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Cancro al fegato, nuove speranze da un farmaco contro gotta e psoriasi

Per uno studio messicano, la colchicina è in grado di prevenire le forme tumorali derivanti da alcuni virus dell’epatite

Nella continua lotta contro le forme più diffuse e pericolose di cancro, la ricerca di nuove armi sempre più efficaci non si arresta. L’ultima buona notizia arriva dal Messico, dove uno studio dimostra come un farmaco utilizzato per la cura della gotta e della psoriasi, la colchicina, potrebbe rappresentare un ottimo strumento contro il tumore al fegato. Il medicinale si è infatti dimostrato capace di prevenire le forme tumorali derivanti da alcuni virus dell’epatite. Gli esperti dell’Instituto Nacional de Cancerologia di Città del Messico hanno “arruolato”, per uno studio pubblicato sulla rivista “Cancer”, 186 malati di cirrosi epatica di origine virale. Di questi, 113 sono stati trattati con colchicina mentre i rimanenti non hanno ricevuto alcun trattamento.
Dopo tre anni, solo il 9% dei pazienti che avevano ricevuto il farmaco ha sviluppato un tumore al fegato, rispetto al 29% delle persone non trattate. E anche fra chi aveva sviluppato un cancro, coloro che avevano ricevuto colchicina lo avevano fatto, in media, 72 mesi più tardi.

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Partorire in ginocchio riduce il dolore

Partorire in ginocchio, non cambia la durata del travaglio, ma è meno doloroso.La ragione, spiega un’indagine diretta da Inga Ragnar della University of Malardalen, a Vasteras, in Svezia

Partorire in ginocchio, non cambia la durata del travaglio, ma è meno doloroso.
La ragione, spiega un’indagine diretta da Inga Ragnar della University of Malardalen, a Vasteras, in Svezia, e pubblicata sulla rivista BJOG, è che la posizione in ginocchio, rispetto a quella da sedute o supine favorirebbe contrazioni più efficienti.
Nell’esperimento sono state coinvolte 271 gestanti alla loro prima gravidanza, che sono state suddivise a caso per la posizione da assumere durante il parto, seduta o in ginocchio. Dopo il parto, è stato dato loro un questionario da compilare dove dovevano registrare l’esperienza vissuta: quelle che hanno partorito da sedute hanno sentito più dolore e disagio e senso di vulnerabilità, rispetto a quelle che avevano partorito in ginocchio. Probabilmente la posizione in ginocchio offre maggiore libertà di movimento e flessibilità e riduce la pressione esercitata sulla zona lombare durante le contrazioni.
E per il nascituro? I ricercatori non hanno registrato alcun effetto negativo.

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Spinaci e succo d’arancia, e il ferro si assorbe di più

Una nuova branca dell’alimentazione spiega il ruolo degli alimenti e le sue interazioni

Consumare ortaggi a foglia larga per fare il pieno di ferro non basta. Sono gli abbinamenti con altri alimenti a favorire o contrastare la capacità del nostro organismo di assorbire questa sostanza fondamentale contro l’anemia e contro le infezioni.
Lo spiega Toni Steer, nutrizionista britannico del Medical research council human nutrition research centre del Cambridgeshire, illustrando i punti chiave della biodisponibilità, una branca della nutrizione che punta a scoprire come si possa trarre il meglio dalla tavola.
Lo studioso spiega che gli spinaci contengono una forma di ferro dal non facile assorbimento, ma che basta “mandare giù un bicchier di succo d’arancia per fare la differenza”.

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Torna il sesso dopo il trapianto di staminali

I testicoli di uomini operati da giovani recuperano la capacità di produrre liquido seminale con spermatozoi fecondanti

Nuove speranze per i sopravvissuti a malattie che abbiano comportato il trapianto di cellule staminali ematopoietiche e che vogliano diventare genitori.
Secondo quanto riportato sulla rivista “Blood”, uno studio svizzero ha dimostrato che, negli anni successivi all´intervento, alcuni pazienti operati recuperavano una certa funzione di spermatogenesi a livello testicolare, cioè il processo che porta alla produzione degli spermatozoi, condizione necessaria per potersi sottoporre a fecondazione assistita.
Alicia Rovo e i colleghi dell´ospedale universitario di Basilea, hanno esaminato 39 pazienti che, dopo almeno due anni dal trapianto di staminali, avevano raggiunto una remissione completa. In particolare la prognosi migliore riguardava i pazienti operati da giovani: 9 dei 16 malati che erano stati operati prima dei 25 anni, una volta guariti tornavano a produrre una certa quantità di liquido seminale.

