio sportello informativo telefonico.

Verso un percorso di diagnosi e cura
Fino a oggi, centinaia di pazienti e familiari di pazienti affetti da patologie ematologiche hanno usufruito del numero verde della Sie. “Oggi le terapie disponibili consentono di intervenire con successo sulle malattie ematologiche”, spiega il professor Fabrizio Pane, presidente della Sie, “ma è essenziale orientare il paziente verso l’appropriato percorso di diagnosi e cura, oltre che supportarlo psicologicamente. Grazie al numero verde si possono ottenere informazioni su sintomi, esami, terapie e sulle strutture sanitarie di interesse ematologico: un aiuto concreto per i pazienti e per chi se ne prende cura”.Redazione Staibene.it – luglio 2010 
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</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3175" type="image/jpeg"/></item><item><title>Posti in piedi in aereo? I rischi per la salute</title><link>http://www.staibene.it/articolo_posti-in-piedi-in-aereo-i-rischi-per-la-salute_221111_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-12</pubDate><description>Volare in aereo sottopone l’organismo a uno sforzo: la cabina pressurizzata, l’altitudine, gli sbalzi termici causati dall’aria condizionata, i problemi di circolazione che coinvolgono gli arti inferiori… Ora che una delle più note compagnie low cost, Ryanair, ha annunciato di voler introdurre addirittura posti in piedi per i voli di breve durata entro due anni, la domanda se ciò possa rappresentare un ulteriore problema per la salute è dunque legittima.

I rischi per la circolazione
L'idea convince poco i medici italiani, secondo i quali questo tipo di voli può provocare qualche disturbo alla salute dei passeggeri. Soprattutto per chi ha problemi circolatori. Ma anche per chi ha la pressione bassa. 
Secondo Alessandro Frullini, presidente dell'Associazione flebologica italiana (Aif), “è un’idea non molto ortodossa, in particolare per chi già deve fare i conti con qualche patologia venosa. Per loro il viaggio in quota, l'ambiente pressurizzato, e lo stare fermi in piedi (ma anche seduti per molte ore) è sconsigliabile. C'è infatti il rischio di sviluppare la 'trombosi del viaggiatorè, una forma di flebite. Insomma - sottolinea l'esperto - è bene che queste persone prima di affrontare un viaggio del genere chiedano consiglio al proprio medico".

I rischi per la pressione sanguigna
Secondo invece il cardiologo Francesco Fedele, presidente uscente della Società italiana di cardiologia (Sic), “qualche piccolo problema potrebbero presentarlo anche quelle persone che soffrono di ipotensione posturale”, vale a dire il calo di pressione sanguigna.
Rischi anche per gli anziani, “ma solo per chi ha la pressione bassa, con alle spalle episodi di svenimento”. 

I rischi per la circolazione
Per chi gode buona salute, invece, i rischi di viaggiare in piedi sono praticamente nullia. “Naturalmente per chi non ha problemi di salute viaggiare in piedi per un'ora, un'ora e mezza, non comporta assolutamente nulla”, sottolinea Fedele, “anche se in ambiente pressurizzato. Più che altro quest'iniziativa mi sembra scomoda, poco pratica per chi viaggia: personalmente non farei mai un viaggio in quelle condizioni…Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessano i disturbi collegati al volo? Leggi anche:

Tutto sul jet lag
Tutto sulla paura di volare
Tutti i modi per non sentirsi male in aereo

</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3171" type="image/jpeg"/></item><item><title>I farmaci salva vacanze da mettere in valigia</title><link>http://www.staibene.it/articolo_quali-farmaci-mettere-in-valigia-per-le-vacanze_221065_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-09</pubDate><description>Mare o montagna, Italia o estero: qualunque sia la destinazione prescelta dai 29 milioni di italiani in partenza per le vacanze, 8 su 10 metteranno in valigia almeno un farmaco del kit salva vacanze. Cambi di ambiente, alimentazione, fuso orario, rendono l’organismo più indifeso e per questo può capitare di avvertire qualche disturbo in grado di rovinare le ferie.

Come riconoscere i medicinali di automedicazione 
“Lontano da casa, nei momenti di relax, diventiamo più insofferenti ai piccoli disturbi che turbano le nostre vacanze”, spiega Ornella Cappelli, Presidente dell’Associazione Italiana Donne Medico. “Anche in questo caso, automedicazione non significa assumere superficialmente farmaci su consiglio di un amico o un parente. È importante ascoltare il proprio malessere e trattare autonomamente solo i lievi disturbi facilmente riconoscibili e solo con i farmaci di automedicazione, identificabili grazie allo specifico bollino”.

