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Il sale? Come scegliere quello giusto e quanto mangiarne

Le nuove indicazioni dell’Oms riducono i limiti massimi di sale. Ma bisogna saper scegliere: sale raffinato, sale iodato, sale marino, iposidico o aromatizzato? Ecco la guida al sale migliore.

Che con il sale non si debba esagerare, perché può aumentare i rischio di sviluppare patologie serie (ipertensione e malattie cardiache su tutte), è o dovrebbe essere già cosa nota.

Ma sulle dosi che ciascuno di noi dovrebbe inserire nella sua alimentazione di tutti i giorni, ci sono sempre molti dubbi. A spazzare via ogni perplessità sopraggiunge adesso l´Organizzazione mondiale della sanità, che fissa – tramite le sue nuove linee guida sul tema – le dosi fondamentali che indicano la strada sull´argomento per ogni adulto sano.

 

 

Leggi anche  : I 10 alimenti più ricchi di sale

 

Il limite si abbassa

L´Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha infatti emanato nuove linee guida che riducono la quantità di sale giornaliera raccomandata nell´alimentazione ed introducono per la prima volta un limite per il potassio. Una persona con alti livelli di sodio e bassi livelli di potassio – spiega l´Oms – corre il rischio di avere la pressione alta con un aumentato pericolo di malattie cardiovascolari e ictus.

“Gli adulti dovrebbero consumare meno di 2.000 mg di sodio (5 grammi di sale)”, afferma l´Oms in una nota. Finora, l´Oms raccomandava il limite di 5 grammi di sale; adesso è meno di 5 grammi per adulto, come ha precisato il portavoce dell´Oms Gregory Hartl. L´Oms raccomanda inoltre che la dose per i bambini sia adattata al peso, all´altezza ed energia consumata, ha precisato.

 

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Avvelenamenti e intossicazioni, 10 regole per tutelare i bambini

Il decalogo degli esperti dell’ospedale Bambino Gesù di Roma contro una delle più frequenti emergenze pediatriche anche in estate

I bambini, si sa, sono capaci di mettere in bocca qualunque cosa. Ecco quindi che il rischio avvelenamenti e intossicazioni, in casa o fuori, in vacanza o in città, è sempre uno dei principali motivi di emergenze pediatriche che obbligano a frenetiche corse verso il pronto soccorso. Mai come in questo settore la prevenzione e la tempestività nell’intervento sono fondamentali.

 

Le cause di avvelenamento e intossicazione
Secondo i dati di uno degli ospedali pediatrici di eccellenza del nostro Paese, il Bambino Gesù di Roma, tra le cause di intossicazione e avvelenamento il 35% dei casi è dovuto a ingestione di farmaci, il 30% a prodotti domestici, il 15% a sostanze caustiche e, per il restante 20%, a ingestione di sigarette, piante, funghi, contatto con pesticidi, morsi di vipere o altri animali potenzialmente pericolosi.
I bambini tra il primo e il quarto anno di vita sono quelli maggiormente soggetti al rischio di intossicazione. Questo perché esplorano il mondo circostante e non sono ancora in grado di riconoscere eventuali pericoli.
Attenzione agli orari: tra le 11 e le 13 e tra le 19 e le 21 sono i momenti della giornata in cui i bambini sono maggiormente soggetti al rischio di un’intossicazione acuta, durante le quali i genitori sono particolarmente presi dalle faccende domestiche o semplicemente stanchi dopo una giornata di lavoro.

 

Leggi anche: Incidenti domestici,  perchè i bambini rischiano specialmente in casa

 

Prevenire avvelenamenti e intossicazioni nei bambini
Ecco il decalogo messo a punto dagli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù:

    1. Non rimuovere mai l´etichetta da contenitori di sostanze o farmaci potenzialmente pericolosi.
    2. Custodire farmaci e prodotti domestici in luoghi inaccessibili al bambino.
    3. Non lasciare incustodite pillole di farmaci in casa.
    4. Non travasare sostanze caustiche in contenitori anonimi.
    5. Non indurre mai il vomito nel bambino che ha ingerito una sostanza.
    6. Quando avviene un contatto con una sostanza pericolosa e il bambino non mostra sintomi, telefonare immediatamente al Centro Antiveleno per chiedere indicazioni.
    7. Nel caso in cui il bambino venga condotto in ospedale, ricordarsi di portare sempre il contenitore della sostanza assunta.
    8. Non far mangiare mai il bambino dopo un’intossicazione.
    9. In caso di probabile ingestione di sostanza caustica, non assaggiare il prodotto.
    10. In caso di sospetta intossicazione da funghi accertarsi sempre se altri componenti della famiglia presentino sintomi.

