<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0"><channel><title>Staibene.it - Articoli di benessere</title><description>Articoli di benessere</description><image><title>Staibene.it</title><url>http://www.staibene.it/immagini/logo_staibene2.gif</url><link>http://www.staibene.it</link></image><link>http://www.staibene.it/sb_elenco_articoli.asp?AREA=benessere</link><language>it</language><item><title>Attenti al jogging, non fa sempre così bene…</title><link>http://www.staibene.it/articolo_jogging-fa-venire-la-cellulite_221386_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-28</pubDate><description>Jogging? Sì, grazie, ma con molta attenzione. Perché correre può anche far male alla salute, a dispetto di quelli che lo considerano sempre e soltanto una panacea per tenersi in forma. Specie se diventa l'unica forma di attività fisica praticata, il footing può essere fonte di problemi alle articolazioni, può favorire la cellulite… Parola di un gruppo di esperti di fitness, fra cui il personal trainer di Londra Greg Brookes, secondo cui – oltre tutto – il jogging non sempre aiuta a perdere peso.

Jogging, caviglie e ginocchia a rischio
“La maggioranza delle persone inizia a correre per dimagrire, ma questo non sempre funziona”, assicura Greg Brookes. Correre spesso, poi, può provocare delle lesioni a causa dei movimenti ripetitivi, specie a carico di ginocchia e caviglie: “Quando si corre, qualcosa come due volte e mezzo il peso del nostro corpo viene trasmesso alle giunture. Normalmente caviglie e ginocchia sono i primi a risentirne”.
Inoltre, contrariamente all'idea che ogni esercizio fisico acceleri il metabolismo, correre può provocare esattamente l'effetto l'opposto. In particolare, la corsa su lunga distanza può svuotare le riserve di energia dell'organismo, che così inizia a “rosicchiare” il tessuto muscolare per accumulare energia. "Si possono creare in questo modo anche importanti degenerazioni muscolari", dice l'esperto. "E oltretutto si riduce il ritmo metabolico", avverte Brooks. "Più si corre, infatti, più il corpo si prepara per la prossima" allungata. Risultato? "Si inizia ad accumulare grasso", riserva ideale di energia. E la nostra notevole capacità di adattamento fa sì che, via via che si corre, il corpo "consumi sempre meno energia e bruci meno calorie".

Il jogging e la cellulite
Cattive notizie anche per le sportive che, macinando chilometri, sperano di liberarsi della cellulite. Secondo Marco Mastrorocco, gym manager dell'Epic kickboxing gym di West London, correre può di fatto aumentare il rischio di trovarsi a fare i conti con la pelle a buccia d'arancia. "La cellulite è dovuta al malfunzionamento del sistema circolatorio e a un cattivo drenaggio dei tessuti sotto la pelle. Se l'esercizio è sostenuto e viene eseguito per troppo tempo - spiega - causa un aumento dei radicali liberi, che danneggiano le cellule". Risultato? La cellulite si moltiplica. Stessa opinione per Carole Caplin dell'health club britannico Lifesmart. "Molte persone pensano che la cellulite sia qualcosa che puoi eliminare con lo sforzo. Sfortunatamente non è così. L'esercizio è uno stress positivo per l'organismo, ma un esercizio duro e ad alto impatto come la corsa può peggiorare la cellulite, dal momento che anche il linfodrenaggio viene compromesso dall'accumulo di stress". Meglio alternare il jogging con un altro tipo di allenamento, come quello a intervalli e ad alta intensità. Che, secondo gli esperti, sollecita nel modo migliore i muscoli, ma anche cuore e polmoni, aiuta a “bruciare”e aumenta la capacità aerobica.Redazione Staibene.it – luglio 2010 
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=1403" type="image/jpeg"/></item><item><title>Contro caldo e afa al lavoro, non ti resta che… bere!</title><link>http://www.staibene.it/articolo_contro-caldo-e-afa-al-lavoro-devi-soltanto-bere-acqua_221272_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-23</pubDate><description>Difendersi dall’afa sul lavoro. Per quelli che sono costretti a restare in città, in ufficio, il rischio di spossatezza, sonnolenza e difficoltà di concentrazione – con conseguenti problemi di prestazioni professionali sul lavoro – aumenta a causa del caldo. E l’aria condizionata serve a poco. Come difendersi, allora? La risposta è più semplice e immediata di quello che possiamo pensare: acqua.

