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La depressione è donna: ecco tutti i perchè meno noti

Del 13% della popolazione che ne soffre in Italia, la gran parte è di sesso femminile. Ecco perché

La depressione colpisce le donne con frequenza doppia rispetto agli uomini. Differenze significative sono legate all´età del soggetto. Delle ultime novità scientifiche su una patologia che in Italia colpisce il 12-13% della popolazione (ma gli esperti concordano nel considerare questi dati fortemente sottostimati), si è parlato a Catania in occasione del recente convegno dal titolo “La depressione: neurobiologia, clinica e terapia”.

 

 

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Ciclo e gravidanza
“Esistono chiare differenze sull´incidenza della sindrome depressiva nell´uomo e nella donna così come nell´adolescente e nell´anziano. I motivi sono diversi ed alcuni ancora in fase di studio e riguardano non solo le differenti modalità espressive della patologia depressiva ma anche gli aspetti biologici, ormonali, genetici, socio-economici e culturali”, ha sottolineato Eugenio Aguglia, professore ordinario di Psichiatria all´università di Catania e direttore della Cattedra di Clinica psichiatrica, policlinico “G.Rodolico” di Catania.

Per quanto riguarda le donne, ad esempio, si sa che alcune condizioni di co-morbidità, in particolare con i disturbi d´ansia, hanno una maggiore incidenza rispetto agli uomini, e dal punto di vista sociale spesso le donne mantengono ruoli secondari, che incidono sulla percezione del sé, sull´autostima, condizionando potenzialità orientate all´autoaffermazione e all´indipendenza.
Tra le cause biologiche, un ruolo importante è rappresentato dalle variazioni dei livelli plasmatici degli ormoni (estrogeni e progesterone) in concomitanza con il ciclo mestruale, spesso con brevi fasi di peggioramento del tono dell´umore e di facile irritabilità, e in coincidenza con la gravidanza specie nei giorni successivi al parto. “È una fase molto importante nella vita della donna che può determinare una depressione post-partum nei soggetti più predisposti”, ha spiegato Aguglia. Anche la menopausa rappresenta una fase critica nel ciclo di vita femminile, con difficoltà di adattamento al cambiamento sia fisiologico che di ruolo sociale e frequente reattività di tipo depressivo.

 

 

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Albero di Natale, meglio vero o finto?

Pro e contro nella scelta del simbolo delle Feste in arrivo

Anche quest’anno saranno più di dieci milioni gli alberi di Natale “al naturale” acquistati dagli italiani. Un grave danno ambientale? Tutt’altro, la stragrande maggioranza degli alberi venduti sono coltivati con quest’unico scopo e non rappresentano un problema per i boschi, anche perché l’abete non è una specie a rischio.
Insomma, no ai sensi di colpa. A patto però di comprare un albero “legale”: per questo è importante rivolgersi a vivai specializzati, garanzia di piante provenienti da coltivazioni certificate, piuttosto che a venditori improvvisati.

 

 

Consigli per gli acquisti
Ma ci sono altre regole da tener conto prima di comprare un albero di Natale “vero”:

  • Misurate il soffitto di casa: all’aperto gli alberi sembrano molto più piccoli che in un ambiente chiuso.
  • Non cercate un esemplare perfetto, tutti gli alberi tendono ad avere meno rami nella parte cresciuta verso nord. Chiedete al vivaista di scuoterlo un po’, prima di consegnarvelo: sarà più facile individuare eventuali asimmetrie.
  • Non vi preoccupate se perde aghi nella parte interna: è una caratteristica di tutte le conifere, non un segno di vecchiaia.

 

 

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Ma l’albero di Natale finto resta più pratico
Anche se non c’è un danno ambientale legato all’acquisto di un abete, i motivi per scegliere un albero “finto” restano comunque diversi: si usa per tanti anni, non richiede poco agevoli trasporti in auto ed è sempre ben proporzionato. L’unica controindicazione può verificarsi se è fatto di resine sintetiche: nei soggetti allergici, se il contatto è molto prolungato, può dar luogo a dermatiti. Ma non sono casi frequenti. Disturbi di tipo allergico possono svilupparsi anche a causa degli addobbi: anche in questo caso, però, si tratta di situazioni davvero rare. Le muffe e gli acari che si accumulano in un anno possono causare problemi inalatori in chi soffre di rinite allergica o asma. Per sicurezza, meglio scegliere materiali lavabili come la plastica e indossare i guanti al momento di addobbarlo o riporlo via.

