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Cellulare: quanto puoi telefonare senza rischiare il tumore

E’ ufficiale: l’uso eccessivo e scorretto del telefono cellulare provoca il tumore. Come capire quando lo usiamo troppo e rischiamo la salute.

cellulare

Se usate il telefono cellulare per tre ore al giorno da almeno un anno e mezzo, siete esposti al rischio di contrarre un neurinoma, cioè un tumore benigno al nervo acustico che potrebbe rendervi sordi.

Finora erano molte le informazioni, tutte controverse e non ufficiali, che insinuavano il ubbio che l’uso eccessivo dei telefonini potesse provocare tumori, ma mancavano certezze e soprattutto la sanzione ufficiale emessa da un’istituzione poubblica.
Questa certezza, almeno fino a prova contraria, è arrivata il 30 settembre 2017 dalla sentenza emessa dal Tribunale di Ivrea che, per la prima volta, ammette un nesso tra l’esposizione del corpo umano alle emissioni di onde elettromagnetiche prodotte da smartphone o telefoni cellulari ed il tumore al nervo acustico.

 

 

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Che cos’è il neurinoma dell’acustico?

 

Il neurinoma del nervo acustico è un tumore benigno che interessa l’ottavo nervo cranico. L’ottavo nervo cranico è formato da due rami: il ramo cocleare – fondamentale per l’udito – e il ramo vestibolare – fondamentale per il mantenimento dell’equilibrio. I sintomi che questo tumore benigno comporta dipendono dalla grandezza del tumore e dall’eventuale interessamento delle strutture nervose circostanti. Questo tumore benigno può crescere fino a dimensioni considerevoli e arrivare a interessare i nervi cranici vicini o il tronco cerebrale.

 

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Come si è arrivati alla sentenza
Alla sentenza si è arrivati per iniziativa del signor Roberto Romeo, dipendente di una grande azienda italiana di 57 anni che ha denunciato il suo datore di lavoro per un uso eccessivo del telefono cellulare al quale era obbligato per motivi di lavoro.

“Ero obbligato ad utilizzare sempre il cellulare per parlare con i collaboratori e per organizzare il lavoro – racconta l’uomo -. Per 15 anni ho fatto innumerevoli telefonate anche di venti e trenta minuti, a casa, in macchina. Poi ho iniziato ad avere la continua sensazione di orecchie tappate, di disturbi all’udito. E nel 2010 mi è stato diagnosticato il tumore. Ora non sento più nulla dall’orecchio destro perché mi è stato asportato il nervo acustico”.

Il Tribunale di Ivrea , al quale l’uomo si era rivolto, dopo una istrutoria che ha impegnato anche indagini scientifiche, ha così condannato l’Inail , ente assicuratore dell’azienda denunciata, a corrispondere una rendita vitalizia da malattia professionale al dipendente dell’azienda cui è stato diagnosticato il tumore dopo che per 15 anni ha usato il cellulare per più di tre ore al giorno senza protezioni.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Ivrea, Luca Fadda, ha infatti riconisciuto che il tumore, benigno ma invalidante, contratto dall’uomo è stato causato dall’uso scorretto del cellulare.

 

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I 3 segnali per riconoscere l’ invidioso che si nasconde

L’invidia è uno dei 7 visi capitali. Ecco i 3 inequivocabili segnali che aiutano a riconoscere l’invidioso e qualche consiglio per contrastarlo.

È uno dei vizi capitali. Non il più odioso forse – anche se dipende dai punti di vista – ma di sicuro uno dei più insopportabili, quando ci si trova dalla parte di chi lo subisce. L’invidia è dura a morire, molto più diffusa di quanto si dica e si pensi (alzi la mano chi non ne ha provata almeno un po’, almeno una volta nella vita), dannosa per chi la prova, l’invidioso, e per chi la suscita, l’invidiato.

 

I segnali dell’invidia
Ma non sempre è facile capire se qualcuno ci invidia, se siamo al centro del livore di un collega di lavoro o magari di un amico. Per questo possono essere utili alcuni segnali che il viso di un invidioso, inconsapevolmente, trasmette all’invidiato.
Cerchiamo di approfondirli insieme, con un presupposto: il linguaggio del corpo difficilmente sbaglia; ma è altrettanto vero che non si tratta di regole scientifiche, valide per tutti. Prendetele piuttosto come punti di riferimento che possono risultare molto utili per capire meglio se qualcuno a noi vicino ci invidia.