I danni della disidratazione
“L’acqua è la principale componente del nostro corpo”, spiega il professor Alessandro Zanasi, dell’Osservatorio Sanpellegrino e Docente presso l’Università di Bologna. “La sua carenza dovuta ad una scarsa idratazione determina conseguenze significative sul benessere fisico e psichico della persona. Numerosi studi internazionali, infatti, hanno dimostrato come la disidratazione interferisca con le capacità cognitive riducendo la concentrazione e influenzando negativamente i processi decisionali, aspetti che possono contribuire ad un calo della produttività1 ed essere legati ad un maggiore rischio di incidenti sul lavoro.  
Già a partire da una disidratazione del 2% determinata dalla normale sudorazione si osserva una compromissione della memoria a breve termine, dell'attenzione e dell'efficienza aritmetica.

Regole anti disidratazione
Come regolarsi allora per difendersi dal rischio disidratazione e assicurarsi il benessere al lavoro nonostante il gran caldo estivo? Vediamo i consigli del professor Zanasi:
Avere sempre con sé dell’acqua, fresca non gelata.
Imparare a non riconoscere e a non sottovalutare il segnale di sete.
Bere comunque di frequente piccole quantità di acqua nell’arco di tutta la giornata (per esempio, 6-8 bicchieri da 250 ml). 
Non saltare la pausa pranzo: soprattutto durante i turni di lavoro più lunghi, può aiutare a reintegrare i liquidi e può essere importante nella sostituzione di sodio e di altri elettroliti.
Non c'è alcuna controindicazione a bere quando si è sudati, a condizione che non si beva acqua fredda. In questo caso sono da preferire acque ad elevato residuo fisso.
Indossare quando possibile abiti leggeri per favorire l’evaporazione del sudore e il raffreddamento che ne consegue.
Migliorare l'accesso ai servizi igienici: spesso le donne riferiscono di non bere volontariamente quando i servizi igienici non sono accessibili.
L’educazione è una componente essenziale per aiutare i lavoratori a mantenere lo stato di idratazione durante e dopo il lavoro in particolare in estate e negli ambienti caldi.Redazione Staibene.it – luglio 2010
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=2436" type="image/jpeg"/></item><item><title>Estate: moglie e figli in vacanza, mariti in città…</title><link>http://www.staibene.it/articolo_estate-moglie-e-figli-in-vacanza-mariti-in-citta_221220_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-20</pubDate><description>A luglio, finite ormai le scuole, si spediscono figli (e spesso mogli) in vacanza. Si ritorna “single a tempo”, tra stereotipi e qualche sorpresa. Per un giro d’affari che per l’Italia raggiunge i 200 milioni tra lavanderie, take away, ristoranti, palestre, centri benessere… Se si considera la Lombardia, sono gli uomini a rimanere di più soli in città mentre la partner è in vacanza con i figli, oltre il triplo rispetto alle donne col marito in vacanza (78% contro il 22%). E ancora: i padri che rimangono a casa sono “spendaccioni”: spendono in media quasi 60 euro in più rispetto al resto dell’anno, contro i 43 euro della partner. Quando la moglie è in vacanza l’uomo va di più al ristorante (34,7%), fa uso di lavanderie e tintorie (20,2%), o prende il cibo al take away (l’8,1%), prevalentemente da solo (57,2%) e occasionalmente con amiche e amici (35,3%). Le donne invece, se sole in città senza marito e figli, sono più attente alla propria bellezza: frequentano palestre, centri sportivi ed estetici (28,6%) escono a cena fuori (24,5%) molto spesso in compagnia. Sono infatti più mondane: il 61,2% frequenta di più amici e amiche e  meno stanno sole (34,7%). 
