<?xml version="1.0" encoding="ISO-8859-1"?><rss version="2.0" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"><channel><title><![CDATA[Staibene.it - Articoli di alimentazione]]></title><description><![CDATA[Articoli di alimentazione]]></description><image><title>Staibene.it</title><url>http://www.staibene.it/immagini/logo_staibene2.gif</url><link>http://www.staibene.it</link></image><link>http://www.staibene.it/sb_elenco_articoli.asp?AREA=alimentazione</link><language>it</language><item><title>Pompelmo: fresco, dietetico, anticellulite</title><link>http://www.staibene.it/articolo_pompelmo-a-dieta-poche-calorie-pochi-zuccheri_221400_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-29</pubDate><description><![CDATA[Sano, rinfrescante, un po’ acidulo sì, ma sempre sfizioso: il pompelmo ha tantissime proprietà benefiche: per la salute, per il benessere, ma soprattutto per la dieta. Il suo segreto? Pochissime calorie e pochissimi zuccheri, un’abbinata che lo rende perfetto per le diete. Ma vediamo di conoscere più da vicino le virtù del pompelmo.
Il pompelmo ha poche calorie E’un frutto che viene sempre inserito nelle diete per un semplice motivo: ha poche calorie (26 ogni 100 g), come fragole e ciliegie, pochi zuccheri, ed è ricco di antiossidanti come i frutti rossi. Inoltre, i suoi principi attivi lo rendono un alleato prezioso contro gli inestetismi della pelle come cellulite e buccia d’arancia. 

Il pompelmo blocca i grassi
Lo sostiene anche un recente studio, realizzato da un gruppo di medici di San Diego, negli Usa: consumare mezzo pompelmo prima di ogni pasto, per tre mesi, permetterebbe di perdere tra i 2 e i 5 chili, senza dover apportare grosse modifiche alla propria alimentazione. Infatti, le sostanze contenute nel pompelmo influirebbero sul livello di insulina, aiutando così l’organismo a metabolizzare gli zuccheri e a evitare che questi ultimi si trasformino in grassi.
Con il pompelmo fai il pieno di vitamina C
Dopo il kiwi, i limoni e l’arancia, il pompelmo è il frutto con il più alto contenuto di vitamina C (40 mg per etto). Basta un frutto al giorno per raggiungere il fabbisogno quotidiano di vitamina C nell’adulto che è fissato in 80 mg. Ma attenzione: evitate di prendere un farmaco con del succo di pompelmo. Alcune delle sostanze che contiene possono alterare gli effetti delle medicine e provocare qualche fastidio.

