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Abbuffarsi a Pasqua senza mettere su un etto

Guida per un pranzo pasquale sano, ma sfizioso

E’ Pasqua, buon appetito (ma con moderazione…)
Ammettiamolo, se tenete anche solo un po’ alla linea, la tavola di Pasqua è un vero supplizio. Le tentazioni si nascondono dietro ogni piatto, ogni contorno, ogni bicchiere. Come comportarsi, allora: cedere alle delizie (tradizionali e non solo) del palato o costringersi al sacrificio proprio nel giorno meno adatto?

I numeri della Pasqua a tavola
Stando ai numeri, la risposta sembrerebbe quella secondo cui gli italiani sono più inclini a cedere. Nonostante la crisi, è prevedibile che anche quest´anno i consumi saranno comunque alti: difficilmente riusciremo a privarci del tutto di colombe e uova di cioccolato, leccornie varie, dolci regionali. Di sicuro si andrà meno al ristorante. Ma questo significa che, stando più in casa per il pranzo pasquale, si avranno ancora più occasioni per cedere alle tentazioni del palato…
Il fronte pasquale alimentare non vede solo protagoniste uova e colombe, ma anche dolci artigiani tipici regionali. Questo ambito particolare vede la Sardegna e la Puglia in testa nella produzione e nel consumo, seguite da Sicilia ed Emilia Romagna.

Come regolarsi
Ma i numeri non sono tutto. Il vero problema è dato dal fatto che lo strappo alla regola, ammesso dagli stessi nutrizionisti a patto che resti tale, si trascina anche nei giorni successivi alla Pasqua. Cominciamo con gli aperitivi, poi ci portiamo dietro per giorni gli avanzi dei pranzi, le fette di colomba, i pezzi delle uova di cioccolato. Ma in questo modo, rientrare nei ranghi diventa molto difficile.
Come risolvere il problema, dunque? Considerato che durante il weekend lungo di Pasqua l’organismo assume in prevalenza lo stesso tipo di alimento (proteine animali, per esempio, e dolci), bisogna al più presto fare in modo di riprendere il corretto regime alimentare quotidiano, già dal martedì successivo alla Pasquetta, il lunedì dell´angelo. E ripristinare una dieta corretta, che prevede il 55% dei carboidrati, il 30% di grassi e il resto di vegetali.

Redazione Staibene

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