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Salmone affumicato a Natale? Tanti pregi ma anche qualche rischio

Contiene Omega 3 e vitamine. E’ molto digeribile. Quello allevato è sempre di alta qualità. Che aspetti a portarlo in tavola?

Se cercate un pesce per il  pranzo di Natale che oltre ad essere ricco e appetitoso sia anche sano e faccia bene alla salute, il salmone fa al caso vostro,  sia che lo usiate come antipasto  affumicato per finger food,  sia che decidiate di cucinarlo fresco intero o a filetti.

La ragione? Sta tutta nelle sue caratteristiche nutrizionali a anche nella grandissima varietà di modi con cui può essere cucinato per fornire quei grassi buoni ( gli Omega 3) che altri pesci hanno in quantità minori ed anche sostanza e sapore.

Ma c’è anche qualche rischio. Ed allora,  quali sono le sue doti nutrizionali così marcate da essere un toccasana per la salute? Esistono controindicazioni e cautele da seguire nell’acquisto o nel mangiarne? Come riconoscere quello migliore e più fresco nei giorni che precedono  il pranzo di Natale, quando la grande domanda di pesce può non trovare sempre risposta nell’offerta di pesce fresco?

 

 

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Le proprietà nutrizionali

Preparatelo e gustatelo pure come volete: fresco, al naturale, affumicato, marinato, alla brace. La sostanza non cambierà: il salmone resta sempre il re dei pesci. Se è anche norvegese, poi, allora raggiunge il massimo della qualità.
Dal punto di vista nutrizionale, la principale qualità del salmone norvegese è la ricchezza di Omega 3, acidi grassi che svolgono un’azione preventiva nei confronti delle patologie cardiovascolari (ma non solo).

In 100 g, infatti, ce ne sono fino a 4 g. Notevole anche il contenuto di vitamine fondamentali per il nostro organismo: la D (con una porzione di salmone si copre il fabbisogno quotidiano di una persona) e la B3 (utile al sistema nervoso). Inoltre, la sua carne è molto digeribile e non perde le sue caratteristiche con l’affumicatura.

Inoltre , il salmone è un’ottima fonte di proteine, vitamine B e D, magnesio e selenio.Nella sua  variante affumicata, inoltre, contiene DHA (acido docosaesaenoico) ed EPA (acido eicosapentaenoico),  e i famosi acidi grassi omega-3 che la medicina ha accertato prevengono  molte malattie cardiache, la degenerazione maculare e il morbo di Alzheimer.

Il salmone affumicato contiene però un’alta dose di sodio: tre etti, ad esempio, ne contengono 666 milligrammi, più di un terzo del valore giornaliero consigliato (la medesima porzione di salmone fresco e cotto, invece, ne contiene appena 50 milligrammi). Inoltre, generalmente il processo di affumicazione del salmone avviene  ‘a freddo’ . E poichè  sono solo le alte temperature che uccidono i batteri nocivi, come per esempio il Listeria monocytogenes, un batterio che può causare una rara ma grave intossicazione alimentare, i rischi aumentano specialmente per alcune categorie di persone: le donne incinte, gli anziani e le persone con il sistema immunitario indebolito.

 

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Come riconoscere  il Salmone giusto

 

Le tecniche sono differenti fra il salmone d’allevamento e quello selvatico.
Un salmone fresco si riconosce dall’aspetto, oltre che dall’odore. È bene quindi valutare questi punti, prima di acquistarlo. E anche se lo preferite congelato, è necessario seguire qualche semplice accorgimento:

pelle: deve avere una superficie liscia e brillante;
carne: accertatevi che sia soda ed elastica al tatto;
occhi: controllate che siano chiari.
conservazione: se è fresco va conservato tra gli 0 e i 2°; se congelato a -20°;
scongelamento: appena tirato fuori dal congelatore, mettete il salmone congelato in frigorifero (nel ripiano inferiore) e lasciatelo lì finché la carne non comincia a diventare morbida. Perché ciò accada, possono servire anche 2 giorni, a seconda della temperatura dell’ambiente e delle dimensioni del pesce. La temperatura di scongelamento ideale è di 5°.

E quello selvatico?
Il salmone selvatico è un’ottima alternativa a quello di allevamento. Ma seguite questo consiglio: non fidatevi di chi lo vende con un sovrapprezzo minimo rispetto a quello allevato. È molto raro e dovrebbe costare parecchio di più. E comunque, non è detto che sia migliore: se non altro perché più esposto all’inquinamento dei mari.

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Redazione Staibene

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