• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

7.954 visite

Pressione troppo bassa? con i nuovi limiti eco cosa rischi

Gli esperti Ue fissano una soglia sotto cui è pericoloso scendere: con meno di 75 e 125 l’infarto è in agguato

Per anni è stato un punto fermo nella cura dell’ipertensione: più si abbassa la pressione, meglio è. Ora, però, c’è una novità importante: viene fissato un limite di rischio sotto il quale non bisogna scendere. Sotto i 125 mmHg per la massima e 75 per la minima, gli eventi cardiovascolari tornano ad aumentare. A dimostrarlo, tre studi: Invest, Value e Ontarget che hanno coinvolto 30 mila pazienti con un largo contributo scientifico italiano. Di questa novità che, in parte, cambia le carte in gioco per l´esercito di ipertesi – in Italia lo è il 33% degli uomini e il 31% delle donne, cioè una persona su tre fra i 35 e i 74 anni – si è discusso nel corso del XIX congresso della Società europea di ipertensione (Esh).

 

Leggi anche: Pressione bassa? 10 sintomi che preannunciano il collasso

 

 

 

La pressione non deve scendere troppo

“L´ideale è la via di mezzo”, spiega Giuseppe Mancia, presidente del Congresso e direttore della Clinica medica e dipartimento di medicina clinica all´università Milano Bicocca-ospedale San Gerardo di Monza. “Mantenersi, cioè, sempre sotto una soglia massima che per una persona sana (senza fattori di rischio, non fumatrice e non in sovrappeso) può salire anche a 140 mmHg di massima 90 mmHg di minima, per i soggetti a rischio è fissata a 130/85 mmHg. Ma senza scendere troppo in basso”, se non vogliamo che infarto, problemi renali e vascolari tornino all´attacco.

“La pressione arteriosa è la macchina che trasporta il sangue in tutto l´organismo”, semplifica Mancia, “e deve funzionare bene. Se scende oltre un certo livello non riesce più a far muovere efficientemente il carico di glucosio, ossigeno e altre sostanze energetiche”.

 

Leggi anche: Pressione bassa? Ecco i rimedi più efficaci

 

Una terapia anti-ipertensiva allunga la vita

Queste le nuove raccomandazioni per tenere sotto controllo una minaccia globale. Un terzo della popolazione adulta in Europa soffre di ipertensione che, ricorda Krzysztof Narkiewicz, segretario scientifico della Società europea dell´ipertensione (Esh), “è la prima causa di ictus, scompenso cardiaco e altre malattie cardiovascolari per le quali si spende in Ue oltre 160 miliardi di euro. Purtroppo, nonostante ogni giorno muoiano 20 mila persone per complicanze legate alla pressione alta, solo il 20% è trattato opportunamente e dunque con successo”.

Eppure anche gli over 80 potrebbero trarre benefici da una pressione sotto controllo. “Si è osservato”, aggiunge Mancia, “che con una terapia adeguata si riducono del 60% le probabilità di scompenso, del 40% quelle di andare incontro a un ictus e del 20% le probabilità di morire per una causa generica”.

 

Leggi anche: Pressione alta? 5 regole per misurarsela da soli

 

 

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}