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Reflusso gastrico? Così lo metti ko!

Come liberarsi di bruciori, rigurgito e acidità

21/11/2013
reflusso gastroesofageo rimedi

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Di reflusso gastroesofageo soffre 40% degli occidentali, un italiano su tre, e può dipendere semplicemente da qualche errata abitudine. A volte, però, il reflusso gastroesofageo ha conseguenze serie ed è per questo che bisogna imparare a riconoscerlo per tempo.
Il rischio di soffrirne cresce con l’età: le persone più esposte hanno tra i 55 e i 64 anni. Ma può colpire anche in seguito a pasto troppo abbondante, per essersi sdraiati subito dopo mangiato, per aver bevuto troppi alcolici o per l’aver fatto tutte queste cose insieme.

Tutta colpa di una valvola
Il reflusso gastroesofageo dipende dal cattivo funzionamento della valvola che separa l’esofago dallo stomaco. Quando si mangia, questa valvola si apre per far passare il cibo nello stomaco e si chiude subito dopo. Se non funziona come dovrebbe, il cibo può tornare nell’esofago, portando con sé gli acidi che si trovano nello stomaco. Questi aggrediscono le pareti esofagee provocando bruciori, infiammazioni e in alcuni casi piccole ferite. Il disturbo può essere occasionale o cronico: in quest’ultimo caso viene chiamato malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE). 

I sintomi del reflusso gastroesofageo

Come riconoscerne i sintomi? Il più diffuso è una sensazione di bruciore nella zona subito dietro lo sterno. Di solito, il fastidio si avverte nell’arco della prima ora successiva al pasto e può durare anche diverse ore. Molto frequente anche il rigurgito acido, che può estendere il bruciore alla gola, causando un’ipersalivazione. In casi più seri, si verificano anche problemi respiratori (asma, bronchite, tosse cronica) dovuti al contatto degli acidi con le vie respiratorie.

Le terapie anti reflusso gastrico
Una volta riconosciuti i sintomi, occorre rivolgersi subito al proprio medico, l’unico in grado di capire se si tratta di un fenomeno passeggero o se c’è bisogno di esami più approfonditi (come l’endoscopia).
Per risolvere i casi non gravi di solito può bastare un breve periodo (1 mese) di trattamento con un dosaggio minimo di farmaci a base di esometazolo, che inibisce la produzione di acidi gastrici.

La corretta alimentazione anti reflusso
Ma occorre anche rivedere la propria alimentazione. Ad esempio evitando di mangiare cibi (come cioccolata, cipolla e cibi grassi) che rendono più debole la valvola tra stomaco ed esofago o quelli (come caffè, agrumi e pomodori) che aumentano l’acidità nello stomaco, favorendo invece alcuni ortaggi.
Nei casi in cui invece siano presenti complicazioni (come l’esofagite, un’infiammazione cronica dell’esofago) si ricorre a terapie più lunghe (6 mesi, con alti dosaggi di esometazolo), a cui segue una terapia di mantenimento per evitare ricadute.

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Commenti

Gianpaolo, 18-08-14 22:21:
Mi chiamo Gianpaolo, ho 42 anni ho sofferto di gastrite e reflusso gastrico per 15 anni, e a volte insieme ai colpi di tosse e rigurgiti acidi non riuscivo nemmeno a respirare.
Non sto a dilungarmi molto.
Quello che vorrei dire invece è che da circa 2 anni ho finalmente visto regredire costantemente i sintomi del reflusso. La riduzione può essere stimata intorno al 80-90%.
Come ci sono riuscito?
Senza farmaci e cambiando stile di vita: ho cambiato decisamente tipo d’alimentazione, dormo con regolarità.
Tutto qua.
Impossibile? Lo pensavo anch’io, ma mi sono piacevolmente ricreduto!
Contattatemi a selier@libero.it per eventuali chiarimenti, ma tenete presente che non sono un medico. Mi limiterò a riportarvi la mia esperienza.
Buona salute a tutti
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Ferdinando LEONE, 28-11-13 14:06:
sono d'accordo con Gennaro ore 19.44. Ho 66 anni ed in passato ho sempre sofferto di reflusso poi curato con i farmaci sopraindicati. Il mio disturbo dipendeva da forte stress, nervosi, e dal fatto che consumavo i pasti con velocità supersonica. Adesso va un po' meglio.
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ayeye, 23-11-13 13:15:
... una bella scopata dopo mangiato e passa la paura ...
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primo, 23-11-13 12:20:
ho 62 anni e penso siano passati una decina d'anni da quando, dopo una gastroscopia, mi è stato diagnosticato un ernia iatale.
Da allora LUCEN 20 mg tutte le mattine e problema risolto.
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salvatore, 23-11-13 12:06:
ignorantoni!!! l'esometazolo non esiste se mai e l'esomeprazolo.
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Pasquale, 23-11-13 11:26:
Provate a mangiare il topinambur. Ottimo per chi ha problemi di diabete, di stomaco e di stitichezza. Regolarizza l'intestino ed è buono anche in fase di dieta.
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riccardo, 29-06-13 22:51:
io lo risolvo nella maggioranza dei casi, dopo mangiato, masticando dei chewingum per almeno un'ora.
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Renzo, 24-06-13 00:34:
Per quanto ne so il problema e in basso ovvero il piloro che non apre la valvola per il transito dallo stomaco all'intestino dopo la fase digestiva quindi succede che la via più facile e quella superiore e spesso può creare anche l'ernia iatale. La soluzione può essere un massaggio reflessologico per stimolare il piloro .
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silvano, 23-06-13 16:56:
Cura? Pariet 20 mg per tutta la vita. Problema risolto
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silvano, 23-06-13 16:53:
Nel mio caso è emerso causa stress da lavoro commerciale. Cura ? Pariet 20 mg al mattino per tutta la vita
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