Sono alcuni dei risultati dell’indagine “Abitudini e costumi estivi” condotta dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su quasi 600 imprese lombardi e da un’elaborazione su dati Registro Imprese.
L’identikit dell’uomo a casa da solo
A luglio, sono soprattutto gli uomini a rimanere soli in città: tre volte in più rispetto alle donne. Tra le attività utilizzate di più: il ristorante (34,7%), il servizio lavanderia e tintoria (20,2%), le palestre e centri sportivi (8,7%) e il take away (8,1%). Gli uomini, quando la partner è lontana, si buttano sul lavoro (61,3%), in misura minore sugli hobby (19,7%) e relax (13,9%). Solo il 4,6% si concede momenti di svago con amici e parenti e preferiscono passare il tempo da soli  (57,2%) La spesa media: in media il periodo in città da soli dura dieci giorni, con una spesa di circa 60 euro in più rispetto al resto dell’anno, per un giro d’affari di circa 47 milioni di euro.
L’identikit della donna a casa da sola 
Anche al gentil sesso capita di restare in città mentre il marito è in vacanza con i figli, ma meno rispetto al partner. Tra i servizi utilizzati di più: palestre, centri sportivi, estetici e benessere (il 28,6%,) ristoranti e bar (il 24,5%) e take away (il 10,2%). Sono spesso in compagnia di amici e amiche (il 61,2%) e meno da sole (il 34,7%). Circa la metà delle intervistate (49%) dedica più tempo al lavoro, seppur in misura minore rispetto all’uomo, ma danno importanza anche agli hobby (28,6%) e al relax (14,3%). La spesa media: in media il periodo in città da sole dura otto giorni, con una spesa per servizi inferiore rispetto agli uomini (circa 43 Euro), per un giro d’affari di circa 16 milioni di Euro.Redazione Staibene.it – luglio 2010 
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3184" type="image/jpeg"/></item><item><title>Bellezza, ecco i cosmetici come li preparava la nonna</title><link>http://www.staibene.it/articolo_bellezza-ecco-i-cosmetici-come-li-preparava-la-nonna_221122_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-13</pubDate><description>Dalla natura, i rimedi di benessere più sani, originali e soprattutto economici (in tempi di crisi, non è poco…) che si possa immaginare. Prodotti agricoli ed erbe aromatiche che diventanto trattamenti di bellezza: lo avreste mai immaginato? E invece è tutto vero. Come spiega la Coldiretti, durante l’ultimo “Salone dell’innovazione nella tradizione” sono stati presentati alcuni rimedi per la cura del corpo e per il benessere a base di prodotti che più naturali non si può: dal bagno anti stanchezza al rosmarino all’impacco per occhi stressati dal computer, dalle maschere antirughe alla patata a quella contro le occhiaie a base di miele.

