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Gran caldo: i 12 segnali che preannunciano una”bomba” di aggressività

L’afa stressa l’ipotalamo, la parte del cervello che funziona da “termostato” dell’organismo

Quando fa molto caldo, il termostato interno del nostro organismo fatica ad adattarsi alle condizioni esterne. Risultato: diventiamo aggressivi. Ma esistono 12 segnali che annunciano quando, colpa del caldo, sta per scatenarsi in noi una incontrollata crisi di aggressività.

Lo sostiene il neurologo Rosario Sorrentino, direttore dell’Istituto di ricerca e cura degli attacchi di panico presso la Pio XI di Roma.

Secondo l’esperto, “in condizioni metereologiche come quelle visute nei periodi di grande caldo,  soprattutto caldo afoso, il cervello stenta a costruire delle reazioni di adattamento ottimali e viene messo sotto stress quel termostato interno, l’ipotalamo, necessario per regolare termicamente la temperatura corporea nell’uomo”.

Le persone più predisposte “possono avere una maggiore facilità a subire uno stress termico prolungato e a sviluppare in risposta a stimoli e a sollecitazioni esterne un’aggressività di tipo impulsivo, che si manifesta con comportamenti improvvisi di ostilità verbale e fisica diretta verso se stessi o verso gli altri”.

 

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Il depresso è più aggressivo

Se poi al caldo si aggiunge anche un po’ di depressione, i iaschi potrebbero amentare. Infatti, un depresso su tre sarebbe a rischio di attacchi di aggressività, scoppi d´ira che potrebbero rappresentare un reale pericolo sociale.

In Italia i depressi sono circa 11 milioni e gli psichiatri lanciano un allarme sui potenziali danni che potrebbero scaturire dagli “anger attack”, gli attacchi d´ira diretti non solo verso gli altri: sono in crescente aumento i suicidi, specie nei soggetti più giovani.

A spiegare il meccanismo che scatena questa aggressività è Maurizio Fava, psichiatra italo-americano e attuale coordinatore per il governo Usa di uno studio sulla depressione resistente ai farmaci.

“Un terzo dei depressi è a rischio di questi attacchi – ha detto Fava – legati al calo della serotonina, l´ormone della depressione, nel cervello. Esistono, però, segni premonitori che lo stesso paziente può rilevare e che il medico può eventualmente scoprire attraverso un preciso schema di domande”.

L´importante, ha poi aggiunto lo specialista, è sapere se negli ultimi mesi si siano verificati “uno stato di irritabilità nervosa” o “reazioni emotive sproporzionate” all´evento che le ha scatenate.

 

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Occorre indagare, per esempio, se nell´ultimo mese si sono avuti uno più attacchi d´ira, e “almeno quattro dei  sei sintomi  che segnalano l’imminente scatenarsi di una crisi di agressività che sono:

  1. tachicardia,
  2. dolore toracico,
  3. tremori diffusi,
  4. ertigini,
  5. enso di testa vuota,
  6. brividi e pelle d´oca,
  7. respiro breve e frequente,
  8. timore di perdere l´autocontrollo,
  9. ansia o paura,
  10. vampate o sensazioni di freddo,
  11. desiderio irrefrenabile di attaccare gli altri, insultarli o aggredirli,
  12. voglia di distruggere tutto quanto intorno a sé.
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Redazione Staibene

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