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VIDEO – Prostata, gli 8 sintomi che preannunciano problemi

I problemi che possono colpire la prostata sono 2: l’ipertrofia prostatica benigna e il tumore alla prostata. Ecco gli 8 sintomi che ci aiutano a scoprire il pericolo in tempo

Quando si parla di prostata, gli uomini in genere ignorano o minimizzano. E’
invece  il modo più sbagliato di porsi. Perché il tumore della prostata è
oggi la prima causa di morte per l’uomo (fonte : Wold Foundation of
Urology).

I problemi che possono colpire la prostata sono 2:  l’ipertrofia prostatica
benigna
e il tumore alla prostata, male ben più grave.
I primi controlli vanno fatti per tutti gli uomini intorno ai 45 anni, anche
prima dei 40 se in famiglia c’è stato un  caso di tumore. Poi basta un
controllo una volta l’anno.

I sintomi dell’ipertrofia prostatica benigna
Come si riconosce l’ingrossamento della prostata? “I segnali sono
inequivocabili: stimolo a fare pipì di frequente, sia di giorno sia di
notte; difficoltà ad urinare; flusso ridotto di urina.

I sintomi del tumore della prostata
Il tumore della prostata è invece  molto più infido e pericoloso del
semplice ingrossamento: procede in modo lento, senza dare segno di sé e
senza provocare disturbi particolari. Il rischio è che progredisca
silenzioso fino ad arrivare a un punto in cui è addirittura difficile
intervenire.

Quali sono i campanelli d’allarme più frequenti?

Secondo la Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), se ne possono
elencare 8. Ma va chiarito che ciascuno di essi non necessariamente è
rivelatore della presenza di un tumore della prostata, perché può essere
collegato ad altre patologie in corso. In ogni caso, è sempre bene parlarne
con il medico di fiducia:

  1. Difficoltà a cominciare a urinare.
  2. Bisogno di urinare spesso.
  3. Sensazione di non riuscire a urinare in modo completo.
  4. Dolore durante la minzione.
  5. Sangue nelle urine o nel liquido seminale.
  6. Senso di peso nella zona retto-vescicale.
  7. Dolore alle ossa.
  8. Difficoltà di erezione.

“Il tumore della prostata è considerato uno dei più facilmente
diagnosticabili e curabili”, spiega il professor Mauro Dimitri, chirurgo
urologo e presidente della World Foundation of Urology. “Oggi la
sopravvivenza è considerata molto alta: il 60% dopo 10 anni dall’intervento.
Ma la tempestività della diagnosi è essenziale: prima si individua il
tumore, meglio si può intervenire per circoscriverlo, estirparlo, impedirgli
di fare danni”.

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Redazione Staibene

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