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Perfezionismo: quando troppa perfezione è un disturbo ossessivo

Il perfezionismo, inteso  come pretendere troppo da se stessi può diventare pericoloso perché potrebbe sfociare in depressione vera e propria, scatenata dalla difficoltà di gestire il fallimento e dal mancato soddisfacimento di aspettative troppo elevate.
Il perfezionismo può manifestarsi, con il tempo, anche con comportamenti compulsivi che, in alcuni casi, possono tramutarsi in un disturbo ben più serio, definito “disturbo ossessivo-compulsivo” (pensieri e gesti a cui si pensa in modo ossessivo e che si ripetono in continuazione).

 

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Inoltre, se ogni cosa non segue esattamente il percorso previsto dal perfezionista, può cominciare a subentrare l´ansia, che spesso sfocia in veri e propri attacchi di panico.

 

 

Come uscire dalla spirale

 

Come se si esce da questo circolo vizioso?

Prendendo coscienza dei propri comportamenti eccessivi e analizzando le proprie piccole o grandi manie. Bisognerebbe evitare di razionalizzare ogni cosa e cercare invece di dare maggiore sfogo all´emotività, senza reprimerla per sembrare invulnerabili. Allo scopo può  risultare utile una psicoterapia che aiuti ad acquisire nuovi comportamenti o che modelli in positivo quelli vecchi.

L´allenamento a esprimere le proprie  emozioni aiuterà a capire che cosa manca, che non è il riconoscimento proveniente dall´esterno, ma una buona dose di autostima e sicurezza personale.

 

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Spesso i perfezionisti non capiscono di avere un problema e anzi, si dimostrano molto orgogliosi e poco inclini a riconoscere i propri errori.  Queste persone non accettano l´idea che ci si possa migliorare imparando dai propri errori.

Il  perfezionista è tendenzialmente rigido perchè sa che lasciarsi andare può significare scivolare, cadere, fallire e dato che difficilmente cede, dovrebbe offrirsi la possibilità qualche volta di “fare del proprio peggio”.

 

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Redazione Staibene

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