Consigli per gli acquisti e la conservazione
Grandi, pesanti, con la scorza e il picciolo di colore omogeneo e privi di macchie: ecco le caratteristiche per comprare un buon pompelmo.
Nello scomparto basso del frigo, i pompelmi resistono una settimana. Invece durano fino a 10 giorni se li conservate, senza sovrapporli, in un ambiente buio e arieggianto (meglio se in una cassetta di legno).Redazione Staibene.it – luglio 2010
]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3204" type="image/jpeg"/></item><item><title>Frutti di mare, e la dieta ringrazia</title><link>http://www.staibene.it/articolo_frutti-di-mare-alimentazione-corretta-estate_221246_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-22</pubDate><description><![CDATA[I frutti di mare sono gustosi e invitanti. E poi sono versatili in cucina, perché si possono preparare in mille modi diversi. Non solo: i frutti di mare sono anche nutrizionalmente corretti: sani e facili da digerire. Capito perché per una tavola estiva all’insegna di una dieta salutare e di una corretta alimentazione, i molluschi sono praticamente il massimo?
Frutti di mare perfetti per la dieta
Dal punto di vista nutrizionale, i molluschi hanno diverse caratteristiche in comune: contengono tutti una discreta quantità di proteine, pochi grassi, vitamine del gruppo B e sali minerali importanti come ferro, fosforo, sodio e iodio. I “bivalvi” in particolare, cioè quei frutti di mare chiusi nelle conchiglie (come le cozze o le vongole, per fare due soli esempi), sono particolarmente ricchi di acidi grassi omega 3. Non solo: sono molto digeribili e una delle poche fonti naturali della rara vitamina B12, indispensabile per la formazione del sangue e il metabolismo di proteine e grassi. Ecco perché sono consigliati agli anemici e a chi è a rischio depressione.
I frutti di mare e il colesterolo
Al contrario di quanto si pensi comunemente, i molluschi e i frutti di mare in genere non sono affatto off limits per chi ha problemi con il colesterolo alto. I molluschi bivalvi (non solo cozze e vongole, ma anche cannolicchi, telline, ostriche…) contengono pochissimo colesterolo, ma nello stesso tempo sono ricchi di steroli, sostanze che ne ostacolano l’assorbimento da parte dell’organismo.
Non tutti possono mangiare i frutti di mare
I molluschi e i frutti di mare in genere non possono rientrare nella dieta di tutti. Vediamo allora chi dovrebbe evitarli:
Donne in gravidanza e ipertesi - perché i frutti di mare contengono troppo sodio.
Chi soffre di ipertiroidismo - perché a chi ha questi problemi non fa bene l’elevato apporto di iodio che può arrivare dai frutti di mare.
Gli allergici e chi soffre di intolleranze alimentari specifiche  - I frutti di mare sono tra gli 8 alimenti che provocano il 90% delle reazioni allergiche su base alimentare.Redazione Staibene.it – luglio 2010
]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3188" type="image/jpeg"/></item><item><title>Dieta in estate? Molto meglio un’alimentazione corretta...</title><link>http://www.staibene.it/articolo_dieta-in-estate-basta-un-alimentazione-corretta-ed-equilibrata_221219_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-20</pubDate><description><![CDATA[L’estate è il momento più sbagliato per darsi alle diete. Specie quelle fai-da-te, poco equilibrate e dannose, che possono provocare carenze di nutrienti importanti per la salute. Molto meglio affidarsi a qualcosa di molto più semplice ed efficace per dimagrire: perdere peso con un’alimentazione corretta ed equilibrata. Parola di due nutrizionisti come Fulvio Muzio e Michela Fiscella del Servizio di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Ospedale e Polo Universitario Luigi Sacco di Milano, secondo cui “il modo migliore per diventare obesi è proprio quello di fare molte diete. Nel caso di soggetti che devono perdere pochi chili, il consiglio è di seguire poche e semplici norme, mantenendo un’alimentazione equilibrata”. Quali sono queste norme? Vediamole.
1. Preferire i prodotti nostrani, possibilmente del territorio in cui si vive (definiti anche “a chilometro zero”), in modo da ridurre i tempi di conservazione e avere una maggiore garanzia di freschezza dell’alimento. 
2. Fare pasti piccoli ma frequenti, evitando digiuni prolungati; in questo modo si rende più facile la digestione e si evitano momenti di spossatezza dovuti alle ore di digiuno. Per gli spuntini preferire alimenti leggeri e freschi come yogurt magri, frutta fresca o verdura.   
3. Per quanto riguarda frutta e verdura, assumerne 5 porzioni al giorno, per avere un adeguato apporto di vitamine e sali minerali. Sarebbe opportuno privilegiare i prodotti di colore rosso-arancione (carote, pomodori, peperoni, albicocche, anguria, ciliegie…): il colore dipende dalla loro ricchezza in carotenoidi, sostanze utili per stimolare la produzione di melanina e quindi per proteggere la pelle dagli effetti dannosi dei raggi solari.   
4. Idratare l’organismo per reintegrare acqua e sali persi con la sudorazione. Bere quindi almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Una buona alternativa sono anche le tisane e i centrifugati di frutta e verdura. 