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Allergie da anestesia per il 5% dei pazienti

Ma solo pochi vengono sottoposti ad esami mirati prima di un intervento chirurgico

Il “prick test”, per individuare allergie ad uno o più farmaci anestetici, è un esame riservato solo a pochi. Infatti prima di un intervento chirurgico vengono controllati solo coloro che hanno mostrato in passato reazioni avverse agli stessi medicinali, mentre i numeri evidenziano che circa il 5% dei pazienti soffre di allergia a uno o più farmaci utilizzati per l’anestesia.
La denuncia, riportata nelle pagine della rivista “Allergy”, arriva da alcuni ricercatori spagnoli del Valladolid university hospital. Il team che ha condotto uno studio prospettico fra settembre 2003 e luglio 2004 su 424 pazienti che erano stati sottoposti a “prick test” per 30 agenti comunemente utilizzati nelle anestesie, ha denunciato che il 4,7% dei pazienti è risultato positivo al farmaco che blocca il sistema neuromuscolare durante l’anestesia. Gli episodi precedenti di allergia erano l’unico fattore ‘predittivo’ di un possibile risultato positivo dell’esame.

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Curry e cipolle, abbinata vincente contro il cancro al colon

Uno studio Usa ha scoperto che curry e cipolle riducono di oltre il 50% numero e dimensione dei polipi colorettali come conseguenza di due sostanze miracolose presenti in natura: queste.

Se c’era bisogno di un’ulteriore conferma sulla fondatezza della nuova scienza chiamata nutraceutica, questa arriva dalla prestigiosa  Johns Hopkins University di New York.

Diciamo subito cos’è la nutraceutica: è  la fusione di due termini, nutrizione e farmaceutica, che già dal nome si intende si occupa delle capacità terapeutiche del cibo, cosa che del resto già gli antichi romani avevano ben chiaro, come emerge dai trattati di Apicio.

Qui la novità è che i ricercatori americani hanno scoperto i cibi che  prevengono il tumore al colon, uno dei primi tre in ordine di gravità.

Ecco di che si tratta: lo studio della Johns Hopkins University di New York ha individuato in due sostanze presenti in certi alimenti, uno “scudo” alimentare contro uno dei tumori più diffusi.

Secondo i ricercatori americani, la combinazione di curcumino (uno degli ingredienti del curry) e quercetina (un antiossidante contenuto nelle cipolle) riduce le dimensioni e il numero dei polipi colorettali, lesioni precancerose nell´intestino umano.

Nello studio, pubblicato sulla rivista “Clinical Gastroenterology and Hepatology”, è stato verificato l´effetto di una pillola che unisce i due composti chimici.

In particolare, cinque pazienti con una forma ereditaria di polipi precancerosi nell’intestino (poliposi adenomatosa familiare) sono stati trattati con dosi regolari di curcumino e quercetina, in media per sei mesi.

Il risultato è stato particolarmente significativo: il numero di polipi è sceso del 60,4% e le dimensioni si sono ridotte del 50,9%.

“E’ la prima prova del fatto che queste sostanze hanno significativi effetti nei pazienti con poliposi adenomatosa familiare”, ha spiegato Francis Giardiello, che ha coordinato gli studiosi della Divisione di gastroenterologia della Johns Hopkins University.

Presto un trial randomizzato sarà condotto in collaborazione tra la Johns Hopkins e il Puerto Rico Comprehensive Cancer Center, coinvolgendo un numero maggiore di pazienti, per valutare l´effetto del mix.

Nel frattempo un ottimo riso al curry e cipolle  potrebbe entrare abitualmente nella nostra dieta quotidiana. Leggi anche : Le ricette della Salute

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Lo shock anafilattico si può prevenire

Le terapie del futuro potranno intervenire nel meccanismo di reazione dell’organismo alle allergie

Nel nostro corpo c’è un “interruttore” che fa scattare lo shock anafilattico, la violenta (e talvolta letale) reazione dell’organismo di fronte a certe sostanze allergeniche. La scoperta si deve ai ricercatori del del Flanders Interuniversity Institute for Biotechnology, collegato alla Ghent University, che hanno condotto uno studio sull’argomento analizzando topi di laboratorio. L’obiettivo era di capire se fosse possibile sviluppare terapie nuove e più efficaci di quelle odierne: oggi l’unico rimedio per reazioni così acute (che riguardano, almeno una volta nella loro vita, il 15% delle persone nel mondo) è l’iniezione di adrenalina, una soluzione che però non sempre ha abbastanza effetto sul collasso cardiovascolare conseguente allo shock.
I ricercatori, coordinati dal dottor Peter Brouckaert, hanno studiato il ruolo del Paf (Platelet Activating Factor) nell’anafilassi. Con sorpresa si è scoperto che lo shock iperacuto indotto dal Paf è strettamente legato all’ossido nitrico. Si è visto inoltre che il meccanismo alla base della regolazione della pressione è chiamato in causa anche nello shock anafilattico. Inattivando alcuni attori principali di questo meccanismo, sono riusciti a prevenire lo shock anafilattico. La scoperta dell’importanza dell’ossido nitrico e dei suoi regolatori apre la strada a terapie efficaci di prevenzione contro queste reazioni fisiologiche così serie.