 

 

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1) L’invidioso non ti guarda negli occhi – Molto difficilmente un invidioso ha la forza di sostenere il vostro sguardo, se prova livore verso di voi. In fin dei conti, basta prendere l’etimologia del termine “invidia”: è una parola di origine latina, da “invidere”, che vuol dire guardare di traverso, in modo non solare e diretto, ma infido.

 

2) L’invidioso evita ogni contatto fisico – L’invidioso doc non stringe mai la mano volentieri, tende a evitare il bacio e a limitarsi ad appoggiare la guancia a quella altrui. Ha insomma quello che gli psichiatri definiscono “atteggiamento evitante”, specie quando il suo sentimento di invidia raggiunge il massimo: cioè al momento in cui si ritrova a contatto con l’oggetto del suo livore.

 

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La sveltina? Ecco perchè fa bene al sesso

Meglio una maratona del sesso o una prestazione mordi e fuggi come la sveltina, simbolo fino ad oggi di una prestazione modesta? Ecco le risposte che aspetti da tempo.

sveltina

Meglio una maratona del sesso o una prestazione mordi e fuggi come la sveltina, simbolo fino ad oggi di una prestazione modesta?
La velocità dell’amplesso, che secondo la cultura popolare, è visto come un limite, al contrario è il vero punto di forza di questa pratica sessuale. Il motivo? Questo modo furtivo e più animalesco nel fare l’amore aumenta il grado di eccitazione di entrambi i partner.

 

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La ricerca: il sesso deve durare tra i 3 e i 13 minuti

Certo la qualità di un rapporto sessuale non si misura con il cronometro perchè spesso, soprattutto alla donna, piace preparare l’amplesso con momenti preliminari fatti di parole, carezze, baci che svolgono un a funzione importante per l’eccitazione di lui e lei.
Tuttavia il sondaggio condotto dalla Society for Sex Therapy and Research, ha dato un risultato del tutto sorprendente: perché sia davvero soddisfacente, un incontro sessuale deve durare tra i 3 e i 13 minuti, non di più. Insomma una notte intera d’amore a poco servirebbe per sentirsi soddisfatti, a meno che non si sia cultori di quella pratica detta sesso tantrico che invece consente di prolungare  anche per ore un rapporto sessuale senza che si abbassi la soglia del’eccitazione.
La ricerca si è basata sulle abitudini e la soddisfazione sessuale dei pazienti di 50 sessuologi e medici di famiglia statunitensi e canadesi. In particolare è stato chiesto agli intervistati quale durata di rapporto sessuale. I risultati? Troppo breve 1-2 minuti, adeguata 3-7 minuti, desiderabile 7-13 minuti, troppo lunga 10-30 minuti.

 

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Come reagisce lei, come reagisce lui

Non sempre una sveltina porta la donna al raggiungimento del piacere, ma per la donna il sentirsi appagata sessualmente esula a volte, dal raggiungimento dell’orgasmo, mentre a giocare un ruolo chiave in questo caso è la componente emozionale e psicologica.

Per lui, invece, è la situazione ideale in cui può lasciarsi andare senza dover controllare l’eccitazione, l’erezione e senza doversi dedicare ai preliminari.
Per concludere, il sesso rapido è gratificante se non scade nella routine perché potrebbe perdere della sua carica sensuale.

 

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La dieta-lampo per tornare in forma dopo Pasqua

La dieta-lampo per tornare in forma dopo Pasqua : come arrivare preparati al primo appuntamento a rischio linea della primavera.

dieta lampo

Neanche abbiamo fatto in tempo a uscire indenni (o quasi) dalle insidie delle feste di Natale, che ecco subito un altro appuntamento in grado di mettere a rischio la linea: la Pasqua.

Meglio pensarci fin da ora per evitare, passati i due giorni di festività, di dover ricorrere a sedute extra di palestra e a digiuni tutt´altro che salutari.

Cosa fare allora? Nulla di trascendentale: bastano piccoli cambiamenti alle nostre abitudini.

 

 

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Quali piccole abitudini cambiare

 

Partiamo dagli alimenti da eliminare dalla tavola. Alcuni sono noti, altri insospettabili. Se in vista della prossima bella stagione, invece, il vostro problema è la cellulite, non ci sono trattamenti cosmetici ed estetici che tengano se non si adotta un regime alimentare più che corretto.