5. Privilegiare il metodo di cottura a vapore, in modo che la preparazione degli alimenti sia più leggera: in questo modo possono infatti essere preservate buona parte delle vitamine e dei sali minerali.   
6. Evitare fritti e condimenti eccessivamente grassi che potrebbero appesantire la digestione e affaticare l’organismo già spossato per il caldo. Per insaporire i piatti è consigliabile piuttosto l’utilizzo di erbe aromatiche e quantità moderate di olio extravergine da aggiungere a crudo.   
7. Attenzione all’uso del sale in cucina, che provoca la ritenzione di liquidi, disturbo frequente in estate. Ridurre quindi sia l’utilizzo del sale come condimento, sia l’assunzione di quegli alimenti che lo contengono in quantità elevata (cibi conservati, insaccati, formaggi).   
8. Assumere almeno 20-30 grammi al giorno di fibre per prevenire l’insorgenza della stitichezza, favorita dalla perdita di liquidi e potassio dovuta alla sudorazione. Per avere un apporto adeguato è utile scegliere alimenti integrali (pane integrale, pasta integrale, ecc.), legumi, verdure fibrose (carote, sedano, finocchi, ecc.) da associare sempre ad un buon apporto di acqua.   
9. Privilegiare piatti unici (insalata di riso, prosciutto e melone…) eventualmente da consumare freddi, in modo da avere un pasto nutrizionalmente completo ma leggero. Una coppa di gelato guarnita di frutta fresca e dall’immancabile biscotto può essere un’alternativa valida se limitata a non più di 1-2 volte a settimana.   
10. Per avere una maggiore sicurezza alimentare è infine opportuno evitare salse a base di panna e tuorlo d’uovo crudo, nonché il consumo di pesce crudo, a meno che la loro freschezza non sia più che sicura: questi cibi potrebbero infatti essere causa di intossicazione.Redazione Staibene.it – luglio 2010 
]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=2376" type="image/jpeg"/></item><item><title>I falsi miti più diffusi della dieta</title><link>http://www.staibene.it/articolo_luoghi-comuni- e-falsi-miti-della-dieta_221209_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-19</pubDate><description><![CDATA[Preparatevi a smantellare gran parte delle vostre convinzioni in fatto di corretta alimentazione. La dieta fatta come si deve, secondo le regole dei nutrizionisti, non può prescindere da punti fermi precisi. Vediamo allora di sfatare gran parte dei principali luoghi comuni e falsi miti in fatto di nutrizione: i principali pericoli per chi non vuole ingrassare. Tutto, tenendo conto dei più recenti studi scientifici.
I MIRTILLI NON SONO IL CIBO CON PIU’ ANTIOSSIDANTI -  In realtà l’uva ha lo stesso tipo specifico di antiossidanti dei mirtilli, ma l'alimento che ne ha di più in assoluto, combattendo così l'invecchiamento delle cellule, è il cioccolato fondente. 
CEREALI E BARRETTE DIETETICHE NON FANNO DIMAGRIRE Anzi fanno ingrassare quanto e più delle normali merendine. Infatti sono ricchi di zuccheri, carboidrati e dolcificanti sintetici, e alla fine possono avere almeno altrettante calorie dei cibi "normali". Meglio una piccola porzione di dolce standard piuttosto che un piatto di dolce a basso contenuto di grasso. 
MANGIARE DI NOTTE FA INGRASSARE: le calorie sono calorie, sia di mattina che di sera. Studi sulle scimmie dimostrano che il peso non cambia se assumono il 6% del loro cibo quotidiano di notte o se arrivano al 65%. L'organismo brucia i grassi con la stessa velocità durante il sonno. 
LE UOVA ALZANO IL LIVELLO DI COLESTEROLO. E’ vero che le uova contengono colesterolo, ma il corpo è in grado di regolarsi. E poi un uovo sodo contiene appena 75 calorie. Senza contare che l'uovo è altamente nutritivo, contiene vitamina D, vitamina B-12 e altre sostanze preziose. 
LA MARGARINA FA MALE AL CUORE. Era vero in passato, quando era piena di grassi idrogenati che aumentano il colesterolo cattivo. Oggi la margarina si fa con grassi sani e monoinsaturi, ed è decisamente più sana del burro. 
FRUTTA E VERDURA VANNO SEMPRE IN FRIGORIFERO.  Forse durano più a lungo, ma la conservazione in frigo "uccide" buona parte della ricchezza nutritiva dei vegetali: un team di scienziati dell'Oklahoma ha scoperto che un cocomero lasciato a temperatura ambiente dopo due settimane aveva il doppio di beta-carotene e il 20% in più di licopene (entrambi utili antiossidanti) rispetto a uno lasciato in frigorifero. Anche le banane e le pesche sono molto pù nutrienti a 20 gradi di temperatura che fredde. 
IL CORPO HA BISOGNO DI 8 BICCHIERI DI ACQUA AL GIORNO.  Uno dei miti più radicati è che bisogna bere almeno due litri di acqua al giorno. Ma i medici dell'università della Pennsylvania hanno voluto verificare, e non hanno trovato alcuna prova che tanta acqua migliora la pelle, fa perdere peso e aiuta l'organismo a disintossicarsi. In realtà dipende dall'organismo: se l'urina è di colore giallo paglierino si sta bevendo a sufficienza. 
MEGLIO MANGIARE POCO E SPESSO. Non c'è alcuna differenza, in realtà, tra tre pasti abbondanti o sei frugali, come appurato da uno studio australiano. Anzi, mangiando più spesso si tende a ingrassare perché si finisce per assumere più calorie. 
LA CARNE BIANCA È PIU MAGRA DELLA ROSSA.   Non è vero, anzi. Un etto di lombata magra ha solo cinque grammi di grassi, un etto di coscia di pollo arriva a 9 grammi.Redazione Staibene.it – luglio 2010 

