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Il dermatologo: "La strategia ideale anti dermatite"

15/10/2012
Il dermatologo: "La strategia ideale anti dermatite"

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Il segreto sta nella strategia. Se si affrontano nel modo giusto, gli eczemi (o dermatiti) possono essere sconfitti. L´importante, però, è seguire le indicazioni dello specialista: soltanto lui può individuare la strada più breve verso la guarigione, naturalmente sempre tenendo conto delle caratteristiche del paziente.

E´ la raccomandazione a cui tiene di più, il dottor Antonio Cristaudo, responsabile del servizio di Dermatologia allergologica professionale e ambientale presso l´Istituto San Gallicano di Roma. Perché troppo spesso si tende a fare confusione, a credere di poter risolvere il problema ricorrendo semplicemente al fai-da-te.

 

Che differenza c´è tra eczema e dermatite?

Sostanzialmente nessuna, vengono di solito usati come sinonimi. In entrambi i casi, infatti, siamo di fronte a un processo infiammatorio a carico della cute. Del quale, però, in una prima fase non si conosce la causa.

 

Si può parlare di un segnale che qualcosa non va nell´organismo?

Proprio così. Un eczema può dipendere da tanti fattori. Ci sono le cosiddette cause interne, ad esempio l´assunzione di un farmaco o di un determinato alimento, oppure la presenza di patologie della tiroide, tumorali, diabetiche. E ci sono le cause esterne, decisamente più frequenti: sono di tipo ambientale (come l´esposizione al sole, nei soggetti predisposti) e professionale (è il caso della parrucchiera a continuo contatto per motivi di lavoro con le tinture).

 

Le dermatiti colpiscono dunque soprattutto chi svolge determinati lavori?

Non solo. Le dermatiti da contatto possono riguardare anche soggetti che sono normalmente - e non professionalmente - esposti a una sostanza. In questo caso i fattori che provocano la reazione sono due: la sostanza chimica in sé e la suscettibilità  individuale di una persona, che ne fa un soggetto predisposto.

 

Che rapporto c´è con le allergie?

Le dermatiti allergiche da contatto rappresentano una percentuale inferiore, rispetto a quelle irritative da contatto.

 

E dov´è la differenza?

In entrambi i casi il risultato è lo stesso, vale a dire l´irritazione. E´ il meccanismo che l´origina a essere diverso. Per chiarire il concetto può essere sufficiente un esempio, forse un po´ estremo: una sostanza come la soda irrita a prescindere dal fatto che si abbia un´allergia o no.

 

Come si individua un´eczema?

Solo ed esclusivamente attraverso la diagnosi clinica. Vuol dire che ai primi segni di infiammazione della cute, è necessario rivolgersi a un dermatologo. Una volta accertata la dermatite, bisognerà  risalire alla causa. Per far questo, si ricorre alle prove allergiche, che di solito consistono nel patch test: un cerotto da applicare sul dorso per 48 ore, in modo da mettere a contatto della pelle una serie standard di sostanze comunemente più a rischio di allergia. Se questo primo livello di ricerca delle cause non basta, si passa a circoscrivere ulteriormente il numero di sostanze "incriminate". Finché non si arriva a capire qual è l´elemento scatenante.

 

E a quel punto come si procede?

Anzitutto dando consigli pratici al paziente. Se la sostanza individuata è "ubiquitaria", vale a dire molto diffusa nella vita di tutti i giorni, le raccomandazioni sono un po´ più drastiche: nel caso del nichel, ad esempio, si suggerisce di eliminare tutti gli orecchini di bigiotteria, i bracciali o gli anelli che lo possano contenere. Così come di fare attenzione ai bottoni dei jeans, molto spesso a diretto contatto della pelle dell´addome.

 

Il nichel è presente anche in molti alimenti...

E´ vero, ma la letteratura scientifica sulla correlazione tra dieta ricca di cibi contenenti nichel e allergie, non è univoca. Per questo, di solito, tendiamo a consigliare un consumo moderato di alimenti come la soia, il cacao, le verdure a foglia larga, ma ne sconsigliamo l´esclusione totale dall´alimentazione quotidiana.

 

Come ci si comporta, invece, se la sostanza che provoca la dermatite non è "ubiquitaria"?

In questo caso la strategia è più chiara. Facciamo l´esempio di alcuni conservanti che vengono usati solo in certi cosmetici per rallentarne la degradazione, come il kathon. Una volta fatte le prove allergiche e scoperta la reazione a questa sostanza, siamo in grado di fornire al paziente precise indicazioni alternative: un elenco di prodotti che non contengono quel determinato conservante.

 

Sono sufficienti questi consigli pratici, per risolvere il problema?

No. Accanto all´allontanamento della causa dal corpo e ai suggerimenti pratici da adottare, è fondamentale seguire una terapia. Che quasi sempre consiste in cortisonici da assumere per bocca o iniezione, oppure tramite creme. L´ultima novità  sono farmaci specifici per la dermatite atopica o costituzionale, l´unica a predisposizione genetica: si tratta di immunomodulatori topici, diversi dal cortisone, ma con efficacia simile. E soprattutto, privi dei suoi effetti collaterali.

 

Gli antistaminici hanno un ruolo?

Possono essere utili in funzione anti-prurito. Quest´ultimo è un problema serio, per il paziente, sia dal punto di vista psicologico, sia perché grattandosi non fa altro che complicare le cose. Irritando ulteriormente una pelle già  infiammata.

 

(Valentino Maimone)




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