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Perchè l’eiaculazione è scarsa? Tutte le risposte agli imbarazzi del maschio

eiaculazione scarsa

Ci sono domande sulla sfera sessuale che gli uomini non sanno a chi fare: fra queste una riguarda l’eiaculazione scarsa, ovvero  perchè, quando l’orgasmo cercato con foga finalmente arriva e ti aspetteresti un fiume in piena che inonda lei, invece il seme sembra faccia fatica ad uscire.

La questione è fra le più imbarazzanti per gli uomini e spesso restano nell’ambito del “non detto”,  dell’implicito; il pudore di non fare domande alla partner per sapere se quella scarsità è stara causa di insoddisfazione; ed il dubbio che dietro quella scarsità ci sia una diminutio dell’essere maschio o, peggio, qualche malattia di cui ignoriamo la ragione e l’esistenza.

Ebbene se facciamo un giro fra le più diffuse rubriche di consulenza medica on line, scopriremo che è una questione niente affatto trascurabile per molti uomini. Ed a volte anche causa di problemi nella coppia.

Ma quando una eiaculazione si può dire scarsa? E cos’è? E per quali ragioni avviene? E cosa sta a significare?

 

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Ipoposia, ovvero eiaculazione scarsa

Intanto diciamo subito che non si tratta di una patologia ma di una situazione che l’andrologia chiama ipoposia e sta a significare che il seme eiaculato è inferiore alla normalità.

Ma qual è la normalità? Per un uomo adulto, la quantità normale di sperma eiaculato dipende naturalmente dalla frequenza dell’eiaculazione, perchè più è frequente e minore è la quantità. Diciamo che dopo i 6-7 giorni dall’ultima eiaculazione, la quantità normale di eiaculato è fra i 1,5 ml ai 6 ml . Se con tali premesse si riduce al di sotto della soglia minima di 1,5, allora si può definire scarsa.

Per avere un’idea empirica, possiamo considerare la normalità dell’eiaculato quella che riempie un cucchiaino. Se è al di sotto, può considerarsi scarso. Inoltre può essere di densità più o meno liquida e di colore più o meno giallognolo.

 

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Le cause dell’ipoposia

Il ridotto volume e quantità di liquido può essere dovuto a varie cause.

Ipertrofia prostatica o prostatite – L’infezione della prostata o un ingrossamento della stessa sono due patologie che possono condurre alla stesso esito, quello di ostruire i dotti eiaculatori che impediscono la totale fuoriuscita dello sperma. La parte non espuls ma comunque prodotta viene poi espulsa con le urine.

Malattie a trasmissione sessuale – I microrganismi possono interferire con la vitalità e la produzione di spermatozoi (che però non c’entrano con la quantità di sperma perchè ciò che conta è la loro concentrazione e la loro vitalità) ma anche con la qualità della secrezione prostatico-vescicolare.

Malattie sistemiche:   ad esempio infezioni, malattie renali, alterazioni metaboliche ed immunitarie che possono alterare quantità e qualità di spermatozoi.

Il varicocele: altera i flussi vascolari e può alterare la capacità funzionale della prostata e dei testicoli;

Farmaci: oltre quelli interferenti con la regolazione ormonale, altri farmaci hanno azioni tossiche più o meno dirette, soprattutto nelle assunzioni a medio-lungo periodo.

Eiaculazione retrograda: in seguito ad alcune disfunzioni motorie del collo vescicale od a seguito di interventi su di esso, l’eiaculazione può essere riversata totalmente o in parte nella vescica anziché avere la sua naturale espulsione all’esterno.

Traumi testicolari e cancro testicolare: il danno indotto altera la funzione produttiva degli spermatozoi o la loro emissione verso il dotto deferente.

Ostruzioni dei dotti deferenti ed eiaculatori: microtraumi, infezioni, infiammazioni, malformazioni, possono indurre l’occlusione dei dotti impedendo la migrazione degli spermatozoi verso l’uretra prostatica.

Malattie geniche: alcune malattie genetiche possono portare ad alterazioni testicolari o delle strutture coinvolte impedendo la produzione di spermatozoi e la loro emissione.

 

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Come intervenire

Quando la ridotta produzione di sperma costituisce un problema da risolvere, per esempio per la coppia cerca di concepire un figlio, o quando costituisce un problema psicologico del maschio, è possibile far ricorso a terapie naturali e farmacologiche. Per l’identificazione di queste occorre ricorrere al parere del medico.

Va osservato tuttavia che se il problema è di natura psicologica, la terapia deve consistere nella rimozione di quei blocchi mentali che non richiedono farmaci o agenti esterni bensì il dialogo profondo con uno psicologo psicoterapeuta.

Se il problema è legato alla ricerca vana del concepimento, esso dipende alla fertilità, dunque dalla quantità di spermatozoi non dall’abbondanza del liquido seminale. Il numero di spermatozoi per millilitro di eiaculato è connesso soprattutto allo stato di salute del soggetto, tale numero varia da 20 a 200 milioni per millilitro.

L’assunzione di integratori che aumentano la quantità di testosterone va valutata con grande attenzione sia perchè alcuni di questi non danno risultati pur costando molto, sia perchè in soggetti con patologie possono provocare interferenze dannose.

 

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Bruno Costi
direzione staibene.it

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