]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=1846" type="image/jpeg"/></item><item><title>La carne in scatola, ideale per la dieta estiva</title><link>http://www.staibene.it/articolo_carne-in-scatola-perfetta-per-la-dieta-estiva_221148_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-15</pubDate><description><![CDATA[La carne in scatola, quella con la gelatina insomma, l’abbiamo provata tutti, almeno una volta. Anzi, sembra quasi che di tutti i cibi in scatola sia il principale punto fermo della tavola degli italiani, se è vero che una famiglia su due la consuma abitualmente. Le ragioni di questo successo? È pratica, sempre pronta e si conserva a lungo (anche 4 o 5 anni). Ma possiamo dire che sia adatta anche a chi è a dieta? E può rientrare in un concetto di corretta alimentazione?

Ideale per la dieta
Rispetto alla carne fresca, quella in scatola ha un modesto apporto energetico perché è bollita e sgrassata: ecco perché viene spesso inserita nel menu di chi segue una regime ipocalorico.
Di solito si utilizza il muscolo del bovino, lessato e inscatolato assieme alla gelatina vegetale o animale. A volte vengono aggiunte altre parti dell’animale, come la lingua, che però contribuisce ad aumentare il contenuto di grassi. Per questo, prima di acquistare una confezione, è sempre meglio dare un’occhiata alle informazioni sull’etichetta. 

Un difetto: un po’ troppo sale
Nessun difetto, dunque? Beh, non proprio. Anzitutto, la carne in scatola contiene una discreta quantità di sale, circa un quarto della dose massima raccomandata ogni giorno. Per questo non dovrebbe far parte della dieta di chi soffre di ipertensione oppure del menu di chi combatte la ritenzione idrica. E ancora: trattandosi di carne, non bisogna esagerare perché è appurato, ormai, che mangiare troppa carne rossa espone a seri rischi di salute.

Regole per un acquisto sicuro
A volte i prodotti conservati e sottovuoto possono presentare sorprese e lasciarci dubbiosi. Per evitare ogni malinteso, ecco quindi qualche accorgimento da seguire:

un occhio alla latta... Verificate sempre che all’interno della scatola non vi siano macchie di ruggine e che la confezione non sia deformata o gonfia. Sono chiari segni di cattiva conservazione del prodotto.
...e uno alla gelatina. Una gelatina troppo liquida o che emana un cattivo odore è segno di alterazione dell’alimento. 
Grumi e grasso. Se sulla carne trovate piccoli grumi bianchi, scartateli con la punta di un coltello, ma non preoccupatevi: sono solo depositi di grasso, da evitare solo per problemi di linea.Redazione Staibene.it – luglio 2010

]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3180" type="image/jpeg"/></item><item><title>Vuoi avere un figlio? Non ingrassare</title><link>http://www.staibene.it/articolo_se-vuoi-avere-un-figlio-non-ingrassare_221126_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-13</pubDate><description><![CDATA[Se una donna desidera un figlio, la cosa più sbagliata che può fare è ingrassare, essere in serio sovrappeso, se non addirittura obesa. Sì, perché quando si è in età fertile, i chili di troppo possono rappresentare un serio impedimento al concepimento. 
Secondo i nutrizionisti e dei medici dell’Osservatorio nutrizionale “Grana Padano”, svolta sulle abitudini alimentari e lo stile di vita delle donne in età fertile (campione di 1.481 donne, tra i 30 e i 42 anni) l’incidenza dell’obesità in questa fascia d’età è circa doppia rispetto alla popolazione generale, arrivando a toccare la percentuale del 20%. Nel 75% dei casi, poi, le donne  intervistate non svolgono alcun tipo di attività fisica regolare, presentando un peso e un BMI (l’indice di massa corporea, pari al rapporto tra peso e altezza) più elevati rispetto a quelli delle donne più attive, con conseguente maggior rischio di obesità.