I farmaci da mettere in valigia 
Il kit dei farmaci salva-vacanze, oltre ai medicinali con ricetta che assumiamo regolarmente prescritti dal medico prima di partire, può contenere anche i seguenti farmaci di automedicazione:
Per mal di testa, febbre, dolori muscolari: antidolorifici, anti-infiammatori, antipiretici (per esempio: acido acetilsalicilico, paracetamolo, ibuprofene, ketoprofene, diclofenac, naprossene sodico). Ricordarsi che possono essere lesivi per lo stomaco e vanno assunti a stomaco pieno; se sono usati come creme o pomate, evitare l’esposizione diretta al sole.
Antistaminici contro le allergie, le irritazioni della pelle, le punture d’insetto o di medusa. 
In alberghi e aeroporti siamo spesso soggetti a sbalzi di temperatura dovuti all’aria condizionata molto alta. In questo caso, per chi è soggetto a disturbi di gola è utile avere a portata di mano un disinfettante  a base di cetilpiridinio, cloruro, clorexidina, iodopovidone o esetidina. 
In caso di fastidi legati a cibi esotici e speziati o se ci di rilassa un po’ a tavola, specie se tutto l’anno seguiamo un certo regime alimentare, è possibile assumere farmaci contro la cattiva digestione come antiacidi e pro cinetici. Esempi di antiacidi: bicarbonato di sodio, acido citrico, citrato di sodio, composti di alluminio e magnesio; esempio di procinetici: metoclopramide; esempi di anti-H2: cimetidina, famotidina. 
Per quanto riguarda i lassativi, è bene usarli solo in caso di vera necessità e rispettando quanto illustrato nel foglietto illustrativo (persolfato, bisacolide e senna sono lassativi di contatto e aumentano la motilità intestinale; metilcellulosa, ispagula, sterculia sono lassativi di volume, che agiscono aumentando la massa). 
Ci si può infine munire di melatonina e valeriana se si ha in programma un lungo viaggio con cambiamento di fusi che potrebbe causare la sindrome da jet lag.
Kit di pronto soccorso in caso di piccole ferite sugli scogli o cadute e scivoloni: cerotti di diverse misure, garze sterili e salviettine disinfettanti.
Prima di partire, nel caso si assumano regolarmente altri farmaci, è opportuno chiedere al proprio medico eventuali interazioni con i più comuni prodotti di automedicazione. 

Per chi si reca presso mete esotiche, conclude la Cappelli, “il rischio più frequente è rappresentato dalla così detta “diarrea del viaggiatore” che colpisce dal 20 al 50% delle persone e a cui spesso si associano altri sintomi come nausea, vomito, dolori addominali, febbre. In questo caso la prima indicazione è bere, per evitare la disidratazione. Per ridurre la gravità dei sintomi o la loro durata può risultare utile una terapia sintomatica con antidiarroici come la loperamide”.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessa la medicina del turismo? Leggi anche:

Prima di partire, metti la salute in valigia
Manuale per bagni senza rischi
Conoscere i farmaci è la migliore medicina
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3159" type="image/jpeg"/></item><item><title>Fumatori sempre più giovani, prima sigaretta sotto i 15 anni</title><link>http://www.staibene.it/articolo_fumatori-sempre-piu-giovani-prima-sigaretta-sotto-i-15-anni_221078_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-09</pubDate><description>La lotta contro il fumo ha ottenuto fin qui ottimi risultati. Ma si pongono sempre nuovi obiettivi, per sensibilizzare le persone ai danni del fumo. Ora si tratta di raggiungere i giovani fumatori. Che aumentano sempre di più. La prova? I dati resi noti da una recente indagine Doxa-Iss-Ofad, secondo cui un fumatore su cinque (il 21,9%) ha meno di 24 anni e tra questi giovani fumatori il 34,5% ha cominciato prima dei 15 anni. Ecco il motivo per cui il ministero della Salute ha deciso di dare il via alla campagna 2010 contro il tabagismo dal titolo “Io non fumerò mai”, rivolta ai giovanissimi.

La metà dei ragazzi fuma per la prima volta sottoi 18 anni
Secondo i dati Doxa, le ragazze che fumano tra i 15 e i 24 anni rappresentano il 18,4%, mentre i maschi restano in maggioranza, al 25,3%. Maschi e femmine sembrano prendere il vizio per imitazione degli amici: il 73,4% dei giovani afferma infatti di fumare “perché lo fanno tutti”. Se un terzo comincia alle scuole medie, il 50,8% dei ragazzi fuma la prima sigaretta comunque prima della maggiore età (in totale l'85,3%).

La campagna del ministero della Salute
Dati che lo stesso ministro della Salute, Ferruccio Fazio, ha definito preoccupanti, specie sei si sommano al costante aumento delle vendite di tabacco trinciato diffuso tra i giovani, più che raddoppiate (+139%) dal 2004, e che hanno segnato solo nel 2009 un +26%. Arriva allora uno spot per i giovanissimi (di 35 secondi, che per un mese sarà trasmesso sulle reti Rai, Mediaset e su La7), protagonista, come nel 2009, Renato Pozzetto e una classe di terza elementare. Con un pollice che si accende come una sigaretta l'attore-maestro avverte i bambini di “non farsi fregare”. Ma i piccoli si mostrano già preparati e consapevoli (“mia mamma tossisce”, “mio papà puzza”, “e il fumo passivo?”) e dichiarano che non fumeranno mai.
“È la prima volta che si studia una campagna rivolta a ragazzi così piccoli”, ha spiegato il ministro Fazio, “perché è stato dimostrato in diversi studi Usa l'efficacia della prevenzione se fatta attraverso il priming, cioè l'invio di un input ai piccoli prima che vengano in contatto con il fattore di rischio”. La campagna, ha spiegato Fazio non ha un intento proibizionistico, ma quello di portare i più piccoli ad avere comportamenti virtuosi.
Oltre alla campagna nazionale sono diversi i progetti portati avanti in diverse Regioni, dalle scuole d'infanzia alle superiori. “Apriremo anche un tavolo con il ministro Gelmini”, ha annunciato il ministro Fazio, “per trovare forme di collaborazione”.Redazione Staibene.it – luglio 2010 Ti interessa il fumo? Leggi anche:

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