Il ritorno delle “ricette della nonna”
Di fronte ai crescenti rischi per la salute o, più semplicemente, per la voglia di recuperare uno stile di vita più naturale ritornano insomma “le ricette della nonna” nella cura della bellezza che, con maschere, lozioni e balsami. Se molte delle soluzioni proposte possono essere facilmente provate direttamente a casa non mancano aziende agricole che, trasformate in beauty farm, offrono anche durante l’estate bagni nel fieno o nei mosti di vino. Sul mercato cresce anche l’offerta di agro cosmetici, spesso proposti dalle stesse aziende agricole, che si trovano sempre più di frequente anche sugli scaffali di profumerie, beauty center e farmacie.

Cosmetici al vino, all’olio, al latte di asina
Qualche esempio? La linea di bellezza al vino Amarone che comprende dopobarba, crema nutriente viso, saponetta e crema fluida per il corpo; quella all'olio di oliva con crema idratante viso, crema fluida per le mani, shampoo doccia, crema antirughe viso, crema fluida per il corpo e saponetta; e la linea cosmetica al latte d'asina con spuma latte, shampoo doccia, crema per il viso e saponette.

4 trattamenti di bellezza tutti naturali
Ma vediamo allora come preparare materialmente questi trattamenti di bellezza a base di prodotti completamente naturali.
bagno anti stanchezza: fate bollire 100 grammi di rametti di rosmarino in 2 litri d’acqua per 10 minuti. Coprite e lasciate riposare, filtrate e versate il decotto nell’acqua del bagno e restate immersi per quindici minuti;
impacco occhi stressati da computer:  bollite 1 tazza d’acqua con 30 grammi di foglie fresche di prezzemolo per dieci minuti. Lasciate raffreddare e fate degli impacchi sugli occhi utilizzando cotone o garza;  
maschera antirughe:  1 patata lessa, 1 cucchiaio di yogurt. In posa sul viso per 20 minuti. Risciacquate con acqua fresca oppure utilizzare 1 tuorlo d'uovo e la polpa di mezza mela;  
maschera per ridurre le occhiaie:  1 tuorlo, 1 cucchiaio di miele millefiori, 1 cucchiaio d'olio di oliva, 1 cucchiaio di latte fresco. In posa per 10 minuti. Risciacquate con acqua tiepida alternata a fresca.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessa la cosmetica? Leggi anche:

TEST: sei predisposto alle rughe?
Vinoterapia: il benessere ha il sapore dell’uva
Gli speciali di Staibene.it: i migliori trattamenti estetici per un corpo più giovane 

</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=416" type="image/jpeg"/></item><item><title>10 regole per il benessere di cani e gatti in estate</title><link>http://www.staibene.it/articolo_10-regole-per-il-benessere-di-cani-e-gatti-in-estate_221112_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-12</pubDate><description>Non siamo solo noi umani a soffrire il gran caldo estivo. Afa e umidità di questa stagione calda colpiscono anche cani e gatti. E mettono a rischio, prima che il loro benessere, anche e soprattutto la loro salute. Ecco perché il ministero della Salute, in particolare il sottosegretario Francesca Martini, ha stilato un decalogo con le regole principali da osservare per tutelare al meglio il cane e il gatto di casa.

1)	I colpi di calore possono essere fatali: 
non lasciate il cane in macchina, neanche all’ombra;  
non lasciate i cani legati in luoghi esposti alla luce solare diretta;  
assicurarsi che sia sempre disponibile dell’acqua fresca; 
evitare di effettuare passeggiate nelle ore più calde della giornata.
2)	Se sospettiamo che il nostro animale abbia un colpo di calore è necessario agire immediatamente. I primi soccorsi consistono nel bagnare con acqua tutto il corpo o almeno l’area del collo, delle ascelle e dei cuscinetti plantari. Inoltre è fondamentale ventilarlo e allontanarlo dalla fonte di calore. Qualsiasi azione intrapresa per abbassare la temperatura, però, non deve essere effettuata in modo drastico e quindi è opportuno evitare l’uso di acqua ghiacciata. In ogni caso è opportuno recarsi dal medico veterinario più vicino, il quale provvederà ad effettuare gli interventi più appropriati. 

3)	Fare molta attenzione a non lasciare residui di cibo nella ciotola perché vengono decomposti dai batteri, che con il caldo si sviluppano velocemente, e possono dare luogo a tossinfezioni alimentari anche gravi.  

4)	Dopo una passeggiata si consiglia di ispezionare accuratamente il mantello, le orecchie i gli spazi interdigitali delle zampe del nostro animale facendo particolare attenzione a comportamenti anomali come scuotimento della testa, lambimento continuo di parti del corpo e starnuti ripetuti. Tale ispezione serve a scongiurare la presenza dei famigerati “forasacchi”, semi di graminacea, chiamati ariste, proveniente da piante comuni come l’"orzo selvatico" o l’"avena selvatica".

5)	Attenzione anche a quello che l’animale può ingerire durante le passeggiate in campagna perchè i terreni possono essere concimati o trattati con sostanze anche tossiche (diserbanti, lumachicidi ) e a volte possono essere presenti resti di cibo avariato. 

