• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

2.210 visite

Dire le parolacce? A volte fa bene, ecco perchè

Un “vaffa…” o un “porca …”. come tutte le parolacce equivale a uno sfogo fisico. una valvola di sfiato per rabbia o stress. Tutti i motivi alla base del turpiloquio.

Le parolacce? C´è chi ne fa grande uso, chi si limita a pronunciarle solo quando è da solo. Citate anche nelle opere classiche a partire dalla Divina Commedia, da sempre le parolacce sono oggetto di tabù linguistici. Si inizia a dirne per emulazione da bambini e poi si continua durante l´adolescenza per essere notati e accettati dal gruppo.

 

La funzione della parolaccia
Il turpiloquio ha il pregio di tirare fuori un’emozione con una parola o un’espressione. Marinella Cozzolino, sessuologa e psicoterapeuta, presidente dell´ Associazione italiana di sessuologia clinica, sottolinea come “pronunciare una parolaccia equivale a uno sfogo fisico. Equivarrebbe a tirare un pugno nel muro, a rompere un piatto. Ripetendo una parolaccia si sfoga la  tensione come se lo facessimo anche fisicamente”. La parolaccia tira fuori una parte di noi non strutturata, la parte più istintiva, più animalesca.
Non sempre dire brutte parole è da condannare. Perché se ne fa uso anche in situazioni per nulla negative. Un esempio? Quando vince la squadra del cuore, o quando riusciamo in un’impresa difficile. Insomma è’ l’amplificazione di quello che dovendo dirlo a parole sarebbe troppo lungo da dire. E’ la sintesi di un’emozione, e non sempre queste emozioni sono negative.

 

Leggi anche: Le parole nel sesso? Come accendere le fantasie

Tag:
Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}