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Anguria, mai mangiarla ghiacciata

Se troppo fredda, perde oltre il 50% delle sue proprietà  nutrizionali

La notizia non farà troppo piacere agli appassionati dell’anguria. Coloro che sono abituati a mangiare uno dei frutti principe dell’estate ben freddo, nella convinzione di dissetarsi di più. Ebbene, forse questa convinzione sarà anche esatta. Il problema è un altro: secondo uno studio del ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti, mangiare il cocomero ghiacciato è un grave errore dal punto di vista nutrizionale. Alle basse temperature, infatti, quelle del frigorifero, questo frutto perde più del 50% delle sue proprietà (per esempio il licopene, una sostanza antiossidante fondamentale per contrastare gli effetti negativi del sole sulla pelle e dell’invecchiamento in generale). Molto meglio quindi lasciarlo in un ambiente intorno ai 25 gradi: in questo modo, oltre a mantenere intatto il licopene, si raddoppiano i livelli di un’altra sostanza molto importante per l’organismo, il betacarotene. Fondamentale per la tintarella da un lato, ma soprattutto perché viene trasformata dal nostro corpo nella preziosa vitamina A.

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Lo spinello riduce le probabilità di gravidanza

Studio Usa: la cannabis impedisce il trasporto e l’impianto degli embrioni nell’utero

Avviso alle aspiranti mamme: se state cercando di restare incinte, girate alla larga dagli spinelli. Secondo uno studio condotto negli Usa dalla Vanderbilt University of Nashville (e pubblicato sul “Journal of Clinical Investigation”), l’uso di cannabis nel periodo del concepimento potrebbe essere di ostacolo alla gravidanza. I ricercatori, che hanno concentrato il loro lavoro su topi di laboratorio, hanno scoperto un ingrediente della cannabis che blocca alcuni recettori chiave, presenti negli embrioni. In pratica, impedisce il trasporto e l’impianto degli embrioni nell’utero.
Non basta. Secondo la ricerca, gli spinelli possono portare a interruzioni di gravidanza o gravidanze ectopiche (al di fuori, cioè, degli organi deputati a ospitare lo sviluppo del processo vitale). Quando il tetraidrocannabinolo (la sostanza psicoattiva della cannabis) si lega ai recettori dei cannabinoidi, scatena un serie di eventi biologici. Il fatto è che i recettori non sono presenti solo nel cervello, ma anche in sperma, ovuli ed embrioni appena formati. Così gli scienziati americani hanno scoperto che alterazioni nella produzione di una molecola chiave per il normale sviluppo degli embrioni (l´anandamide, che attiva i recettori dei cannabinoidi) possono compromettere il normale sviluppo embrionale, il suo trasporto e l´impianto nell’utero.

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Il sesso al nono mese di gravidanza facilita il parto

Uno studio: riduce il rischio di nascite premature ed evita complicanze

Il sesso in gravidanza, anche se avanzata, è consentito e fa bene. Perché rende il parto più puntuale e mette al riparo da spiacevoli complicazioni. È il risultato a cui sono giunti i ricercatori della University of Malaysia, pubblicato sulla rivista “Obstetrics & Gynecology”. Peng Tan, lo scienziato che ha condotto lo studio, ha analizzato 200 donne malesi in buona salute che hanno avuto gravidanze senza complicazioni. Queste donne sono state invitate a tenere un diario della loro attività sessuale dalla 36a settimana di gravidanza fino al momento del parto. Dopo aver esaminato i diari e le risposte ad alcuni brevi questionari consegnati, si sono avuti i primi risultati. La maggioranza delle donne che hanno partorito naturalmente (fra la 39a e la 41a settimana) aveva avuto rapporti sessuali, in media quattro, mentre quelle che si erano astenute avevano avuto bisogno di ricorrere all´intervento ostetrico per partorire dopo la 41a settimana.
In passato altri studi avevano provato il nesso fra l´attività sessuale nella prima fase della gravidanza e il rischio di nascite premature. Da alcuni altri dati è emerso che ben il 20% delle gravidanze giunte ormai al nono mese necessitano di un intervento medico per non prolungarle oltre. “Le tecniche alternative a quelle famacologiche per affrettare i tempi della nascita non sono molte”, ha ricordato Tan. Alcuni medici suggeriscono di camminare per molto tempo. La saggezza popolare consiglia di mangiare piccante. Uno studio che risale al 1989 suggeriva alle donne di recarsi in clinica tre volte al giorno, per tre giorni, per farsi stimolare i capezzoli per 45 minuti.
“Molte attività legate alla sfera sessuale si sono dimostrate efficaci a stimolare l´attività dell´utero”, ha detto Tan, “ma molte donne, in tutto il mondo, sono preoccupate circa la sicurezza del sesso in gravidanza”. Un altro studio ha infatti riportato che il 40% delle nigeriane, il 45% delle pakistane, il 49% delle canadesi e più dell´80% delle cinesi ha espresso perplessità sull’efficacia degli amplessi nell´induzione del parto.

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