 

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Sesso, come rialzare il “flop” d’autunno

I 5 consigli degli andrologi per contrastare il calo del desiderio autunnale: tavola, corpo e molte… fantasie

Oltre che sull’umore la luce incide anche sul sesso. In estate, sia lui che lei, mostrano molto più interesse rispetto al resto dell’anno per gli incontri ravvicinati sopra o sotto le lenzuola.

Ad analizzare la colonnina del desiderio è Alessandro Littara, fondatore e responsabile del Centro di medicina sessuale di Milano, che ha messo a punto un calendario del desiderio.

 

Il calendario del desiderio sessuale


In una gara ideale per il periodo dell’anno più “caldo” tra le lenzuola, il primo posto è, senza dubbio, della stagione estiva. A rendere hot l’estate pesa il fatto che si è meno vestiti, ma non c’è solo la molla del contatto fisico, perché molto è mediato anche dallo sguardo.

Il secondo posto spetta alla primavera, il periodo del risveglio dei sensi per antonomasia.

Prepariamoci al peggio perché la stagione meno bollente in assoluto è l’autunno, quando si rientra nella routine quotidiana del dopo-vacanze che soffoca la passione.

La stagione sessualmente meno calda dell’anno non è l’inverno. Anche se è nei mesi più freddi che le giornate sono più corte e lo strato di vestiti è più spesso, “la nostra esperienza – sottolinea l’esperto – ci dice che, statisticamente, è l’autunno la stagione in cui gli istinti sessuali latitano”.

 

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Cervello, se sei ricco ce l’hai scritto in faccia

faccia

Tra  le meraviglie  che giorno dopo giorno la scienza scopre studiando il cervello umano ce n’è una che  piacerebbe molto al fisco:  si tratta della scoperta di quel maledetto neurone che scrive sul volto di ognuno di noi se il suo reddito familiare è alto o basso, se cioè siamo ricchi benestanti,  sulla soglia di povertà.

Di che si tratta?

 

 I muscoli facciali   meglio del portafoglio

Tutto nasce dai 43 muscoli facciali che ognuno di noi modella a seconda del proprio stato d’animo o della propria condizione.  Muscoli che non serve invecchiare perchè parlino di noi, in quanto sono eloquenti anche  da ragazzi.

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Toronto, in Canada, ha avuto l’intuizione di verificare se il reddito delle persone aveva un riflesso nell’espressione del loro volto. Hanno così suddiviso i loro studenti in due gruppi: quelli con un reddito basso,  che in Canada ( beati loro) si attesta sotto i 70 mila dollari l’anno; e quelli a reddito alto, con redditi superiori a 100 mila dollari l’anno. Poi hanno chiesto  ad ognuno di lasciarsi fotografare con l’obbligo di mostrare un’espressione del volto assolutamente inespressiva, pena l’esclusione dall’esperimento. Fatte le foto, un terzo gruppo di studenti  ha avuto l’incarico di osservare le foto e di collocare ogni immagine al di sopra dei 100 mila dollari di reddito l’anno o al di sotto dei 70 mila. E la sorpresa è che nessuno  ha sbagliato:  gli studenti  con la faccia da ricchi sono stati collocati nel posto giusto, così come quelli con la faccia da “poveri”.

 

Leggi anche: Cervello, arriva il neurone che cura la paralisi

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La noia? Contrordine, ecco perchè fa bene al corpo e alla mente

noia

Se cercate il significato della parola noia sulla Treccani troverete le seguenti parole: “Senso di insoddisfazione, di fastidio, di tristezza, che proviene o dalla mancanza o dal disgusto nato dal ripetersi di cose uguali o uniformi … ..”,ovvero una descrizione  in chiave totalmente negativa. Ma è davvero così che va inteso  questo antichissimo stato mentale e personale che noi, uomini e donne, viviamo fin dagli albori dell’umanità?

