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Panettone o Pandoro? Come fare la scelta migliore

Quali differenze ci sono tra Pandoro e Panettone? Quali sono gli ingredienti di entrambi, le proprietà nutrizionali. E quale fa ingrassare di più. Ecco tutte le risposte.

Panettone o Pandoro? Come fare la scelta migliore senza sensi di colpa

Pandoro o panettone?  Quando arrivano le feste natalizie il dilemma  si pone solo in rari casi perché pochi  alimenti hanno i loro fans affezionati,  due vere e proprie scuole di pensiero, come i due tipici di natale: i “panettonisti” , nel sostenere che il vero dolce natalizio è proprio lui, il milanesissimo Panettone reso famoso nel mondo  negli anni venti del ‘900 dal signor Motta, pasticcere  ambrosiano che lo inventò a lievitazione verticale come lo conosciamo oggi noi copiandolo da un dolce russo; i “pandoristi”, nel sostenere che il cugino privo di canditi ed uva passa, è molto migliore e soprattutto più leggero digeribile e dietetico.

La verità è che se vogliamo stare attenti alla linea dobbiamo evitare sia l’uno che l’altro perchè si tratta di dolci molto calorici, zuccherati e ricchi di burro , ovvero grassi animali, esattamente  ciò che alla dieta proprio non serve.

A meno che la dieta anziché dimagrante non debba essere di segno opposto, diretta cioè a dare energia,  infondere calorie,  un piccolo ricostituente per soggetti debilitati e carenti proprio di zuccheri grassi e calorie.

 

Le regole per il vero Panettone

Nessuno può fare un dolce e chiamarlo Panettone se non rispetta alcune regole precise. A fissarle è addirittura un decreto ministeriale del 22 luglio 2005 che stabilisce gli ingredienti e le caratteristiche di alcuni dolci tradizionali italiani, come ad esempio gli amaretti, i savoiardi, la colomba, il pandoro e, naturalmente, non poteva mancare il panettone.

Per quanto riguarda il Panettone il decreto dice che deve essere a pasta morbida e ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida; pio deve essere fatto con farina di frumento, zucchero e uova, ma con una maggiore percentuale di tuorli rispetto agli albumi. Poi uvetta e scorza di agrumi canditi in quantità non inferiore al sedici per cento,  esattamente come  il burro che non può essere inferiore al sedici per cento, infine  lievito naturale e sale.

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Redazione Staibene

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