Mangiare bene favorisce ovulazione e concepimento

“Le sane abitudini di vita sono doppiamente importanti per le donne che desiderano un figlio”, dice la dottoressa Michela Barichella, presidente dell’Associazione italiana di dietetica (Adi) Lombardia e responsabile medico del Servizio dietetico ICP di Milano, “in particolare una corretta alimentazione favorisce l’ovulazione e il concepimento e riduce il rischio di malattie croniche anche gravi nel feto, quali diabete, obesità, patologie cardiovascolari, tumori e malattie mentali”.

Le donne obese rischiano aborto e disturbi della fertilità

Le donne obese, inoltre, vanno incontro a un più elevato rischio di aborto durante la fecondazione assistita e sono maggiormente afflitte da disturbi della fertilità (per esempio l’ovaio policistico), specie se soffrono di un’obesità di tipo centrale, caratterizzata cioè da accumulo di grasso a livello addominale, con depositi sia sottocutanei, sia a livello degli organi.

Consigli alimentari per favorire il concepimento 
Come suggerisce la dottoressa Michela Barichella, le donne obese o in forte sovrappeso devono modificare i propri stili di vita, corretta alimentazione compresa. Ecco allora le regole stilate da nutrizionisti e medici dell’Osservatorio nutrizionale Grana Padano. Naturalmente, vista la fonte dello studio e dei consigli nutrizionali, c’è molto spazio per i formaggi, specie quelli stagionati e a pasta dura..:

Fare regolarmente attività fisica, anche semplicemente camminando a passo sostenuto (4 km all’ora). 
Tenere sotto controllo il peso. 
Consumare pesce 2-3 volte a settimana. 
Spremere del limone sulla verdura, per assimilare il ferro in essa contenuto. 
Assumere 2 porzioni di verdura e 3 di frutta al giorno.  
Scegliere proteine di origine vegetale 2- 3 volte a settimana, soprattutto legumi (ricchi di ferro). 
Bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno, preferendo le acque minerali ricche di calcio. 
Mangiare formaggio 2-3 volte a settimana (50 gr al giorno), preferendo quello stagionato a pasta dura, a scaglie o anche grattugiato sul primo piatto o nelle preparazioni. 
Consumare una porzione di latte o di yogurt al giorno. 
Utilizzare alimenti integrali, come pane e fette biscottate.  
Ridurre i grassi di origine animale.  
Controllare l'apporto di zuccheri semplici, che alzano la glicemia e aumentano il rischio di diabete.
Usare olio extravergine d’oliva a crudo per condire, possibilmente dosandolo con un cucchiaio.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessano i temi della fertilità? Leggi anche:

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]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3070" type="image/jpeg"/></item><item><title>La colazione d’estate si fa così</title><link>http://www.staibene.it/articolo_prima-colazione-ideale-in-estate_221113_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-12</pubDate><description><![CDATA[Che la prima colazione sia un pasto fondamentale per tutta la giornata, ormai, lo sanno – o lo dovrebbero sapere – tutti. Che in estate e in genere con il gran caldo e l’afa la colazione assuma ancora più importanza, però, non è ancora così opinione diffusa. Come spiega Giuseppe Fatati, nutrizionista e presidente dell’Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica (Adi), “se d’inverno il nostro corpo ha bisogno di bruciare energia per mantenere la temperatura corporea costante, d’estate la necessità è invertita: dobbiamo abbassare la temperatura del corpo per mantenere il nostro benessere e lo facciamo attraverso il meccanismo dell’evaporazione del sudore. Quindi abbiamo bisogno di acqua e di sali minerali come il sodio, il potassio e il magnesio che ci aiutano a  mantenere un corretto equilibrio idro-salino”.
Come comportarsi, dunque, per una colazione sana e corretta in piena estate? Vediamo quello che non deve mai mancare sulla tavola della prima colazione e scopriamo cosa può offrirci di nuovo e goloso l’estate:

