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Problemi al mare: il primo soccorso

Prima di tuffarsi in acqua bisogna decidere in modo lucido come intervenire

problemi al mare

Se ci si trova nella situazione di dover riportare a riva qualcuno che è al largo e rischia di essere travolto dalle onde e di annegare, come bisogna comportarsi?
Prima di tuffarsi in acqua bisogna decidere in modo lucido come intervenire. Per non peggiorare la situazione sarà opportuno valutare le proprie capacità, e poi comportarsi così.

  • Mantenete la calma. Mentre vi dirigete verso la persona che si trova in difficoltà ricordate di nuotare con la testa fuori dall’acqua: non la perderete di vista.
  • Nuotate verso a stile libero, ma se non volete perdere tutte le energie, muovete le gambe a rana.
  • Manovre di salvataggio. Se, una volta raggiunta la persona, vi sembra troppo agitata, voltatela di spalle, quindi immobilizzatela tenendola con una mano sotto il mento e bloccando con l’altra un braccio dietro la schiena. Questa manovra vi consentirà di evitare che vi trascini sott’acqua. Se invece la persona non dovesse essere in preda al panico, cercate di tranquillizzarla: in questo modo la riporterete a riva senza troppe difficoltà.
  • Attenzione alle fratture. Non fare piegare il collo alla persona che state soccorrendo o che è svenuta: tra le cause più comuni dell’affogamento ci sono le fratture dovute a tuffi.

Se invece la persona in difficoltà è ormai a riva, ecco cosa bisogna fare:

Se non c’è il medico, chiamare il 118
Controllare se la persona respira: in caso contrario, si devono praticare la respirazione artificiale e il massaggio cardiaco fino all’arrivo del medico, senza perdersi d’animo se non si notano segnali di ripresa. La rianimazione potrebbe durare diverso tempo.

Collocare la testa nella giusta posizione per la respirazione artificiale
In gergo si chiama “iperestensione del capo” ed è una manovra fondamentale per la riuscita della respirazione artificiale. Si fa così: poggiate una mano sulla fronte della persona da rianimare, premete due dita dell’altra mano sotto il mento, spingendolo verso l’alto e allontanandolo dal petto. Fate ruotare la testa inarcando la nuca, accostate un orecchio alla bocca e guardando verso il petto, cercate di capire se la persona respira ancora.

Come praticare la giusta respirazione artificiale
Prima di soffiare nei polmoni della persona soccorsa, è necessario tappargli il naso per evitare che l’aria esca dalle narici. Ora fate aderire la vostra bocca perfettamente alla sua. L’insufflazione deve essere ripetuta due volte in modo profondo e prolungato. Se la persona dovesse espellere dell’acqua, voltategli la testa su un lato. In questo modo gli eviterete di soffocare.

Come eseguire il massaggio cardiaco
Dopo due insufflazioni potrete iniziare il massaggio cardiaco. Mettete le mani una sull’altra al centro del petto, sul cosiddetto “punto di compressione”. Intrecciate le dita per non provocare problemi alle costole premendo in modo sbagliato sulle ossa del torace. Spingete con energia per 15 volte.
Se soccorrete bambini al di sotto degli 8 anni, basterà fare pressione con una sola mano. Ogni ciclo di compressioni deve essere seguito da due insufflazioni e così via.

Redazione Staibene

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