• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.104 visite

Quanto sale devono mangiare i bambini

Tre su quattro ne prendono troppo. Le regole per non esagerare

Bambini abituati al sale sin da piccoli. Quasi 3 su 4 assumono ogni giorno una quantità di sodio superiore a quella massima raccomandata – 400mg al giorno fino ai 12 mesi- come dimostrano le ultime ricerche effettuate nel Regno Unito. Per gli esperti, però, sarebbe sufficiente la dose naturalmente contenuta negli alimenti, senza nessuna ulteriore aggiunta. "Il sale è oggi un nemico della salute del bambino", spiega Claudio Maffeis, docente di Pediatria all’Università di Verona. "Spesso le mamme lo considerano un alleato per facilitare l’approccio del figlio ad un nuovo cibo o per stimolare il suo appetito, ma in realtà è dannoso per la sua salute, presente e futura", ricorda l´esperto in occasione della settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale proposta dalla WASH (World Action on Salt and Health).

Rischio obesità
Secondo la Società italiana di Pediatria e la Società europea di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica esiste una relazione tra precoce esposizione al sale, sin dai primi anni di vita, e rischio di obesità e ipertensione nelle età successive. "Un bambino abituato a eccedere le dosi consigliate di sodio è potenzialmente un adulto iperteso", sottolinea Maffeis, che propone dieci regole in cucina contro gli eccessi di sale. "Bastano pochi semplici accorgimenti per insegnare al bambino delle sane e corrette abitudini alimentari, iniziando dalle prime pappe".

Il decalogo
Ecco allora le regole da seguire.

1) Distinguere sempre l’alimentazione del bambino da quella dell’adulto, offrendo al bambino i cibi giusti per ogni fase della sua crescita. Un alimento insospettabile, ma con un contenuto di sale rilevante sono, per esempio, i cereali che si consumano abitualmente da adulti.

2) Essere l’esempio per il bambino e per tutta la famiglia nella scelta di cibi sani, iposodici o naturalmente salati.

3) Non aggiungere il sale nelle pappe e usare ingredienti a basso contenuto di sale per tutto il primo anno di vita e proseguire quanto più a lungo possibile.

4) Cuocere la pasta senza aggiungere il sale nell’acqua. In questo modo si risparmia un apporto di sale di circa 10 g per litro di acqua.

5) Quando si assaggia la pappa, non bisognerebbe affidarsi al proprio gusto da adulto, ma lasciare al bambino la possibilità di abituarsi ed apprezzare il gusto più naturale del cibo.

6) In caso mancasse il latte materno, prima del compimento dell’anno di vita preferire i latti specifici in formula, adatti alle sue esigenze, evitando il latte vaccino. Il contenuto di sodio varia infatti molto tra latte umano (15 mg/100 ml), formula (in media 20 mg/100 ml) e latte vaccino (55 mg/100 ml).

7) Come condimenti, usare aceto e limone al posto del sale e dopo i due anni preferire aromi, spezie e erbe aromatiche.

8) Eliminare i cibi fritti e prediligere le cotture al cartoccio o al vapore che permettono di trattenere il sapore proprio degli alimenti, donando il naturale gusto alle preparazioni.

9) Puntare sulla fantasia: colori e varietà degli ingredienti “catturano” il gusto del bambino.

10) Scegliere materie prime o prodotti dedicati alla prima infanzia di ottima qualità, che garantiscono un sapore piacevole per il palato del bambino.

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}