La frutta: finalmente tante varietà da mettere in una bella cesta a centro tavola. 
Le bevande: con l’arrivo del caldo possiamo mettere a riposo il bollitore e iniziare la giornata con qualcosa di fresco, che ci dia una sferzata di energia. Saltuariamente possiamo aggiungere al bicchiere di latte freddo un cucchiaio di sciroppo di menta oppure frullare la frutta con un mix di latte e yogurt naturale per fare il pieno di freschezza, minerali e vitamine. Per affrontare la temperatura che sale prevediamo anche l’assunzione di bevande fresche tipo spremute di frutta fresca o succhi che ci aiutano a mantenere il giusto grado di idratazione nella mattinata.
Il solito tè o caffè caldi non vanno proprio giù? Sostituiamoli con un caffè lungo americano rinfrescato da due cubetti di ghiaccio oppure scegliamo una centrifuga di  mele. 
I cereali: sappiamo che quelli integrali sono da preferire per il maggior apporto di fibre, ma forse la solita fetta di pane con miele e marmellata dopo i mesi dell’inverno ci è venuta  a noia. Rinnoviamo il menù con i cereali pronti per la prima colazione che con il latte freddo mantengono al top la loro croccante fragranza. Anche tra questi prodotti la scelta non è difficile: in commercio ve ne sono per tutti i gusti (con frutta, cioccolato, miele e mandorle). Numerosi nutrizionisti, inoltre, consigliano cereali di tipo integrale perché, a differenza dei raffinati, mantengono tutte le proprietà nutritive intatte, come vitamine e minerali. Infine, come dimostrano numerose ricerche scientifiche, chi consuma ogni giorno cereali integrali, all’interno di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita attivo, tende a mantenere la linea nel tempo. Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessa la prima colazione? Leggi anche:

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]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3173" type="image/jpeg"/></item><item><title>Formaggi, latte e yogurt, 10 regole salva freschezza</title><link>http://www.staibene.it/articolo_formaggi-latte-yogurt-10-regole-per-conservarli-in-estate_221079_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-09</pubDate><description><![CDATA[Conservare con cura formaggi e latticini in genere, latte compreso, d’estate è sempre un po’ più difficile. Il gran caldo ci porta a riempire il frigorifero, ma per far sì che mantengano il loro sapore e soprattutto la loro freschezza (e quindi non vadano a male troppo presto, diventando un rischio per la salute), vanno seguite regole precise. Ecco il decalogo preparato da Assolatte, l’associazione dei produttori lattiero-caseari.

