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Pipì in piscina? Ecco perchè non è come pensate

Ecco cosa succede davvero se non ci si trattiene una volta immersi

Tutti noi ci siamo sentiti dire almeno una volta, da bambini, che se mai avessimo ceduto alla tentazione di fare pipì in piscina, l’acqua intorno a noi si sarebbe subito colorata esponendoci a una brutta figura davanti a tutti. E, a dir la verità, siamo cresciuti con questa convinzione ben radicata nel nostro immaginario di nuotatori provetti o dilettanti.

In realtà, su questo tema si alimentano da tempo tanti falsi miti. Vediamo allora di chiarirli una volta per tutte.

 

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Il falso mito
Punto primo: no, non esiste nessuna particolare e infida sostanza chimica capace di colorare l’acqua della piscina, se qualcuno fa pipì tra una bracciata e l’altra. Quasi certamente si tratta di una leggenda metropolitana creata ad arte da qualche genitore – e diffusasi a macchia d’olio nel corso del tempo – per dissuadere i piccoli dal cedere alla tentazione.

 

 

La verità
La realtà è un’altra. Se non c’è nessun meccanismo chimico che fa scattare un segnale di allarme attorno all’inquinatore colto “in flagranza di reato”, è vero però che esiste un rischio di tipo diverso: il mix tra cloro (la sostanza presente in acqua a scopi disinfettanti) e l’urina costituisce un potenziale pericolo per la salute, perché si tratta di due composti capaci di unirsi e crearne uno solo tossico.

Lo ha dimostrato uno studio realizzato da ricercatori americani dell’università di Purdue, nell’Indiana, e cinesi dell’università agricola della Cina, che hanno esaminato i composti di cloro e urina in piscine del Paese orientale, pubblicando i risultati sulla rivista scientifica “Environmental Science and Technology”.

 

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Redazione Staibene

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