 

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Panettone o Pandoro? Come fare la scelta migliore

Quali differenze ci sono tra Pandoro e Panettone? Quali sono gli ingredienti di entrambi, le proprietà nutrizionali. E quale fa ingrassare di più. Ecco tutte le risposte.

Panettone o Pandoro? Come fare la scelta migliore senza sensi di colpa

Pandoro o panettone?  Quando arrivano le feste natalizie il dilemma  si pone solo in rari casi perché pochi  alimenti hanno i loro fans affezionati,  due vere e proprie scuole di pensiero, come i due tipici di natale: i “panettonisti” , nel sostenere che il vero dolce natalizio è proprio lui, il milanesissimo Panettone reso famoso nel mondo  negli anni venti del ‘900 dal signor Motta, pasticcere  ambrosiano che lo inventò a lievitazione verticale come lo conosciamo oggi noi copiandolo da un dolce russo; i “pandoristi”, nel sostenere che il cugino privo di canditi ed uva passa, è molto migliore e soprattutto più leggero digeribile e dietetico.

La verità è che se vogliamo stare attenti alla linea dobbiamo evitare sia l’uno che l’altro perchè si tratta di dolci molto calorici, zuccherati e ricchi di burro , ovvero grassi animali, esattamente  ciò che alla dieta proprio non serve.

A meno che la dieta anziché dimagrante non debba essere di segno opposto, diretta cioè a dare energia,  infondere calorie,  un piccolo ricostituente per soggetti debilitati e carenti proprio di zuccheri grassi e calorie.

 

Le regole per il vero Panettone

Nessuno può fare un dolce e chiamarlo Panettone se non rispetta alcune regole precise. A fissarle è addirittura un decreto ministeriale del 22 luglio 2005 che stabilisce gli ingredienti e le caratteristiche di alcuni dolci tradizionali italiani, come ad esempio gli amaretti, i savoiardi, la colomba, il pandoro e, naturalmente, non poteva mancare il panettone.

Per quanto riguarda il Panettone il decreto dice che deve essere a pasta morbida e ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida; pio deve essere fatto con farina di frumento, zucchero e uova, ma con una maggiore percentuale di tuorli rispetto agli albumi. Poi uvetta e scorza di agrumi canditi in quantità non inferiore al sedici per cento,  esattamente come  il burro che non può essere inferiore al sedici per cento, infine  lievito naturale e sale.

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Babbo Natale: come dire a un bambino che non esiste

Attorno agli 8-9 anni, più o meno in questo periodo, tutti i genitori si sentono porre la domanda fatidica: “Babbo Natale esiste davvero?”. I consigli dell’esperto.

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“Babbo Natale esiste davvero?”Attorno agli 8-9 anni, più o meno in questo periodo, tutti i genitori si sentono porre la domanda fatidica.Come rispondere?

Italo Farnetani, pediatra ed esperto di problemi dell’infanzia, suggerisce un decalogo per saper rispondere senza deludere il bambino. E affrontare il periodo delle feste nella piena armonia con figli e nipoti

  • IL NATALE È UNA FESTA RELIGIOSA – I genitori devono presentare il Natale come una festa religiosa che celebra la nascita di Cristo. E questo non per semplici motivi confessionali o ideologici, ma psicologici: i bambini hanno bisogno di identificarsi e assimilarsi al gruppo dei coetanei, cioè ai comportamenti dei loro compagni. È inopportuno che i genitori si mettano in minoranza e si autoescludano dal comportamento collettivo, perché si tratta di un atteggiamento a rischio per i figli.

 

  • BABBO NATALE ESISTE? – Mai dire bugie. Finché i bambini ci credono in modo assoluto, meglio coltivare la cosa. Ai primi dubbi, i genitori dovranno sostenerne sì l´esistenza, ma senza insistere troppo. Quando i figli si convinceranno che effettivamente Babbo Natale non esiste, i genitori non avranno investito troppa credibilità su un argomento che è destinato a risultare un insuccesso, ma nello stesso tempo non avranno contribuito ad abbattere troppo rapidamente una favola alla quale anche i grandi vorrebbero credere.