 

Via dalla tavola gli alimenti “scassa-linea”
Sembrano salutari, invece sono ricchi di grassi e calorie. Ecco l´elenco degli insospettabili cibi capaci di far saltare qualunque dieta

1) Le zuppe cremose: le calorie di questo tipo di piatto potrebbero essere molte di più di quanto pensiate, se tra gli ingredienti ci sono il latte o la panna al posto del brodo.

2) I biscotti senza zucchero: a torto si pensa che un alimento privo di zuccheri non apporti calorie e per questo sia lecito consumarne in quantità. Errore: controllate l’etichetta, potreste scoprire che prodotti “senza grassi” e “senza zucchero” contengono le stesse calorie di quelli tradizionali.

 

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3) Il caffè è di per sé una bevanda priva di calorie. Ma siccome a noi italiani piace spesso gustarlo con il latte (per non parlare dello zucchero), il rischio è che si trasformi in una piccola bomba calorica.

4) Le barrette: non fatevi ingannare dai messaggi stampati sulla confezione: “sano”, per esempio, non significa dietetico. Date un’occhiata agli ingredienti, scoprirete che ogni singola barretta contiene un’alta percentuale di zuccheri.

5) Frutta secca e muesli a colazione: uvetta, mele e albicocche essiccate non contengono acqua e, di conseguenza, hanno un’alta percentuale di zuccheri. Regolatevi così: una manciatina, non di più. Stesso discorso per il muesli: ricco di fibre benefiche, ma anche di grassi…

6) Le bevande: l’unica bevanda del tutto priva di calorie è l’acqua. Un succo di frutta (non una spremuta) e una bibita tipo cola contengono invece ben 400 calorie.

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Qualche dritta anticellulite?  ( continua)

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Trattamenti estetici? L’ora migliore per renderli più efficaci

E’ preferibile fare la sera anche quelli irritanti che possono arrossare la pelle, come l’acido glicolico

trattamenti estetici uomo

Esiste un’ora ideale per i trattamenti estetici?

Che si tratti di qualche punturina  scaccia-rughe o un massaggio contro la cellulite,  a fine giornata, è inevitabile sentirsi stanchi. Ed è perfettamente comprensibile che l’ultima cosa che si abbia voglia di fare sia pensare alle creme per il viso o per il corpo.

Eppure da oggi dobbiamo sapere che comportarci così, lasciarsi sopraffare dalla pigrizia e rinunciare ai trattamenti di bellezza, è un errore. Già, perché al contrario di quanto accade durante il giorno, dopo il tramonto (tra la sera e la notte fonda) la pelle è assai più ricettiva. E rende più efficaci i cosmetici.

 

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Più ossigeno ai tessuti durante il sonno
Le ragioni alla base di questa particolare condizione della cute sono almeno due. Primo, smette di essere esposta agli agenti atmosferici (sole, freddo, smog) ed è più rilassata perché siamo lontani dalle ansie e dallo stress del lavoro. Secondo, la fase che anticipa il sonno coincide con un momento cruciale per il nostro corpo: durante il riposo, il sangue affluisce meglio ai tessuti, rifornendoli di ossigeno e consentendo alla pelle di liberarsi dalle sostanze di scarto, riparare le cellule danneggiate e fabbricarne di nuove. Insomma, si creano le condizioni ideali per far arrivare a fondo i principi attivi dei cosmetici.

 

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Maschere, impacchi e…
Pensare che questo discorso sia circoscritto esclusivamente al pubblico femminile, è un errore. Come dimostrano le statistiche sul mercato della cosmetica, l’interesse degli uomini cresce di anno in anno. E il giro di affari collegato ai prodotti di bellezza declinati al maschile è ormai di tutto rispetto.
Detto questo, vale la pena di capire quali sono in concreto i trattamenti da fare dopo il tramonto. Anzitutto quelli che hanno bisogno di più tempo per agire e maggiori attenzioni: impacchi e tinture per capelli, maschere per il viso e fanghi anticellulite. Ma anche quelli rilassanti, perfetti per conciliare il sonno: bagni con oli essenziali, pediluvi seguiti da un automassaggio alla pianta dei piedi. Il favore delle tenebre è alleato anche di quei trattamenti un po’ irritanti, che arrossano la pelle: depilazione delle gambe, sfoltimento delle sopracciglia e pulizia del viso (ma anche le creme al retinolo, all’acido glicolico e salicilico), tutte operazioni dopo le quali un pò di riposo non può che giovare alla cute.