1) Scegliere bene il negozio. Verificare se i banchi frigoriferi sono sempre funzionanti e se i prodotti freschi sono correttamente conservati. Meglio sempre rivolgersi a negozianti di fiducia e a prodotti di marca. Evitare i formaggi “anonimi”, prodotti a latte crudo, stagionati meno di 60 giorni e di cui non sia nota la provenienza perché non danno sufficienti garanzie di innocuità.
2) Portare sempre con sé una borsa termica quando si va a fare la spesa: così latte, yogurt e formaggi stanno al fresco e si conservano meglio. E poi occorre metterli il prima possibile nel frigorifero di casa. Bastano 24 ore a una temperatura maggiore di 4°C per “distruggere” gran parte dei fermenti lattici contenuti nello yogurt.
3) Riporre gli alimenti in frigorifero nel posto giusto. I formaggi vanno conservati sulla griglia sopra il cassetto della frutta, gli yogurt e la panna nei ripiani più alti mentre il latte va posto nella controporta del frigorifero, nello spazio per le bottiglie.   
4) Tenere d’occhio le date di scadenza indicate sulle confezioni.  Per riuscirci velocemente basta seguire la regola del “prima dentro, prima fuori”: meglio consumare prima i prodotti che sono in frigorifero da più giorni. Per individuarli a colpo d’occhio basta riporre sul fondo dei ripiani i prodotti appena acquistati e mettere invece in prima fila quelli più vicini al limite di consumo consigliato.   
5) Evitare di lasciare le confezioni aperte troppo a lungo. Finché i vasetti di yogurt o le bottiglie di latte sono chiusi durano sino alla data di scadenza indicata in etichetta, ma una volta aperti il prodotto va finito nel più breve tempo possibile. Ad esempio, il latte fresco pastorizzato in confezione chiusa, conservato in frigorifero a 4°C di temperatura, ha una durata di 7 giorni, ma quando viene aperto va consumato entro 3-4 giorni. Questa regola vale anche per il latte UHT: infatti in confezione chiusa si conserva a temperatura ambiente per 3-6 mesi ma quando la confezione viene aperta va tenuto in frigorifero e consumato nel giro di 3-4 giorni. Quanto allo yogurt, lasciare le confezioni aperte in frigo significa perdere anche gran parte dei fermenti, che si ossidano al contatto con l’aria.    
6) Conservare i formaggi nel recipiente giusto. Una volta aperta la confezione in cui sono venduti, stracchino, crescenza, robiola, caprino e tutti gli altri formaggi freschi vanno tenuti in recipienti chiusi, di plastica o di vetro. Così si impedisce che perdano acqua e se ne preserva il sapore e la qualità. La mozzarella va conservata nel liquido in cui viene venduta. Nel caso lo si fosse buttato lo si può sostituire con acqua e un pizzico di sale.
7) Fare attenzione alla temperatura del frigorifero. I formaggi a pasta molle (come crescenza, mozzarella, ricotta o fiocchi di latte) sono molto delicati e la loro durata è strettamente legata alla temperatura alla quale sono conservati. Se nel frigorifero ci sono da 0°C a 3°C possono reggere per 6-7 giorni, ma se la temperatura sale da 3 a 5°C vanno consumati entro 3-4 giorni dall’acquisto.    
8) I prodotti appena scaduti non vanno buttati: perché se conservati in modo corretto continuano a essere buoni per qualche giorno. Bisogna comunque verificare se presentano un odore strano o hanno un aspetto diverso da quello normale: se sono regolari, si possono consumare subito o usarli per cucinare. 
9) Aprire il frigo solo quando è necessario. solo quando è necessario, perché ogni volta che lo si fa la temperatura interna si alza. Se non dispone di un sistema di sbrinamento automatico, è bene controllare regolarmente se si è formato del ghiaccio e, se c’è, eliminarlo. Infine, occhio alla pulizia perché riduce il rischio di contaminazioni batteriche. Il frigorifero andrebbe lavato una volta alla settimana con un detergente e ogni tre mesi con un disinfettante.    
10) Se avete un pranzo o una cena ricordate di tirare fuori i formaggi in anticipo, altrimenti quelli piccanti risulterebbero troppo pungenti, quelli semi-stagionati  potrebbero lasciare in bocca una sensazione “burrosa” e tutti perdono i loro profumi caratteristici.Redazione Staibene.it -  luglio 2010Ti interessano latte e latticini? Leggi anche:

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Meglio il Grana o il Parmigiano Reggiano?]]></description><enclosure url="http://www.staibene.it/sb_getImage_cms_staibene.asp?id=3166" type="image/jpeg"/></item><item><title>Estate, tempo di frullati, frappè e centrifugati</title><link>http://www.staibene.it/articolo_bevande-estive-frullato-frappe-centrifugato_221062_salute_1.html</link><pubDate>2010-07-08</pubDate><description><![CDATA[Frullati, frappè e centrifughe sono bevande sane, buone e fresche. Con il termometro alle stelle, poi, sono un toccasana. Ma quanti di noi saprebbero dire con certezza che differenza c’è tra loro?
Anzitutto sono diversi gli ingredienti di base: il frullato è fatto con latte e frutta, il frappè si prepara con sciroppi o altri liquidi, mentre il centrifugato prevede la presenza solo del frutto o dell’ortaggio. Anche la preparazione cambia: nel frappè si mescolano gli ingredienti a grande velocità; nel centrifugato si trita il frutto; il frullato abbina le due tecniche, taglia e mescola nello stesso tempo.

Proprietà nutrizionali   
Preparato il frullato, il frappè o il centrifugato, è importante berlo subito: più passa il tempo, più diminuiscono vitamine e sali minerali.
Quante calorie ci sono in un bicchiere da 200 g? I valori cambiano secondo gli ingredienti, ma si può dire che:
un frappè ha circa 180 calorie;
un frullato 120 calorie;
un centrifugato 30 calorie.