 

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  • COME SCEGLIERE I REGALI – Vanno scelti quelli alla moda, perché sono una garanzia di gradimento e successo. Per gli adolescenti, invece, niente sorprese: meglio chiedere sempre ciò che desiderano e accontentarli. Se non si conoscono le loro richieste, preferire capi di abbigliamento alla moda, strumenti elettronici, orologi o ricariche per il cellulare.

 

  • SI´ AI GIOCHI – Per la gioia dei piccoli meglio uno in più che in meno, infatti oggi i bambini sono sempre più soli e perciò hanno bisogno di occupare il tempo libero in un modo alternativo al guardare la televisione. Per quanto riguarda il costo è bene non scegliere mai né giochi troppo costosi né troppo economici. Preferendo quelli che permettano di giocare anche in compagnia.

 

  • NIENTE DIETA – Durante le feste il cibo ha una importanza fondamentale perché i vari pranzi assumono spesso un ruolo centrale nella festa. Assurdo perciò voler cambiare lo stile di regime alimentare o, ancora peggio, cercare di “fare la dieta” durante le feste. Via libera, invece, a ricette e piatti regionali per fare acquisire ai figli le radici con i propri luoghi.

 

  • DOLCI – Anche in questo caso nessuna preoccupazione perché quello che conta è lo stile di vita che si tiene durante l´anno: meglio mangiarli solo in compagnia, senza lasciare il bambino da solo alle prese con torroni e panettoni. Un´ultima raccomandazione: non dimenticare mai di lavarsi i denti dopo i pasti.

 

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Potage di verdure


Calorie: 151
Potage di verdure
  • brodo (anche di dado) 1 l
  • patate 280 g
  • cimette di broccoletti 200 g
  • latte 200 g
  • cimette di cavolfiore 160 g
  • carote 160 g
  • cipolla 80 g
  • olio
  • sale

*le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Pulite le carote e tagliatele a rondelle. Affettate la cipolla finemente e ponete le 2 verdure ad appassire in 2 cucchiaiate di olio. Aggiungete quindi le cime di cavolfiore e quelle dei broccoletti e, infine, le patate, sbucciate e tagliate a rondelle. Fate andare a fuoco vivo per 2-3 minuti, poi bagnate con il brodo caldo. Mettete il coperchio e cuocete la minestra per circa 50 minuti. Trasferite la minestra nel frullatore insieme con il latte per ottenere un passato omogeneo. regolate di sale e servite bene caldo.
Buon appetito!

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Torta di Natale al cioccolato fondente


Calorie: 195
torta al cioccolato di Natale

farina 100 g
cioccolato fondente 50 g
cannella, 5 g
lievito , 1 pizzico
zucchero di canna, 70 g
burro, 90 g
uova, 3
noci, mandorle, nocciole 40 g
sherry, 15 ml
uvetta, 15 g
arancia candita, 15 g

Calorie a persona 196 – Le dosi sono per 10 persone

Preparazione
Spezzettate la frutta secca, mettete a bagno l´uvetta con il liquore 10 minuti. Grattugiate il cioccolato e l´arancia candita. Montate il burro con lo zucchero di canna e incorporate le uova una alla volta. Amalgamate la farina setacciata con la cannella e il lievito, poco per volta e il cioccolato. Unite l´uvetta con il liquore, l´arancia candita, la frutta secca e mescolate bene.
Scaldate il forno a 170°. Foderare una teglia con carta da forno, versatevi l´impasto, livellatelo e mettetelo in forno per circa 2 ore. Togliete dal forno e lasciate raffreddare. Una volta fredda, tagliate a pezzi e decorate a piacere.

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Giocattoli, 10 regole per un Natale sicuro

I giocattoli sono il regalo più gradito dai bambini: l’Ospedale Bambin Gesù di Roma ha stilato 10 consigli per evitare i pericoli che derivano da giocattoli realizzati senza garanzie di sicurezza.

giocattoli sicuri

Saranno pure educativi, stimolanti, divertenti. Ma un fatto è certo: prima di regalare i giocattoli, è fondamentale fare attenzione a sceglierli “sicuri”.

 

Secondo una ricerca realizzata tempo fa dall’associazione di consumatori Altroconsumo, con il patrocinio della Commissione Europea, ben 15 tipi di giocattoli venduti in Italia erano stati giudicati pericolosi.