 

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Balbuzie, cosa fare e cosa evitare

La balbuzie è un motivo di discriminazione, ironie, ansia e stress. Ma è soprattutto una patologia che può essere affrontata,Come affrontare il problema senza traumi per i piccoli balbuzienti.

balbuzie

La balbuzie è un motivo di discriminazione, ironie fuori luogo, ansia e stress. Ma è soprattutto una patologia che può essere affrontata, circoscritta in modo da non farle provocare danni eccessivi in chi ne soffre. Un problema che colpisce un milione di italiani, 250 mila dei quali bambini, un numero che dà l´idea di quanto sia sbagliato sottovalutarlo.

 

 

Tra i 2 e i 5 anni
La ripetizione di sillabe o parole intere, il prolungamento di alcuni suoni, le pause. E, in alcuni casi, veri e propri spasmi prima di parlare, sintomo di uno sforzo comunicativo visibile attraverso la tensione dei muscoli. È in questi modi, a volte combinati tra loro, che si esprime la balbuzie.
Il problema si presenta in genere in un´età compresa tra i 2 e i 5 anni, anche se nella maggior parte delle famiglie il problema non viene identificato prima dell´età scolare, come spiega la dottoressa Donatella Tomaiuoli, direttrice del Centro di ricerca e cura balbuzie e docente del corso di laurea in Logopedia dell´Università “La Sapienza” di Roma.

 

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Consigli per genitori
La preoccupazione a quel punto può essere tanta, soprattutto se il piccolo, a scuola come a casa, tende a chiudersi in se stesso o a far parlare mamma e papà al suo posto per non essere preso in giro: ecco quindi che bisogna il più possibile relativizzare il problema (pur senza sottovalutarlo) e non far sentire il bambino un “osservato speciale”. “Evitiamo di terminare le frasi al suo posto e cerchiamo di non attirare l´attenzione sul suo modo di parlare non efficace”, spiega la dottoressa Tomaiuoli, “quando parla concentriamoci più su quello che dice che su come lo dice”.
È utile poi, in un approccio ormai multidisciplinare alla balbuzie, rivolgersi a un logopedista, che aiuterà il piccolo a parlare meglio, e magari anche a uno psicologo o a uno psicoterapeuta che si occuperanno invece delle problematiche legate all´emotività.

 

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Lo sforzo è importante
Fondamentale, in ogni caso, è aiutare il bambino ad uscire da quella che Giovanni Muscarà, fondatore dell´International Stuttering Centre con sedi a Roma e Londra ed ex balbuziente, definisce “zona di comfort”: “Bisogna fargli fare proprio ciò che gli viene più difficile, come rivolgersi agli altri per chiedere informazioni o andare al mercato “.
In alcuni centri, come quello di ricerca e cura balbuzie a Roma, si fa “allenamento” a parlare in pubblico, si impara il doppiaggio e si fa teatro.

 

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Consigli per gli insegnanti
Infine, per i piccoli balbuzienti c´è il mondo della scuola da affrontare, il rientro tra i banchi in particolare può essere un momento molto traumatico che gli adulti in primo luogo devono imparare a gestire.
Per questo il centro ha realizzato un decalogo dedicato anche agli insegnanti: tra le regole quella di aspettarsi dallo studente balbuziente lo stesso rendimento degli altri e non dirgli mai “stai calmo” o “rallenta”, educare tutta la classe all´ascolto e dare l´esempio nella comunicazione.
Spesso un insegnante che parla velocemente fa pensare al bambino di avere fretta, per cui durante un dialogo o un´interrogazione egli cercherà andare più veloce che può. Con gli studenti che balbettano è necessario invece parlare con calma, facendo buon uso delle pause.

 

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Gelatina di fragole con gelato

Gelatina di fragole con gelato


Calorie: 229
Gelatina di fragole con gelato
  • fragole 350 g
  • zucchero 100 g
  • gelatina in fogli 20 g
  • gelato fior di latte

*le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Mettete a bollire 200 g di acqua con lo zucchero e 100 g di fragole a pezzi. Spegnete dopo 2 minuti circa e stemperate nel composto la gelatina in fogli, precedentemente ammorbidita in acqua fredda; frullate, quindi passate il tutto al setaccio e, dopo che il composto si sarà freddato, mettete in frigorifero a rapprendersi.