Come si prepara un frappè perfetto   
Ingredienti: latte, ghiaccio, sciroppo (d’amarena, orzata o mandorla) o caffè.
Preparazione: fate bollire un litro di latte  insieme a 100 g di zucchero. Quando raggiunge l’ebollizione, abbassate la fiamma e mescolate piano per una decina di minuti. Quindi, fatelo freddare in una bottiglia e mettetelo in frigo. Una volta freddato, versatene circa 0,1 l nel frullatore insieme con un cucchiaio di ghiaccio tritato e lo sciroppo.
Per preparare i frappè, sostituite le lame del frullatore con l’apposito disco che serve a montare il latte e a renderlo corposo.
Il frappè più famoso al mondo è il “Monterosa”: aggiungete al latte dello sciroppo di amarena, poi montate. Altra variante molto buona? Al caffè. Preparate un caffè forte e un po’ zuccherato (20 g per una tazzina). Fatelo freddare e mischiatelo al latte: basta una tazzina per un frappè da 25 cl litri.

Come si prepara un frullato perfetto   
Ingredienti: latte (ma anche succo di limone o pompelmo), frutta e ghiaccio.
Preparazione: il latte va bollito con lo zucchero e poi fatto freddare. Una volta preparato, versatelo nel frullatore insieme con ghiaccio e frutta assortita. 
Abbinamenti ideali: fragola e banana (con latte o succo di limone è lo stesso); kiwi e ananas (solo con succo di limone). Il principe dei frullati è comunque il “Misto Amalfi”: frullate il succo di mezzo limone spremuto con mela, pera, ananas, banane, pesca, amarene (solo un cucchiaio) e un po’ di ghiaccio.

Come si prepara un centrifugato perfetto   
Ingredienti: frutta, verdura, ghiaccio e succo di limone.
Preparazione: si può inserire la frutta con la buccia (la centrifuga sminuzza tutto).  
Ingrediente principale dei centrifugati migliori è la carota. Si può preparare da sola (prima pulitela, poi mettetela nella centrifuga 
con un pezzetto di limone), con una mela (senza aggiungere zucchero) o con un’arancia (con la buccia). Ottimo anche il mix mela e arancia.  
Il ghiaccio non è fondamentale, ma comunque non disturba il gusto.Redazione Staibene.it – luglio 2010
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I costi sociali dell’obesità in Italia
L'impatto dell'obesità, soprattutto di quella grave, sui costi sociali nel nostro Paese supera ogni anno gli 8 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa sanitaria nazionale. Il tutto, escludendo da questo valutazioni costi intangibili altrettanto gravosi, come quelli legati al nucleo sociale dell'obeso, alla discriminazione lavorativa, a un più basso rendimento scolastico e ai conseguenti disagi psicosociali. Ipotizzando inoltre che una persona obesa abbia una vita media pari a 75 anni, un diciottenne obeso, rispetto ad un coetaneo normopeso, ha un costo sociale totale aggiuntivo stimabile in circa 100 mila euro. 

L’allarme obesità infantile
Il fenomeno obesità è insomma un allarme concreto anche in Italia. Una sorta di epidemia che pare inarrestabile per proporzioni e dimensioni, anche tra i più giovani: secondo l’Istat l'obesità infantile è sempre più diffusa anche nel nostro Paese dove, nella fascia di età tra i 6 e i 17 anni, un bambino su 3 è sovrappeso e uno su 4 è obeso.
Informazione, prevenzione e diffusione di una maggiore cultura dei corretti stili di vita sono alcune delle soluzioni conosciute e praticabili, ma non sembrano bastare, se si considera che circa 1,1 milioni bambini italiani ha problemi di peso e che, senza un intervento radicale, più di 1 milione di giovani con problemi di peso potrebbe vivere dai 10 ai 20 anni in meno rispetto ai coetanei normopeso.

Prevenzione anti obesità
La vera arma per contrastare il fenomeno è la prevenzione: adottare uno stile di vita più sano, con un’alimentazione corretta, senza esagerare mai con le calorie ed evitando i grassi animali e gli zuccheri semplici, mangiando molta frutta e verdura e svolgendo ogni giorno attività fisica, se possibile all'aperto.Redazione Staibene.it – luglio 2010Ti interessano i problemi legati all’obesità? Leggi anche:

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