La psicologia moderna è tornata a chiederselo, come accaduto più volte nei secoli passati ricorrentemente, dando a seconda delle epoche, connotati variabili, dall’estremo negativo (l’ozio è il padre dei vizi), all’estremo positivo (la creatività e l’intelligenza hanno bisogno dell’ozio).

Oggi il pendolo della noia sembra sia arrivato alla massima oscillazione del negativo e forse potrebbe iniziare ad oscillare al contrario, volgendo al positivo. Ne è prova l’interessante escursus di Carlo Bordoni nel dibattito delle idee pubblicato sulla “Lettura” del Corriere della Sera del 2 ottobre 2017.

 

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La noia nella storia

A saperla lunga da questo punto di vista erano gli antichi romani che, non a caso, parlavano di Otium, come assenza di attività fisica ma intensa attività intellettiva e creativa. Il loro era “otium creativo”. Non era affatto il far nulla ma il prendersi cura di sé, delle proprie attività private, della conoscenza, del benessere. Il negotium era invece il lato estroverso di sé, la gestione degli affari pubblici, lo scambio con gli altri. L’otium aveva perfino il suo luogo geografico di elezione: la cittadina di Baia, a nord del Golfo di Napoli, a ridosso di quel Capo Miseno che dava riparo alla flotta imperiale. Era lì che l’imperatore Claudio aveva costruito la sua fastosa villa a terrazze declinante verso il mare, al punto di collocare nell’ultimo terrazzamento, il ninfeo, a pelo d’acqua marina. Ed era lì che Cicerone preparava le sue perorazioni e Catullo ispirava i suoi versi d’amore. Ma era anche lì che tutto era permesso, anche ciò che per gli austeri costumi augustei, la morale pubblica vietava a Roma.

Poi arriva il cristianesimo che invece considera l’ozio, declinato come accidia, addirittura come uno dei sette vizi capitali. Tanto che nel Medio Evo, Dante colloca gli accidiosi nel VII girone dell’Inferno in quando peccatori per una vita terrena vissuta nella debolezza morale. Per la religione è addirittura un peccato mortale perchè rompe i legami sociali, causa l’inazione, la perdita della speranza e della fede. Il Rinascimento inizia ad addolcire il giudizio morale sull’accidia chiamandola melancholia e nell’Ottocento cominciano ad apparire i primi segni di positività, di ritorno all’antico significato di otium latino, il contrario di ne-gotium, ovvero produttività.

 

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Zuppa di funghi con pecorino

Zuppa di funghi con pecorino


Calorie: 163
zuppa funghi

funghi freschi 800
cipolla
aglio
prezzemolo
conserva di pomodoro
pecorino grattugiato
fette di pane tostato
olio d’oliva
sale
pepe

Calorie a porzione: 163 – Le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Mettete a soffriggere in un filo d’olio, aglio e cipolla tritati; unite un cucchiaio di conserva, i funghi puliti e tagliati a lamelle, un litro d’acqua, sale, pepe. Fate sobbollire la zuppa per 10 minuti, poi insaporitela con pecorino grattugiato e prezzemolo tritato. Servitela con fette di pane casereccio tostate.

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Asparagi alla senape

Ricette dietetiche: come preparare un contorno light a base di asparagi con la senape, dagli ingredienti alla preparazione fino alla cottura.


Calorie: 173
Asparagi alla senape
  • asparagi 250 g
  • senape
  • prezzemolo
  • olio 5 g
  • sale q.b.

Preparazione
Pulite gli asparagi eliminando con il coltello la parte bianca finale e raschiate un poco i gambi. Si consiglia di legarli con filo da cucina e poi porli in una pentola alta e stretta con le punte rivolte verso l´alto.
Riempite la pentola con acqua alla quale avrete aggiunto un po´ di sale e nella quale verserete gli asparagi, lasciando fuori le punte che in questo modo cuoceranno a vapore.
Terminata la cottura scolateli e disponeteli su di un piatto.
Preparare una salsa mescolando l´olio con una punta di senape e un pizzico di sale. Girate per qualche minuto per amalgamare il tutto e, infine, aggiungete il prezzemolo tritato. Versate questo intingolo sugli asparagi e lasciate insaporire un po´ prima di portare in tavola. Buon appetito!

