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Cervello, perché battiamo le mani se ci piace qualcosa

L’Università di Uppsala svela come funziona il meccanismo dell’applauso, perchè è contagioso e come capire quando se è giusto o no.

Il consenso nasce nel cervello:  negli studi televisivi c’è una figura incaricata di invitare il pubblico ad applaudire in determinati momenti dello spettacolo. Nei teatri è nata la figura del capo-claque, la persona che ha il compito di far partire l’applauso in caso di battuta o frase a effetto dell’attore.
Insomma: siamo abituati a considerare l’applauso come qualcosa che non sempre è così spontaneo come dovrebbe essere. Dopo tutto, applaudire significa esprimere apprezzamento verso qualcosa, una prestazione artistica, sportiva, oratoria… Ora uno studio scientifico scopre che l’applauso può essere contagioso.

 

 

 

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Come nasce l’applauso

Le teorie sulle origini dell’applauso sono numerose. Gli antropologi hanno sintetizzato la tesi secondo la quale l’applauso è  la manifestazione a distanza del consenso che, da vicino, si tradurrebbe in una pacca sulla spalla, o in una stretta di mano di congratulazioni.
Poichè l’applauso interviene quando una o più persone manifestano apprezzamento per un’altra che non è  …. a portata di mano, l’applauso sarebbe il modo per fargli pervenire apprezzamento a distanza.
Nella storia, l’applauso ha avuto diverse manifestazioni collaterali. Gli antichi romani manifestavano apprezzamento in modo un po’ più articolato, a volte anche lanciando pezzi di stoffa. Nel Seicento, soprattutto nelle manifestazioni teatrali, si accompagnava l’applauso a battiti di piedi.

 

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Perchè l’applauso è contagioso

Ebbene sì: sembra proprio che un applauso tiri l’altro, in una sorta di catena contagiosa che ha, quindi, poco a vedere con il reale apprezzamento personale di una performance.
Lo dimostra uno studio condotto da Richard Mann dell’università di Uppsala, in Svezia, e pubblicato sulla rivista scientifica “Royal Society Interface“.
Gli esperti svedesi, che stanno studiando i comportamenti contagiosi in un ampio progetto di ricerca, hanno dimostrato che l’applauso è contagioso e che l’entusiasmo degli altri attiva il nostro entusiasmo e la nostra voglia di applaudire. Accade cioè un po’ come nel caso dello sbadiglio contagioso: se si vede qualcuno che sbadiglia, nel cervello scatta un meccanismo che porta ad emulare chi ha sbadigliato.

Per dimostrarlo i ricercatori scandinavi hanno chiesto a un gruppo di studenti di applaudire dopo una lettura, notando che più questi applaudivano, più applaudiva il resto del pubblico nell’aula.

 

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Quante volte battiamo le mani

Mediamente in modo spontaneo si applaude per non più di 15 volte, ma se attorno a noi ci sono delle persone influenti che applaudono e continuano ad applaudire, le nostre mani possono arrivare a battere anche 30 volte di seguito.
E vale anche il contrario: se persone vicine a noi smettono subito di applaudire, anche il nostro entusiasmo si smorza subito e le mani si fermano.

 

 

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Redazione Staibene

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