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Riduci il sonno? Rischi il “jet lag sociale”

Usare le ore del riposo notturno per lavorare o fare altro è un errore grave

Togliere ore al riposo notturno potrà anche far guadagnare tempo per il lavoro o altre attività. Ma di sicuro, fa male alla salute. E molto. Così, si finisce vittima di una nuova sindrome chiamata "jet lag sociale", teorizzata dagli esperti dell´Associazione italiana di medicina del sonno (Aims), a Parma per il loro Congresso nazionale.

Sonno, garante della salute
"E´ necessario ritrovare la centralità del sonno come garante della salute", avverte l´Aims, "e rivedere nel suo complesso anche la medicina ufficiale, considerata finora una questione della veglia e del giorno, mai del sonno e della notte". "Pur non sapendo ancora con precisione a cosa serva il sonno", afferma Liborio Parrino, responsabile del Centro del sonno dell´ospedale Maggiore di Parma, "sappiamo che sottrarre ore al riposo non solo peggiora la qualità della vita, ma aumenta anche il rischio di patologie cardiovascolari e dismetaboliche, come ipertensione, diabete, infarto miocardico, ictus cerebrale".
Secondo l´esperto, "anche se siamo tutti consapevoli che senza un buon sonno gli impegni della giornata diventano difficili da programmare e da sostenere, molto spesso si tende a trascurare o a sottovalutare l´importanza del riposo".

La cronobiologia
A essere più sensibili alla fragilità del sonno sono le persone che faticano ad andare a dormire perché bombardati da stimoli luminosi e psicosensoriali, soprattutto nelle ore serali e notturne, e privi di ogni disciplina cronobiologica. "Una deriva comportamentale – spiega Parrino – che ritarda l´orario di addormentamento e accorcia le ore dedicate al sonno".
Eppure da sempre la storia naturale dell´uomo ha considerato il sonno una necessità indiscussa, un bene non negoziabile. "Ma l´uomo moderno pretende di sfidare le regole di sopravvivenza, accusando il sonno di rubare risorse e opportunità alla veglia, considerata l´unico significato dell´esistenza", osserva lo specialista.

Senza sonno è impossibile vivere
"Forse un giorno scopriremo che è possibile diminuire le ore dedicate al sonno mediante apposite manipolazioni genetiche", ipotizza Parrino, "oppure saremo in grado di aumentare le ore di sonno per allungare l´età media della popolazione umana. Al momento possiamo solo prendere atto che senza sonno è impossibile vivere e che dormire in modo adeguato sia in termini qualitativi che quantitativi, è un vincolo naturale ineludibile per garantirsi salute e benessere".

Redazione Staibene

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