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Parolacce e bambini: ecco che fare

La prima volta della parolaccia di tuo figlio è un trauma che ti travolge come un TIR e che è bene sapere come affrontare. Che fare? Ecco qualche consiglio utile.

Parolacce e bambini: ecco che fare

Lui, piccolo, sorridente, ingenuo:  tu torni dal lavoro, il tuo bambino ti corre incontro gioioso e ti salta al collo per travolgerti con le sue coccole, ma sul più bello ecco che dalle sue labbra non esce il bacio che ti aspettavi ma un “vaffa…” che  ti lascia di stucco e ti pone immediatamente di fronte al dilemma del genitore che  per la prima volta affronta le parolacce dei bambini.
Ebbene si, la prima parolaccia della sua vita  ti travolge come un treno e tu resti senza fiato, tra un sorriso a metà e mille dubbi: che fare? lo rimproveri? sorridi?
La prima volta della parolaccia di tuo figlio è un trauma che è bene sapere come affrontare.

 

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Quando il bambino dice le parolacce

Ogni occasione è buona per dirle: quando si arrabbia, per scherzo, per dispetto. Il bambino percepisce gli altri attraverso il suono delle parole che ascolta e le sensazioni che provocano. Per questo motivo il piccolo apprende  prima la funzione della parolaccia rispetto al suo esatto significato, e le ripete non perché sa quello che dice ma per l’effetto di sorpresa, sdegno o divertimento che questa ha sugli altri.

 

A che età e da chi le impara
A quale età il bambino le parolacce? Non appena acquisisce il pieno possesso del linguaggio. Le impara dagli altri bambini, dai fratelli maggiori, dai programmi televisivi, dagli adulti in macchina.[correlata2]
Le brutte parole vengono trasmesse nell’educazione come un tabù, sarebbe allora più giusto non intervenire troppo? “Si possono usare dei sostituti alla loro portata” sottolinea Marinella Cozzolino, sessuologa e psicoterapeuta, presidente dell´ Associazione italiana di sessuologia clinica. Così come accade per gli adulti, quando il bambino dice parolacce può essere una spia per il genitore per capire quando è sotto stress e ha bisogno di scaricare le tensioni.

 

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Che fare?
I bambini devono imparare a censurarsi perché ci sono dei codici di comportamento che non devono superare, ma lo fanno in modo spontaneo, sanno cosa devono dire, come e quando. Se pensate che il problema nasca tra i banchi di scuola, provate a parlarne con la maestra pregandola di fare più attenzione al linguaggio dei suoi scolari. E poi guardate con lui i suoi programmi televisivi preferiti per valutarne i contenuti. E non lasciatelo mai solo davanti alla tv nelle fasce orarie non protette.

 

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Le parolacce dei bambini età per età

 

Prima usa le parolacce per copiare i grandi, poi per non sentirsi diverso dai compagni. Ma come comportarsi di fronte a un figlio che usa un linguaggio scurrile. Vediamo tre casi tipo a seconda dell´età.

 

Da 3 a 6 anni


Perché le dice
.  A quest´età ancora non capisce quello che dice e ripete la parolaccia per emulazione. C´è in lui il forte bisogno di sentirsi adulto e per questo imita il comportamento dei grandi .

Fai così. Anche se è molto piccolo, potete ragionare con lui e spingerlo a riflettere: basta usare un linguaggio semplice e chiaro. Chiedetegli: “Cosa volevi esprime con quella parola?”.  Vi accorgerete che non saprà spiegarlo

Evita di. Non mostratevi divertiti. Dovete essere coerenti con quello che gli dite, altrimenti rischiate di inviargli messaggi poco chiari e di legittimarlo a dire le parolacce visto che ottiene l´effetto di farvi ridere.

 

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Da 7 a 11 anni

Perché le dice. A questa età comincia a formare la propria individualità, magari anche per opposizione ai genitori. Qualche amicizia più sfrontata può attrarlo e lui imita il “figo” proprio perché dice parolacce.

Fai così: spiegagli che può dire la stessa cosa con parole diverse; se interiezioni come “Perbacco! Accidenti!” ti sembrano un po’ fuori contesto per un ragazzino della sua età, autorizzalo anche a dire ” Cavolo!” purchè percepisca  la necessità di  autocontrollarsi. Se insiste  di fronte a te ed ad altre persone, puoi anche usare il deterrente della punizione comportamentale ( “vai nella tua stanza, oggi non esci” e se è uno sfogo d’ira fatti raccontare la ragione e aiutali a distrarsi, magari anche con 2 tiri a pallone.

Evita di:  quello che devi evitare è la mancanza di coerenza. L’autorevolezza di un genitore sta nella sua credibilità. Che credibilità avrebbe un genitore nel convincere suo figlio a non dire parolacce se lui stesso è il primo a dirle? Per cui evita di dire a tua volta parolacce e se ti scappano in sua presenza, scusati ed autocensurati di fronte a lui.

 

Redazione Staibene

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