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Rachitismo

È una grave malattia dello scheletro infantile dovuta a carenza di vitamina D. Un tempo il rachitismo era molto diffuso, specie tra le classi povere e nelle città industriali; successivamente, con la conoscenza della sua causa e le migliorate condizioni alimentari e ambientali della popolazione, è divenuto sempre più raro, almeno nei Paesi ad alto tenore di vita. È caratterizzato da insufficiente deposito di minerali nelle ossa in via di accrescimento (se la carenza colpisce lo scheletro dell’adulto si parla di OSTEOMALACIA). Generalmente è dovuto a mancanza di vitamina D; più in particolare, può essere la mancata attivazione di questa vitamina (per inadeguata esposizione della pelle ai raggi solari) ad impedirle di svolgere la sua normale funzione, che è quella di favorire l’apporto delle giuste quote di calcio e di fosforo al tessuto osseo, necessarie a questo per accrescersi e mantenersi integro. La vitamina D perviene all’organismo tramite alcuni alimenti, principalmente il fegato di alcuni pesci (ad es. del tonno e del merluzzo), il tuorlo dell’uovo ed il burro. Se la causa più importante del rachitismo è l’inadeguata disponibilità di vitamina D e/o l’insufficiente esposizione alla luce solare, la malattia può però essere anche legata a disturbi dell’assorbimento intestinale, a malattie del fegato o del rene, o all’azione di certi farmaci (ad es. anticonvulsivanti). Di solito le prime manifestazioni di rachitismo compaiono nel bambino molto piccolo (tra il secondo e il ventesimo mese di vita con predilezione per il sesso maschile), il quale mostra difficoltà nel tenersi in piedi o nel camminare, nonché debolezza della muscolatura. Presto si manifestano i primi segni del coinvolgimento dello scheletro, specialmente del cranio, che appare più voluminoso del normale e «molle» alla pressione, con bozze frontali prominenti, e ritardo di chiusura delle fontanelle. Tuttavia, specie nei casi gravi, anche le costole cominciano a mostrare deformazioni, per cui il torace appare appiattito, con lo sterno prominente; anche la colonna vertebrale risente della povertà in minerali dell’osso e del deficit di accrescimento, incurvandosi lateralmente (scoliosi) e/o indietro (cifosi): ciò, insieme con la deformità del torace, può comportare problemi anche seri della respirazione. Anche altre parti dello scheletro possono presentare alterazioni, con tumefazioni ai polsi e alle caviglie e deformità degli arti inferiori (gambe a O o ad X). Talvolta anche lo sviluppo in altezza risulta compromesso, per cui l’aspetto del bambino è quello di un nano deforme. Infine, anche i denti mostrano difetti di forma e di sviluppo. La prevenzione del rachitismo si basa su di un’alimentazione adeguata (attuata già nella madre specie nella seconda metà della gravidanza), con un apporto giornaliero di 0,5-1 grammo di calcio e 800-1200 unità di vitamina D, oltreché sull’adeguata esposizione di tutto il corpo ai raggi solari. La terapia è basata sugli stessi princìpi, ma le dosi sia di calcio che di vitamina D sono nettamente superiori, in rapporto alla gravità del singolo caso: le dosi della vitamina possono essere anche dell’ordine di 50.000-100.000 unità giornaliere. Nella maggior parte dei casi, specie nelle forme leggere, il miglioramento delle condizioni del bambino sopravviene già entro pochi giorni dall’inizio del trattamento.

Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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