Tagliate a fette il resto delle fragole poi distribuitele nelle coppette o bicchieri; aggiungetevi la gelatina tritata a coltello, infine completate con una pallina di gelato fior di latte per ciascun commensale. Servite subito, decorando a piacere con mezze fragole.
Buon appetito!

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Insonnia: perchè la sindrome di primavera preferisce le donne

Insonnia, perchè la sindrome di primavera preferisce le donne: stanchezza cronica, indolenza tipiche di questa stagione e anche qualcosa in più.

insonnia

Primavera tutt´altro che piacevole per molte donne, di giorno e ancor più di notte. Con la nuova stagione, infatti, arriva anche l´insonnia, un disturbo soprattutto “in rosa”, così come altri sgradevoli sintomi tipici di questo periodo dell´anno: stanchezza, gonfiori, ansia, nervosismo e irritabilità. A spiegarlo è Ornella Cappelli, past president dell´Associazione italiana donne medico (Aidm) sottolineando che la maggiore vulnerabilità femminile è legata, soprattutto, alla ciclicità ormonale.

 

 

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Donne meteoropatiche
Non a caso i momenti in cui si presentano più facilmente problemi di sonno sono: il ciclo mestruale, la gravidanza e la menopausa. “Quasi tutte le donne sono meteoropatiche – dice l´esperta – ed è questo fattore a favorire l´insonnia”. I cambiamenti climatici, di luce, di temperatura costringono l´organismo a riadattarsi. E così in questi giorni molte donne – difficile stabilire la percentuale, ma dopo i 50 anni sono il doppio degli uomini – si ritrovano a rigirarsi nel letto per tutta la notte, smentendo completamente il rassicurante motto “aprile dolce dormire”.

 

 

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I disturbi più tipici
E per le signore non è finita. La dolce stagione porta con sè una serie di disturbi caratteristici: “la temperatura esterna si alza, la pressione si abbassa e siamo a terra, spossate e affaticate”. E non basta. “Impreparate ai primi caldi, ancora con gli stivali ai piedi e il cappotto sulle spalle – continua il medico – ci sentiamo pesanti e con le gambe gonfie. E poi c´è il vento, fattore scatenante del mal di testa”.

 

Quali rimedi
I rimedi possono essere diversi e il medico di fiducia può adattarli al meglio a ciascuna paziente. Ma, in generale, “serve accompagnare l´organismo ad adattarsi con dolcezza al clima”. Meglio , quindi, evitare gli stivali nelle giornate più calde. Vestirsi sempre a cipolla per regolare la temperatura del corpo nelle diverse ore della giornata.
“Per il sonno invece – conclude l´esperta – bisogna imporsi una maggiore regolarità. Almeno in questo periodo è di grande aiuto mangiare sempre agli stessi orari, evitare gli eccessi calorici, e dormire ad un´ora stabilita”, conclude l´esperta. Una ricetta tanto semplice quanto difficile da applicare per la maggioranza delle donne.

 

 

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Melanzane in insalata

Melanzane in insalata


Calorie: 90
Melanzane in insalata
  • melanzane 200 g circa
  • olio extravergine di oliva 10 g
  • aceto di mele q.b.
  • basilico un ciuffo
  • sale q.b.
  • peperoncino q.b.

Preparazione
Mettete a bollire sul fuoco una pentola con acqua e dopo aver tagliato la melanzana versala nell´acqua bollente per circa dieci minuti.
Scolala e lasciala raffreddare. Condite con basilico, sale, olio, un cucchiaio di aceto di mele e un po´ di peperoncino.
Buon appetito!

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Insalata di radicchio e salmone alla piastra

Insalata di radicchio e salmone


Calorie: 256
Insalata di radicchio e salmone alla piastra
    • radicchio rosso e verde 100
    • salmone fresco 70 g
    • uovo, 1
    • peperone giallo 30 g
    • olio extravergine di oliva, 2 cucchiaini
    • sale

 

 

*le dosi sono per 1 persona

 

Preparazione

Lavate le due qualità di radicchio. Lessate l’uovo e, dopo averlo raffreddato, tritate finemente 20 g di albumi. Tagliate a striscioline la falda di peperone.

 

Riducete il salmone a dadi e mettetelo a cuocere sulla piastra senza condimento. Mescolate l´insalata con il salmone condite con l´olio, aggiungete un pizzico di sale e completate il tutto con l´albume tritato.
Buon appetito!

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