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Ritenzione idrica: 5 motivi perché l’organismo delle donne trattiene i liquidi

La ritenzione idrica è una situazione che colpisce prevalentemente le donne con gonfiore, pesantezza, inestetismi della pelle. Ecco le 5 cause principali e come risolverle.

Perché l’organismo trattiene i liquidi

Crescono gli italiani che soffrono di ritenzione idrica, soprattutto tra le donne,  a causa  di molte ragioni fra le quali un consumo eccessivo di sale negli alimenti.

Ma i fattori che incidono su questo disturbo sono molteplici. Alcuni sono collegati tra loro, altri no. Vediamo quali sono quelli più frequenti.

 

Cos’è la ritenzione idrica e come si manifesta
È una sensazione sgradevole che conoscono in molti, soprattutto le donne tra i 25 e i 45 anni. In certi periodi dell’anno si fa sentire di più, in altri meno. Ma le sue conseguenze, oltre a riguardare il fisico, si ripercuotono anche sull’umore: non fa piacere, non può fare piacere sentirsi gonfi, aumentare di peso, assistere impotenti al manifestarsi di inestetismi della pelle.

 

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Alimentazione scorretta. Quando si parla di ritenzione idrica, uno dei primi imputati è senz’altro il sale: chi è abituato ad aggiungerne ai piatti o a mangiare cibi che lo contengono (per esempio quelli in scatola, i salumi e gli insaccati, il dado da brodo, le minestre pronte) è molto più soggetto a un cattivo drenaggio dei liquidi dell’organismo. Anche il sovrappeso influisce moltissimo sull’insorgere del problema. Un aumento del volume dell’addome, infatti, induce alla rallentamento della circolazione venosa “di ritorno” dalle gambe verso il centro per la compressione esercitata sui vasi iliaci: risultato, stasi venosa e appunto edema (cioè gonfiore). Inoltre, chi è in forte sovrappeso o addirittura obeso respira a fatica: ciò impedisce una corretta ossigenazione dei tessuti, con conseguente rallentamento dell’eliminazione delle tossine e delle altre scorie metaboliche.

 

 

Problemi alla circolazione. Il compito delle vene è di trasportare il sangue dai tessuti periferici (dove si è caricato di prodotti di rifiuto dell’organismo) verso il cuore. Se questo non avviene correttamente, la circolazione rallenta. E si creano stasi venosa e relativo edema.

 

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Fattori ormonali. Quando gli ormoni femminili estrogeni sono presenti in maniera eccessiva, il rischio di ritenzione idrica è molto elevato. Uno squilibrio ormonale si verifica fisiologicamente in corrispondenza del periodo pre-mestruale e in quello della pre-menopausa, durante la gravidanza e la pubertà. Un’alterazione indotta del tasso di estrogeni avviene invece con i contraccettivi orali.

 

 

Farmaci. Il ricorso eccessivo ad alcuni farmaci può provocare l’accumulo di liquidi. In particolare, oltre alla pillola contraccettiva, sono a rischio di ritenzione idrica gli antinfiammatori, i cortisonici e – paradossalmente – anche i diuretici: questi ultimi, se usati senza buon senso o addirittura prescrizione medica, pur dovendo facilitare l’eliminazione delle urine, innescano un meccanismo il cui risultato è la ritenzione idrica.

 

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Gli stili di vita sbagliati. Occhio a questi tre elementi responsabili dell’accumulo di liquidi. 1) Posture errate: da seduti, tenere molto a lungo le gambe accavallate comporta un ostacolo alla circolazione venosa e linfatica; stesso problema se, in piedi, si resta a lungo fermi nella stessa posizione. 2) Abbigliamento sbagliato: indumenti intimi troppo attillati (body, calze autoreggenti, ecc.), jeans troppo aderenti e tutto ciò che ha elastici capaci di comprimere la radice delle gambe, causa difetti di circolazione. Anche portare tacchi troppo alti favoriscono il ristagno del sangue e, di conseguenza, la ritenzione. 3) Cattive abitudini: fumo, alcol, orari sballati, poco sonno e stress contribuiscono notevolmente alla ritenzione idrica.

 

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Redazione Staibene

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