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Crema con limone caramellato


Calorie: 150
Crema con limone caramellato

limoni, 4
zucchero, 150 g + 130 g
maizena, 3 cucchiai
acqua fredda, 4 cucchiai
acqua 2 dl
latte 6 dl

Calorie a porzione: 150 – Le dosi sono per 8 persone

Preparazione
Tagliate 2 limoni a fettine, dopo averli lavati. Versate in una pentola insieme a 2 dl di acqua e 150 g di zucchero e fate sciogliere, mescolando continuamente. Abbassate la fiamma e unite le fettine di limone in modo da farle caramellare per circa 15 minuti e lasciate raffreddare nel loro sciroppo. Prelevate la scorza dai limoni rimasti e spremeteli.
Mettete la scorza in una casseruola con 6 dl di latte e 130 g di zucchero, portate a bollore, unite 3 cucchiai di maizena sciolta in 4 cucchiai di acqua fredda, mescolate e proseguite la cottura fino a ottenere una crema densa.
Fatela intiepidire e unite il succo di limone. Filtrate la crema con un colino, versatela in uno stampo e trasferitelo in frigorifero per almeno 6 ore. Sformate il dolce e guanitelo con i limoni caramellati.

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Scaloppine al latte


Calorie: 160
Scaloppine al latte
  • fettine di vitello, 500 g
  • farina, 2 cucchiai
  • latte, 1 bicchiere
  • yogurt magro, 3 cucchiai
  • salvia, 1 rametto
  • sale, q.b.
  • pepe, q.b.

Calorie a porzione: 160 – le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Togliete i nervetti e i filamenti alle fettine. Battetele per renderle sottili e incidetele lungo i bordi per evitare che si arriccino.

Salate e pepate le fettine da entrambi i lati e infarinatele leggermente ponendo su ciascuna una foglia di salvia fermata con uno stuzzicadenti.
Sistemate le scaloppine in una padella larga, bagnatele con il latte e cuocetele per 8 minuti coperte. Trasferite le scaloppine in un piatto e fate addensare il fondo di cottura con lo yogurt per 1 minuto. Versate la salsa sulle scaloppine e servite.
Buon appetito!

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Funghi, 6 consigli per acquistarli in sicurezza

Funghi? A meno che non siate micologi professionisti, è molto probabile che li acquisterete direttamente al mercato o al supermercato. Ma ci si può veramente fidare di porcini, finferli, chiodini, spugnola e piopparelli senza inconvenienti più o meno spiacevoli, che vanno dal banale mal di pancia alla più seria intossicazione, fino, in casi estremi, all’avvelenamento vero e proprio?
Se volete andare davvero sul sicuro, ecco una serie di piccole regole da tenere bene a mente al momento dell’acquisto.

  1. attenzione al profumo; i più freschi hanno un aroma intenso e appaiono anche più sodi;
  2. non acquistate i funghi dai venditori ambulanti. Acquistateli solo nei banchi al mercato che espongono la certificazione dell’ufficio di igiene degli alimenti e della nutrizione delle Asl;
  3. leggete l’etichetta. Verificate che l’etichetta riporti il nome della specie, il prezzo al chilo e il tagliando di ispezione rilasciato dalle Asl;
  4. mangiateli prima possibile. Dopo averli acquistati mangiate i funghi prima possibile, perché una cattiva conservazione può produrre muffe o fermentazioni che possono causare intossicazioni o disturbi alimentari;
  5. non tutti possono mangiare i funghi: anziani e bambini, ma anche donne in gravidanza e persone che soffrono di disturbi della digestione dovrebbero astenersi dal consumare funghi;
  6. no alla raccolta fai-da-te. Se proprio non resistete dal raccoglierli, verificatene la commestibilità sottoponendoli al giudizio di un centro micologico ufficiale.

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