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Sanità, le regioni che sprecano di più

La classifica degli enti locali che impiegano male i finanziamenti statali

La sanità è in crisi perenne. Mancano i fondi, ci sentiamo ripetere da tempo immemorabile ormai. Ma ci siamo mai chiesti dove vanno a finire i finanziamenti statali? Quel denaro che viene versato in cambio di prestazioni erogate al cittadino, spesso sembra scomparire. E non è una somma di poco conto: si calcola che siano 13 miliardi di euro l´anno a finire in fumo, pari al 29% delle risorse complessive destinate agli ospedali.
L´Associazione italiana ospedalità privata (Aiop), in collaborazione con Ermeneia – Studi & strategie di sistema, ha provato a fare chiarezza attraverso il rapporto "Ospedali & Salute 2011". 

Le regioni virtuose e quelle no
Se si guarda alle singole regioni, i risultati cambiano anche di molto e ci sono alcune sorprese: infatti, nonostante il Nord testimoni in generale una maggiore capacità di gestione delle risorse, anche qui il margine di spreco è cresciuto in confronto alla precedente rilevazione: 21,8% rispetto al 20,5%.
A sorpresa, la Lombardia perde il primato di regione più efficiente d´Italia (spreca il 19,3% delle risorse, contro il 16,9% dello scorso anno) e cede il posto al Veneto (17,2% contro il 18,1%). Mentre si trova un lieve miglioramento per il Centro Italia, che guadagna un punto percentuale (l´inefficienza passa dal 33,4% al 32,8%), è stabile l´inefficienza delle regioni del Sud. In particolare, migliorano leggermente due delle regioni sotto commissariamento: il Lazio (41,3% rispetto al 43% dell´anno scorso) e la Campania (41,7% contro il 42,4%). 
Il Lazio resta, tuttavia, in termini assoluti la regione con i maggiori sprechi (1.900 milioni di euro). Il peggior risultato, però, va alla Calabria, che spreca quasi la metà del denaro che riceve (46,4%), facendo addirittura peggio dell´anno scorso.

Serve una riforma
"Di fronte all´immagine restituita dal rapporto", ha commentato Enzo Paolini, presidente Aiop, "e considerata la situazione dei conti pubblici, c´è da chiedersi se i tagli lineari siano davvero l´unica strada percorribile. Bisognerà invece pensare a una vera e propria riforma strutturale che possa, nel medio periodo, rispondere alle esigenze del Paese, garantendo un sistema sanitario universalistico che tenga ferma la centralità della persona ma che abbia al suo interno meccanismi per l´ottimizzazione dei costi". "Per fare ciò", conclude Paolini, "la proposta dell´Aiop è l´introduzione del principio della terzietà dei controlli per superare il conflitto che vede lo Stato nel ruolo di regolatore, operatore e controllore delle strutture, proprie e altrui, per dare trasparenza ai bilanci pubblici e revisionare i sistemi di finanziamento e accreditamento in una logica di sistema misto pubblico-privato che possa dare un´offerta unitaria sul territorio ed elevare la qualità delle prestazioni a costi sostenibili".

Redazione Staibene

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