6)	L’aumento della temperatura favorisce lo sviluppo di numerosi parassiti come pulci, zecche, zanzare che possono veicolare  malattie molto pericolose per il nostro animale come leishmaniosi, filariosi, erlichiosi ecc.
Pertanto a scopo preventivo è fondamentale effettuare regolari trattamenti antiparassitari secondo le indicazioni del veterinario. 

7)	È consigliabile non tenere animali in ambienti eccessivamente condizionati e fare attenzione agli sbalzi di temperatura. 

8)	Se si deve viaggiare con gli animali bisogna  cercare di evitare le ore più calde e ricordarsi di portare la ciotola per l’acqua e un piccolo asciugamano per rinfrescare l’animale in caso di necessità. Bisogna inoltre assicurarsi che la temperatura all’interno dell’auto non sia né troppo calda né troppo fredda; cercare di guidare il più dolcemente possibile evitando accelerazioni e frenate non necessarie; durante i viaggi lunghi, fare soste regolari per fare scendere il cane dalla macchina e permettergli di bere. 

9)	Il mal d’auto o cinetosi è un problema comune più di quanto si possa pensare e i cuccioli e i giovani sono più predisposti. I segni tipici della cinetosi sono agitazione, affanno, salivazione eccessiva, eruttazione ed infine vomito. Se il cane presenta questi sintomi il medico veterinario può prescrivere nuovi farmaci efficaci, sicuri e privi di effetti indesiderati come apatia e sonnolenza che devono essere somministrati prima del viaggio. 

10)	Prima di andare in vacanza è sempre opportuno effettuare un check-up dal proprio medico veterinario per assicurarsi dello stato di salute dei nostri amici, verificare la correttezza dei richiami vaccinali e dei trattamenti antiparassitari. Per i viaggi all’estero con cani e gatti è necessario farsi rilasciare il passaporto dai servizi veterinari dell'azienda sanitaria locale. Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessa la salute degli animali? Leggi anche:
Tutto il benessere che animali portano in casa
TEST: qual è l’animale che fa al caso tuo?
Se il gatto è in casa, l’infarto non entra

</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3172" type="image/jpeg"/></item><item><title>Carbossiterapia, contro rughe e grasso ecco l’anidride carbonica</title><link>http://www.staibene.it/articolo_carbossiterapia-contro-rughe-e-grasso-ecco-l-anidride-carbonica_221076_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-09</pubDate><description>La medicina estetica ha una nuova arma su cui puntare. Dopo averci abituato, nel corso degli anni, a familiarizzare con il botulino e il botox, con i filler, con l’acido ialuronico… Tutte parole che sono diventate sinonimi di “ritocco”: al seno, alle labbra, al contorno occhi, ai glutei e in sempre più parti del corpo un tempo considerate “impensabili” da rifare.
Ora, però, arriva una novità da non sottovalutare. Pare sia l’ultimo grido in fatto di chirurgia estetica e ritocchi vari: l’anidride carbonica. Proprio così, lo stesso gas che rende frizzanti le bevande gassate. Ne conoscevamo insomma soltanto usi alimentari (e poco altro), ma mai avremmo pensato che avrebbe potuto essere utile anche per fini estetici. Ma come funziona questa nuova arma estetica? Vediamo di capirne qualcosa in più.

Rigenera le cellule della pelle
L’anidride carbonica viene iniettata sotto la cute. E sembra proprio in grado di fare miracoli contro le rughe e le occhiaie. È la carbossiterapia, fino a oggi una pratica semisconosciuta, ma sempre più in ascesa nel settore dei patiti delle cure estetiche. In Gran Bretagna sta vivendo un autentico boom: costa 100-150 sterline (130-180 euro) a seduta, e promette ottimi risultati. I medici dicono che le iniezioni dilatano i vasi sanguigni, aumentando il flusso di sangue, di ossigeno e nutrienti per la rigenerazione delle cellule della pelle. Inoltre, queste iniezioni sembrano in grado di eliminare le cellule di grasso. La carbossiterapia potrebbe aiutare anche i calvi, aprendo i bulbi chiusi e permettendo potenzialmente la ricrescita dei capelli.