 

E per ragioni diverse: problemi meccanici (per esempio il distacco di piccole parti), sostanze chimiche, scarse informazioni sulle caratteristiche del prodotto (per esempio etichette incomplete che non istruiscono i genitori sui rischi legati al prodotto).

 

Leggi anche: Natale, il tuo manuale di sopravvivenza

 

Proprio per difendersi dall’eventualità di venire a contatto con questo tipo di giocattoli insidiosi, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ha stilato un decalogo che seguito con meticolosità può permetterci di scegliere i giocattoli sicuri e di regalarli sotto l’albero ai nostri bambini in totale sicurezza.

 

Come riconoscere i giocattoli sicuri

 
1. Marchio CE – Ricordate di controllare che il giocattolo sia contrassegnato dal marchio “CE” che ne garantisce la conformità alle norme di sicurezza dell’Unione europea. 
2. Niente presa elettrica – Non acquistate giochi alimentati direttamente con una presa elettrica: preferite quelli a batteria. Quelli che proprio non possono fare a meno della corrente (trenini, ferri da stiro, forni) devono poter funzionare con un dispositivo salvavita a bassa tensione (massimo 24 volt). In questo caso, oltre al contrassegno “CE”, ci deve essere anche quello “Imq” (che ne certifica la qualità). 
3. Rispettate la fascia d’età dei bambini indicata sulla confezione: per le caratteristiche dei materiali e la dimensione dei componenti rimovibili, un giocattolo sicuro per una fascia d’età, può risultare pericoloso per quelle inferiori. 
4. Occhio ai materiali utilizzati. Per i peluche, per esempio, oltre al marchio CE, verificate che i materiali siano di alta qualità (peli che non si staccano, occhi e naso fissati in modo anti-strappo, cuciture solide, nastri corti ed imbottitura che non si sbriciola) e che non siano infiammabili. 

 

 

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Salmone allo zenzero

Salmone allo zenzero


Calorie: 430
Salmone allo zenzero
  • filetti di salmone, 400 g
  • pomodorini, 250 g
  • aglio, 1 spicchio
  • zenzero
  • olio di oliva extravergine, 1 cucchiaio
  • sale q.b.*le dosi son per 2 persone

    Preparazione
    Dopo aver pulito i filetti di salone metteteli in una pentola con acqua. Aggiungetevi lo spicchio di aglio a fettine sottili, i pomodorini a dadini, lo zenzero grattugiato e il sale.
    Lasciate sobbollire a fiamma bassa per 15 minuti, poi togliete il pesce dall’acqua di cottura, condite con l’olio crudo e servite.
    Buon appetito!

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Influenza, 5 regole per difendersi dal virus sotto le Feste

Come difendersi dai principali fattori di rischio quando sei fuori casa, in casa, nei luoghi pubblici ed a tavola. Attenti ai baci e abbracci.

Non c´è cosa peggiore che rovinarsi il Natale (e mangari anche il resto delle Feste, Capodanno compreso) mettendosi a letto con l’influenza stagionale. In questo periodo, infatti il rischio di venire contagiati cresce notevolmente. I motivi? Almeno cinque:

  • Il gran freddo;
  • stili di vita non proprio impeccabili: stravizi a tavola, ore piccole…
  • Il fatto di soggiornare a lungo in ambienti caldi e umidi, dove gli agenti infettivi prosperano;
  • gli sbalzi di temperatura: dal caldo-umido della casa al freddo polare dell’esterno, l’organismo ha più difficoltà a difendersi dai virus;
  • gli auguri: tra baci e strette di mano, il contatto ravvicinato è sempre più frequente in questo periodo.[correlata1]

Di fronte a tutti questi fattori di rischio influenza, dovrà pur esserci un modo per difendersi. Ce ne sono eccome. E ce li illustra uno dei più noti esperti di virus influenzali in Italia, il virologo Fabrizio Pregliasco dell’Università degli Studi di Milano.

 

 

Sai riconoscere l’influenza? Scoprilo con IL TEST

 

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Salmone affumicato a Natale? Tanti pregi ma anche qualche rischio

Contiene Omega 3 e vitamine. E’ molto digeribile. Quello allevato è sempre di alta qualità. Che aspetti a portarlo in tavola?

