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Psicologia, perchA? spesso rinviamo a domani ciA? che potremmo fare oggi

La psicologia moderna ha finalmente dato una spiegazione ad un fenomeno che accompagna spesso uomini e donne, ma sempre piA? riguarda anche la societA�, la politica, piA? in generale l’approccio ai problemi: si tratta del rinvio, quella che i politici definiscono a�?l’arte del rinvioa�?, gli studenti la a�?scelta del rinvioa�?, uomini e donne adulti, a�?la necessitA� del rinvioa�?.

Ma insomma il rinvio A? un’arte, una scelta , una necessitA� o semplicemente un contorcimento logico, un disordine del comportamento? Leggete questo post e molti di vio non solo si riconosceranno nelle categorie dei “rinviatori d’eccellenza” ma aggiungeranno qualche argomento in piA? ad un modo di essereA� a cui non riescono forse a dare una spiegazione.

PerchA?A� ce ne occupiamo? La risposta A? semplice: perchA? il rinvio sembra essere diventata la malattia sociale della contemporaneitA�, come dimostrano i dati di Piers Steel, studioso della Calgary University in Canada che ha dedicato del tempo a misurare il fenomeno ed ha scoperto che, dal 1978 al 2002, la propensione delle persone a rinviareA� le decisioni A? aumentata di quattro volte. E dunque qualcosa di nuovo sta accadendo nella societA� o nella mente umana, qualcosa che non capiamo.

 

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Chi rinvia di piA? scelte e decisioni

Un gruppo di psicologi inglesi ed italiani guidati da Bruce Fernie del dipartimento di Psicologia del King’s College di Londra ha condotto uno studio pubblicato sul Journal of affective disorders ed ha rilevato che la tendenza a rinviare A? piA? frequente nei giovani studenti (il 70%) e meno negli adulti (20%). E sulla base di questa evidenza e degli studi ulteriori A? riuscito a catalogare 4 categorie di campioni del rinvio:

  1. gli intenzionali: cioA? coloro che si rendono conto che dovrebbero decidere o fare qualcosa ma volutamente non la fanno perchA? convinti che spesso il tempo risolve senza bisogno di noi;
  2. i non intenzionali: coloro che rinviano le scelte ingannando se stessi, senza nemmeno accorgersene;
  3. gli attivi,: coloro che sono convinti che il rinvio A? necessario ed utile al raggiungimento dello scopo;
  4. i passivi, coloro che non fanno nessun ragionamento nA� hanno alcuna strategia ma rinviano a basta.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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