Efficace contro le rughe e il grasso
Questa metodica, in realtà, è stato usata già in Francia negli Anni 30 per il trattamento dei pazienti che soffrivano di cattiva circolazione, di occlusioni alle arterie e di problemi cardiaci. Di recente una ricerca dell'Università di Siena ha dimostrato che è efficace contro le rughe e il grasso. I ricercatori hanno sottoposto 48 donne a sei sedute di carbossiterapia nell'arco di tre settimane. In media, le donne hanno ridotto di 2 centimetri le loro cosce, di 1 centimetro le ginocchia e 3 centimetri il loro stomaco. Allo stesso tempo, la pelle è diventata più spessa ed elastica, cancellando la cellulite.
Rapida, indolore e naturale
La carbossiterapia è rapida, indolore e un'alternativa naturale al filler e al Botox. Ci vogliono 4-5 minuti. Alcuni medici sono però riluttanti a sottoporre alla carbossiterapia i pazienti con asma o difficoltà respiratorie. Per questo Rajiv Grover, segretario della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, ha detto che sarebbero necessari piu' studi sugli effetti a lungo termine del trattamento.Redazione Staibene.it – luglio 2010 Ti interessa la medicina estetica? Leggi anche:

I migliori trattamenti estetici per un corpo più giovane
Il lifting è più dolce se è a impulsi di energia
Chirurgia estetica, sempre più nasi rifatti da correggere </description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3164" type="image/jpeg"/></item><item><title>Gli italiani e l’afa: 1 su 2 preferisce il ventilatore</title><link>http://www.staibene.it/articolo_gli-italiani-preferiscono-il-ventilatore_221085_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-09</pubDate><description>La temperatura ideale? 24 -26 gradi. La bevanda più dissetante? Il latte freddo. Gli occhiali da sole più efficaci per difendersi dai raggi più deleteri per la vista? Con le lenti marroni o verde-grigio. Il piatto ideale della cucina estiva? Prosciutto e melone. Sono solo alcune delle risposte al test sondaggio di Staibene.it, il primo portale italiano sulla salute ed il benessere realizzato in partnership con il CNR, che consentono di fare un ritratto del rapporto degli italiani con l’estate.

Aria condizionata o ventilatore? 
Le risposte fornite dai circa mille utenti Internet che si sono sottoposti al test “Sai difenderti dal caldo in città?” descrivono un popolo di vacanzieri tutt’altro che tecnologico nell’affrontare la calura estiva: il 50% considera il ventilatore il metodo più sano per rinfrescare la casa, rispetto all’aria condizionata, che è comunque preferita dal 29%, mentre un 19% vota per il ventilatore a patto che sia ben orientato.

Gli italiani e la tavola estiva 
Vari gli aspetti legati alla calura estiva affrontati dal test sondaggio di Staibene.it.
Gastronomia: il piatto forte dell’estate che previene i cali di pressione dovuti al caldo è il prosciutto e melone (indicato dal 44% del campione di intervistati), seguito da frutta e verdura (53%) e dalle trenette al pesto (1%).
Occhiali da sole: per difendersi dai raggi ultravioletti e dai loro effetti negativi per gli occhi, gli italiani prediligono le lenti marroni o grigio-verdi (secondo il 79% dei partecipanti al test-sondaggio), oppure giallo ocra (12%). Per l’8% non esiste un colore particolarmente efficace.
Bevande: la classifica della bevande più dissetanti dell’estate è vinta dal latte freddo (76%), seguito dal caffè freddo (14%) e dal tè freddo (9%). Su questo aspetto, da notare una certa impreparazione degli italiani, che puntano le loro preferenze su bevande che secondo i nutrizionisti 
non sono affatto realmente dissetanti.
Temperatura ideale: gli italiani in casa non amano affatto tenere temperature polari, anzi. In gran maggioranza preferiscono orientarsi tra i24 e i 26 gradi. Da notare un positivo 15% per il quale la temperatura ideale in casa deve dipendere da quanto fa caldo all’esterno.Redazione staibene.it - luglio 2010
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3169" type="image/jpeg"/></item><item><title>Piedi a rischio micosi e allergie da scarpe</title><link>http://www.staibene.it/articolo_salute- dei-piedi-a-rischio-micosi-e-allergie-da-scarpe_220990_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-02</pubDate><description>Se tenete al vostro benessere, non potrete che avere la massima cura dei vostri piedi. Niente di peggio, dunque, di fastidi e disturbi provocati dalle scarpe. Una circostanza, quest’ultima, che in estate diventa sempre più frequente. E che anzi, segnalano gli esperti, quest’anno ha assunto dimensioni particolarmente rilevanti. Sono numerosi i casi di uomini e donne che in estate, quando il piede suda di più, segnalano reazioni allergiche causate dalle calzature. Con conseguenti dermatiti e micosi fastidiose e difficili da combattere.

