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Problemi cardiovascolari: il primo soccorso

Cosa fare in caso di infarto o ictus

Primo soccorso infarto e ictus: cosa fare

1) INFARTO DEL MIOCARDIO
L’infarto è la morte delle cellule muscolari del cuore per mancanza prolungata di ossigeno.

Si riconosce per una serie di sintomi precisi: dolore a livello dello sterno (sensazione di “peso” o di “morsa”) che solitamente raggiunge il braccio sinistro, la spalla, il collo, la mandibola e che dura oltre 10 minuti. Il paziente è pallido, angosciato, sudato, può esserci difficoltà respiratoria. Spesso possono essere presenti disturbi di tipo gastrico: mal di stomaco, nausea, vomito.

Ecco dunque cosa fare:

  • mantenere il malato immobile, se cosciente in posizione semiseduta, se incosciente supino o in posizione laterale di sicurezza;
  • controllare le funzioni vitali;
  • se assenti, iniziare la rianimazione.

2) ICTUS
Quando una persona viene colpita da un ictus, c’è una sola cosa da fare: trasportarla al più presto al Pronto soccorso. L’ideale sarebbe la struttura sanitaria prevedesse al suo interno una “Stroke Unit”, le unità specializzate nel trattamento degli ictus. Inutile chiamare semplicemente una guardia medica o il medico di famiglia, o peggio ancora mettersi a letto nella speranza che i sintomi passino da soli. Di fronte a un possibile ictus, anche pochi minuti possono essere preziosi.

Può tuttavia essere molto utile conoscere i sintomi principali che preludono a un ictus:

  • Disturbi del linguaggio: difficoltà ad articolare un discorso, a pronunciare anche parole molto semplici.
  • Difficoltà a comprendere frasi e discorsi di altri.
  • Debolezza temporanea di un braccio o di una gamba, oppure perdita di sensibilità o formicolii agli arti, difficoltà di muovere le dita di mani e piedi.
  • Un inspiegabile, improvviso e fortissimo mal di testa, che non passa neanche facendo ricorso ad antidolorifici.
  • Alterazione nella visione degli oggetti, che vengono percepiti in maniera anomala, spesso da un solo occhio.
  • Sensazione di vertigine, capogiro, sbandamento e tendenza a perdere l’equilibrio senza una ragione precisa.

Questi sintomi potrebbero anche scomparire nel giro di 24 ore: in questo caso, con ogni probabilità si sarà trattato di un Transient Ischemic Attack (TIA), vale a dire di un attacco ischemico transitorio, una sorta di piccolo ictus leggero, provocato da una occlusione soltanto transitoria di un vaso arterioso.
Attenzione, però, perché anche un ictus così lieve è una spia da non sottovalutare: chi ne è vittima, infatti, ha una probabilità 10 volte superiore di essere colpito da un ictus vero e proprio.

Redazione Staibene

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