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Per tenere vivi i ricordi ci vuole un enzima

La memoria non è un processo statico del cervello ma deve essere continuamente rinnovato

La chiave del meccanismo che conserva la memoria è un enzima chiamato Pkmz e potrebbe aprire la strada a farmaci che riescano a stabilizzare, e anche a incrementare, la memoria a lungo termine. Lo scoperta dell’enzima è dei ricercatori del Wizmann Institute of Science di Rehovot, in Israele. Secondo le teorie classiche, il processo che fissa i ricordi nella memoria si conclude quando questi arrivano in una zona del cervello chiamata corteccia cerebrale, dove vengono stoccati. A dimostrazione di ciò basti pensare agli anziani che tendono a perdere i ricordi recenti, ma non quelli di vecchia data. I ricercatori israeliani, però, sono riusciti a cancellare i ricordi di un gruppo di topi agendo su un enzima specifico.
“Dai nostri risultati emerge che la memoria a lungo termine non è un processo statico” spiega Yadin Dudai, che ha coordinato lo studio “ma un processo del cervello che deve essere continuamente rinnovato”.
I ricercatori hanno insegnato a un gruppo di cavie ad evitare certi cibi dotandoli di un gusto particolarmente amaro. Una volta addestrati, agli animali è stata iniettata una sostanza che blocca la proteina Pkmz. Il risultato è stato che i topi hanno dimenticato quali cibi dovevano evitare, anche se questo era stato loro insegnato diversi mesi prima, un periodo di tempo equivalente a parecchi anni per gli umani.

Redazione Staibene

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