Qualità scadente, pericolo assicurato
Acquistare le scarpe sulle bancarelle solo perché attratti da prezzi stracciati è un rischio per la salute e il benessere dei nostri piedi. Spesso si tratta di prodotti scadenti, che possono dar vita a micosi, con la comparsa degli odiatissimi funghi sul piede. Si tratta per di più di un'infezione che finisce per peggiorare la dermatite allergica, innescando un circolo vizioso da cui è difficile venir fuori. 
È sempre più raro trovare scarpe in vero cuoio e cucite a mano. L'uso sempre più diffuso di gomma, coloranti e collanti vari, mette il piede costantemente a contatto con sostanze che possono creare allergie. E, se la qualità è scadente, i rischi naturalmente lievitano. Se la scarpa è trattata male, ad esempio, con la sudorazione i coloranti si disperdono e vengono assorbiti dall'epidermide.   

Il pericolo viene dalle bancarelle
Scarpe prodotte con sostanze che andrebbero bandite possono esalare anche solventi dannosi per i nostri polmoni. Purtroppo l'industria calzaturiera europea - rigidamente regolamentata sul bando di sostanze chimiche pericolose per la salute – si trova a competere con chi non ha alcun obbligo e può liberamente vendere prodotti sul nostro mercato.
Intanto, per dichiarare guerra alle sostanze dannose per la salute e l'ambiente, il Centro italiano materiali di applicazione calzaturieria (Cimac), sta predisponendo schede sulle sostanze chimiche utilizzate nella produzione, così da stilare un elenco descrittivo che verrà consegnato al ministero della Salute. Un'iniziativa che va nella direzione indicata anche dai medici. Nel frattempo, a chi è alle prese con allergie che stanno rovinando le estremità, due consigli preziosi: comprare e usare solo scarpe di qualità, e tenere i piedi all'aria più tempo possibile, in attesa che dermatiti e micosi scompaiano. Redazione Staibene.it  – luglio 2010Ti interessano i piedi? Leggi anche:
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Tacchi a spillo e scarpe a punta? Piedi a rischio
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3145" type="image/jpeg"/></item><item><title>Massaggi in spiaggia? Non si può. È la legge</title><link>http://www.staibene.it/articolo_massaggi-in-spiaggia-vietati-per-legge_220988_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-01</pubDate><description>I massaggi in spiaggia sono pericolosi per la salute. Saranno anche gradevoli e rilassanti, ma i rischi che comportano sono troppo superiori ai benefici. Per questo, farsi massaggiare sotto l’ombrellone o sul lettino, anche quest’estate, sarà vietato. Il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, ha firmato una nuova ordinanza "per la tutela dell’incolumità pubblica dal rischio derivante dall’esecuzione di massaggi lungo i litorali", proprio per prevenire effetti pericolosi che "possono essere originati dalla pratica sulle spiagge, da parte di soggetti ambulanti, di prestazioni presunte estetiche o terapeutiche", spiega il ministero della Salute in una nota.
No ai massaggi estetici o terapeutici
 In particolare, l’ordinanza prevede il "divieto di offrire a qualsiasi titolo prestazioni riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti, per salvaguardare la salute dei cittadini dai possibili rischi di "prestazioni effettuate da soggetti che non sono in possesso di comprovata preparazione e competenza, nonché in luogo non idoneo allo scopo".
