• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

2.829 visite

Non trovi la parola giusta? Ecco perché

Non trovi la parola giusta? Ecco perché. Scoperto il segreto della comunicatività e della capacità di esprimersi in modo efficace.

parola

Quando non trovi la parola giusta, giri e rigiri attorno a ciò che vuoi esprimere e non riesci a tirar fuori dal tuo cervello il vocabolo che fa al caso tuo non ti preoccupare, la scienza ha scoperto il perchè e soprattutto è riuscita a dare una risposta alla domanda di sempre: saper parlare  in modo chiaro ed efficace, è un dono, un talento innato o è qualcosa che si può imparare?

La scienza, per ora, è dalla parte dei primi: un gruppo di ricerca dell´Irccs Medea – Polo di San Vito al Tagliamento e dell´università di Udine per la prima volta ha individuato una precisa relazione tra il funzionamento di un´area del nostro cervello e la capacità di selezionare parole pertinenti a un contesto all´interno di un discorso.

 

Leggi anche: Scoperto come i bambini imparano a parlare

 

Lo studio
Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica “Journal of Cognitive Neuroscience” del Massachusetts Institute of Technology (Mit). In questo lavoro, gli autori Andrea Marini e Cosimo Urgesi hanno applicato una tecnica, la Transcranic Magnetic Stimulation (Tms), che consente di inibire temporaneamente il funzionamento di specifiche porzioni della corteccia cerebrale.

Nello specifico, gli autori dell´esperimento hanno chiesto a studenti universitari di eseguire alcuni compiti cognitivi e di descrivere quattro storie presentate sotto forma di vignette in tre condizioni sperimentali: dopo una stimolazione ripetuta di una porzione del giro frontale inferiore sinistro, dopo la stimolazione dell´area corrispondente dell´emisfero destro e in una condizione in assenza di stimolazione.

Le analisi hanno dimostrato che solo l´inibizione della porzione dorsale del giro frontale inferiore sinistro riduceva i livelli di informatività e di coerenza rilevabili nei campioni di linguaggio narrativo.
I soggetti, infatti, producevano una quantità inferiore di parole appropriate al contesto a causa di un incremento nella produzione di enunciati non pertinentim in cui venivano ripetute informazioni precedentemente fornite, in cui si prendeva tempo o completamente fuori contesto.

 

Leggi anche: Parli due lingue? La conseguenza che non ti aspetti

 

Cosa ci rende efficaci comunicatori
E´ interessante osservare che i livelli di produttività e di elaborazione lessicale e grammaticale non venivano alterati dalla stimolazione e che quindi l´effetto osservato era specifico per la capacità di selezionare parole informative e pertinenti al contesto.
Nel complesso, questi risultati suggeriscono che la porzione dorsale del giro frontale inferiore dell´emisfero sinistro sia un epicentro di una più ampia rete neurale fondamentale per la selezione di parole contestualmente appropriate durante la produzione di messaggi.
“Il nostro studio”, spiegano gli autori, “ci ha permesso di identificare un´area del nostro cervello, sicuramente parte di un più ampio network tutto da individuare, implicata nella selezione di parole pertinenti a un contesto all´interno di un discorso.

Si tratta di un dato innovativo che contribuirà a far luce su ciò che ci rende efficaci ed eloquenti comunicatori”.

 

Leggi anche: Lapsus e papere, ecco di chi è la colpa

Tag:
Antonio Napolitano
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}