Se cercate un pesce per il  pranzo di Natale che oltre ad essere ricco e appetitoso sia anche sano e faccia bene alla salute, il salmone fa al caso vostro,  sia che lo usiate come antipasto  affumicato per finger food,  sia che decidiate di cucinarlo fresco intero o a filetti.

La ragione? Sta tutta nelle sue caratteristiche nutrizionali a anche nella grandissima varietà di modi con cui può essere cucinato per fornire quei grassi buoni ( gli Omega 3) che altri pesci hanno in quantità minori ed anche sostanza e sapore.

Ma c’è anche qualche rischio. Ed allora,  quali sono le sue doti nutrizionali così marcate da essere un toccasana per la salute? Esistono controindicazioni e cautele da seguire nell’acquisto o nel mangiarne? Come riconoscere quello migliore e più fresco nei giorni che precedono  il pranzo di Natale, quando la grande domanda di pesce può non trovare sempre risposta nell’offerta di pesce fresco?

 

 

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Le proprietà nutrizionali

Preparatelo e gustatelo pure come volete: fresco, al naturale, affumicato, marinato, alla brace. La sostanza non cambierà: il salmone resta sempre il re dei pesci. Se è anche norvegese, poi, allora raggiunge il massimo della qualità.
Dal punto di vista nutrizionale, la principale qualità del salmone norvegese è la ricchezza di Omega 3, acidi grassi che svolgono un’azione preventiva nei confronti delle patologie cardiovascolari (ma non solo).

In 100 g, infatti, ce ne sono fino a 4 g. Notevole anche il contenuto di vitamine fondamentali per il nostro organismo: la D (con una porzione di salmone si copre il fabbisogno quotidiano di una persona) e la B3 (utile al sistema nervoso). Inoltre, la sua carne è molto digeribile e non perde le sue caratteristiche con l’affumicatura.

Inoltre , il salmone è un’ottima fonte di proteine, vitamine B e D, magnesio e selenio.Nella sua  variante affumicata, inoltre, contiene DHA (acido docosaesaenoico) ed EPA (acido eicosapentaenoico),  e i famosi acidi grassi omega-3 che la medicina ha accertato prevengono  molte malattie cardiache, la degenerazione maculare e il morbo di Alzheimer.

Il salmone affumicato contiene però un’alta dose di sodio: tre etti, ad esempio, ne contengono 666 milligrammi, più di un terzo del valore giornaliero consigliato (la medesima porzione di salmone fresco e cotto, invece, ne contiene appena 50 milligrammi). Inoltre, generalmente il processo di affumicazione del salmone avviene  ‘a freddo’ . E poichè  sono solo le alte temperature che uccidono i batteri nocivi, come per esempio il Listeria monocytogenes, un batterio che può causare una rara ma grave intossicazione alimentare, i rischi aumentano specialmente per alcune categorie di persone: le donne incinte, gli anziani e le persone con il sistema immunitario indebolito.

 

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Come riconoscere  il Salmone giusto

 

Le tecniche sono differenti fra il salmone d’allevamento e quello selvatico.
Un salmone fresco si riconosce dall’aspetto, oltre che dall’odore. È bene quindi valutare questi punti, prima di acquistarlo. E anche se lo preferite congelato, è necessario seguire qualche semplice accorgimento:

pelle: deve avere una superficie liscia e brillante;
carne: accertatevi che sia soda ed elastica al tatto;
occhi: controllate che siano chiari.
conservazione: se è fresco va conservato tra gli 0 e i 2°; se congelato a -20°;
scongelamento: appena tirato fuori dal congelatore, mettete il salmone congelato in frigorifero (nel ripiano inferiore) e lasciatelo lì finché la carne non comincia a diventare morbida. Perché ciò accada, possono servire anche 2 giorni, a seconda della temperatura dell’ambiente e delle dimensioni del pesce. La temperatura di scongelamento ideale è di 5°.

E quello selvatico?
Il salmone selvatico è un’ottima alternativa a quello di allevamento. Ma seguite questo consiglio: non fidatevi di chi lo vende con un sovrapprezzo minimo rispetto a quello allevato. È molto raro e dovrebbe costare parecchio di più. E comunque, non è detto che sia migliore: se non altro perché più esposto all’inquinamento dei mari.

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