Nell'ordinanza si sottolinea, infatti, "l’assenza dei requisiti di legge sia per quanto concerne gli esecutori di massaggi abusivi a pagamento, che per quanto riguarda l’inappropriatezza dei luoghi". I massaggiatori sono improvvisati, e la spiaggia non è il posto adatto a tale pratica. Toccherà ora ai sindaci applicare e far rispettare l’ordinanza nei litorali italiani. Si prevede, inoltre, che "i gestori pubblici o privati, ovvero coloro che comunque abbiano l’effettiva disponibilità, a qualunque titolo, di tratti di litorale, sono tenuti a segnalare alle competenti autorità ogni violazione dell'ordinanza, che ha efficacia dalla data di pubblicazione e fino alla chiusura della stagione balneare". 
Pericolo infezioni e reazioni allergiche
“L’assenza di igiene delle mani”, avverte il sottosegretario Martini, “può essere veicolo di trasmissione di infezioni cutanee e l’utilizzo di oli, pomate e altri prodotti di ignota provenienza potrebbero provocare reazioni allergiche e fotosensibilizzazione della pelle esposta ai raggi solari". Martini sottolinea poi che “esistono patologie, in particolare dell’apparato vasculo-linfatico e osteoarticolare, che possono avere complicanze a seguito di interventi non tecnicamente adeguati. Anche quest’anno chiedo la collaborazione dei sindaci dei Comuni interessati, oltre che dei gestori di tutti gli stabilimenti balneari, affinché vengano evitate situazioni di rischio per la salute a tutti i cittadini italiani e ai turisti che hanno scelto il nostro meraviglioso Paese per le loro vacanze”.Redazione Staibene.it – luglio 2010. 
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Massaggi sulla spiaggia vietati per legge
Stress, i massaggi non sono l’unico toccasana
</description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3144" type="image/jpeg"/></item><item><title>Gastrite? La camomilla può batterla</title><link>http://www.staibene.it/articolo_camomilla-gastrite-digestione-bruciori-di-stomaco_220858_salute_1.html</link><pubDate>2010-06-25</pubDate><description>Bruciori di stomaco, pesantezza, cattiva digestione, senso di acidità… Nella stragrande maggioranza dei casi, sono i sintomi principali di disturbi all’apparato gastrointestinale, quando non addirittura di vera e propria gastrite. Un problema che affligge centinaia di migliaia di italiani, che tendono quasi sempre a ricorrere ai farmaci. Prima di mettere mano alle medicine, però, una soluzione più naturale esiste. Ed è molto più familiare di quanto pensiamo: la camomilla.
Un fiore che protegge lo stomaco
Conosciuta come formidabile strumento per conciliare il sonno e combattere l’insonnia, la camomilla può contare su principi attivi capaci anche di contrastare la cattiva digestione, il peso e l’acidità di stomaco, i dolori collegati a questi disturbi gastrointestinali. Non solo: i flavonoidi che contiene sono gastroprotettivi, proteggono cioè le mucose dello stomaco da problemi causati da farmaci o alcol. Insomma: per lo stomaco la camomilla è un autentico toccasana. 
Un infuso, più volte al giorno
Una o più tazze al giorno di infuso di camomilla, meglio se tiepido, è il modo più naturale per proteggere lo stomaco, alleviare i dolori della gastrite o anche dei suoi semplici primi segnali. In alternativa all’infuso, si può preparare una tisana: un cucchiaio da minestra di capolini di camomilla (si trovano in erboristeria) nell’acqua fredda, portare a ebollizione per un minuto, poi in infusione a fuoco spento, con il coperchio, per circa 30 minuti. 
Controindicazioni? Soltanto una, peraltro molto rara: un’allergia acclarata nei confronti della camomilla.Redazione Staibene.it – giugno 2010 
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