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Pranzo di Pasqua, come mangiare tutto senza danni

Non si possono fare sacrifici anche nel pranzo di Pasqua e il pic nic di Pasquetta, ma limitate i danni si: come mangiare salame e uova sode, primi piatti e agnello senza farsi del male.

La Pasqua è il momento dell’anno in cui meno si è disposti, forse, a fare sacrifici a tavola. Impossibile pensare quindi una tavola tutta light. Eppure, qualcosa si può comunque fare, per evitare che le leccornie tipiche della festa si risolvano in un attentato alla linea e alla salute. Tutto questo, salvaguardando il gusto.

Non ci credete? Ecco qualche trucco che potrete applicare, con le dovute modifiche a seconda dei piatti, sul vostro personalissimo menu.

 

Il salame e le uova sode

1) Uno degli antipasti più tipici della giornata di Pasqua è il piatto che abbina salame e uova sode. Un antipasto ghiotto, ma molto proteico, ricco di grassi e colesterolo, supercalorico: due fettine di salame e mezzo uovo sodo apportano 135 calorie. Nessuno vi chiede di rinunciarci. Ma il modo per attenuare  l’impatto negativo  è accompagnare i salumi con del pane integrale: le fibre assorbono i grassi e ne diminuiscono l’assimilazione.

 

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Primi piatti di Pasqua e Pasquetta

2) I primi piatti sono un altro cavallo di battaglia di un tradizionale pranzo di Pasqua (o Pasquetta, naturalmente). Dire loro di no è impossibile: basta allora limitarsi nei condimenti, preferire quelli vegetali (funghi, per esempio, o zucchine e melanzane) a quelli di carne. E cercate di ridurre al minimo, se proprio non riuscite a farne a meno, il parmigiano grattugiato: rischiate un sovraccarico di proteine animali.

Non sai quante calorie ci sono in quello che mangi?  Consulta il Calcola calorie di Pasqua

 

Come mangiare l’agnello senza sensi di colpa

3) Tra i secondi piatti, l’agnello è un must. Al contrario di quanto si pensi, non è poi così calorica: certo, dipende dal modo in cui si cucina. L’ideale sarebbe alla griglia, limitando quanto più possibile i condimenti.

Un consiglio in più? Accompagnate le fette di carne con un piatto di insalata: ricca di sali minerali e acqua, favorisce il processo digestivo dei grassi e facilita l’assimilazione delle proteine.

 

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Come “disarmare” le patate al forno

4) Il contorno per antonomasia? Le patate al forno. Aggiungere a un menu già di per sé ricco di carboidrati un altro alimento con tanti amidi come le patate, rischia di trasformare il pasto in un’autentica “bomba” calorica.

Senza contare i grassi e gli oli che si usano per prepararle (per esempio, il sugo prodotto dalla carne). Per limitare i danni, foderate la teglia con carta da forno e usate solo poche gocce di olio extravergine di oliva. Avrete un condimento più leggero che renderà il piatto molto più digeribile. La quantità giusta? Con 50 g assumerete 74 calorie.

 

 

Redazione Staibene

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