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Mosche innocue? Macchè! Ogni giorno rischiamo 100 malattie

mosca sul cibo

Le mosche sono insieme alle zanzare fra gli insetti più fastidiosi ed anche pericolosi per l’uomo, ma siamo portati in genere a considerarle familiari, meno pericolose dell’insetto la zanzara, che punge e talvolta arriva fino a provocare la malaria.

Ed invece no, niente indulgenza, perchè la mosca può essere portatrice addirittura di un centinaio di malattie tra umane ed animali, di cui almeno 6 patologie gravi e può essere veicoli di almeno 5 parassiti terrificanti per l’uomo, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme mondiale svelando che ogni anno muoiono a causa delle punture da insetto 700 mila persone.

Un utilissimo opuscoletto stampato dalla Regione Veneto insieme all’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie ha perso di petto il problema dando risposta alla domanda che tutti noi da sempre ci facciamo senza attendere troppo le risposte: “Mosche: solo fastidio o anche rischio per la salute?” E le risposte sono tutt’altro che rassicuranti.

 

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Mosche e salute

 

Sicuramente le mosche sono fastidiose ma possono anche rappresentare un rischio sanitario per la popolazione in quanto possono veicolare diversi agenti d’infezione -viene detto nell’opuscolo. La loro presenza è spesso indice di una scorretta gestione dei rifiuti urbani ma, anche, di poca conoscenza delle cause che possono favorirne la proliferazione nelle nostre case.

Possono anche causare perdite economiche per gli allevatori. Se presenti in grandi quantità, ciò significa che quasi sicuramente la gestione degli allevamenti non è delle migliori. La gestione del problema deve avvenire principalmente presso le aziende zootecniche, ma anche il comportamento di ciascun cittadino può contribuire alla riduzione della presenza di mosche.

 

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L’ossessione della bilancia: il 10% degli italiani “ciccioni immaginari”

bilancia ossessione

Tra le tante  fissazioni degli italiani  ce n’è una che è all’origine di tanti guai ed è l’ossessione della bilancia; ovvero  ci sentiamo più grassi di quanto sia vero nella realtà, come dire che la percezione del nostro peso è sovradimensionata e, in un caso su due, ci convince a seguire una dieta, che poi è rigorosamente  fai-da-te, invece che consigliata da un medico.

Dopo la temperatura percepita, la paura percepita,  l’inflazione percepita ora siamo anche al sovrappeso percepito, il chè, trattandosi di qualcosa che ha a che fare con l’immagine di sè, ha  ragioni di fondo non meno rilevanti dell sovrappeso reale o addirittura dell’obesità.

A gettare questo fascio di luce nuova sulla galassia del peso del corpo, delle diete, della forma fisica legata all’alimentazione è la Fondazione Istituto  Danone che ha commissionato un’indagine su 2000 soggetti adulti spalmati su 700 comuni di tutta Italia, dalla quale è emerso lo scostamento tra percezione e realtà quando, al mattino,  saliamo sulla bilancia. I ricercatori della Fondazione Danone hanno messo a confronto i dati Istat che fotografano la realtà,  secondo i quali il 45% degli italiani è in sovrappeso o obesa, con  le risposte fornite dal campione analizzato dalla ricerca che si dichiara  in sovrappeso  o obeso; ebbene è emerso  che  il 55% degli intervistati si sente in sovrappeso o obeso contro il 45% della realtà; ovvero c’è un 10% di “grassi immaginari” che potremmo definire il  numero di italiani ossessionati dalla bilancia; italiani che poi, 1 su 4, si pesano una volta a settimana e se decidono di seguire una dieta, anzichè rivolgersi all’esperto, seguono il “fai-da-te”.

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L’universo  del sovrappeso

 

Per   tanti italiani ossessionati dalla bilancia, ce ne sono altri che al contrario sono obesi  e se ne infischiano, oppure  fanno poco o nulla per curarsi. Il sovrappeso e l’obesità  costituiscono  infatti un problema anche in Italia. L’OMS segnala che l’aumento di peso è una tendenza crescente nel mondo , ed è raddoppiato dal 1980.

E’ da questa realtà che nasce  l’idea della Fondazione Danone di  pubblicare un lavoro scientifico sull’obesità dal titolo ” Sovrappeso e obesità: nuovi scenari dell’epidemiologia dell’obesità nell’ultimo ventennio”, presentato il 10 ottobre 2017  in un convegno svoltosi nella biblioteca della Camera dei Deputati.

Partendo dall’ osservazione che l’obesità è ormai riconosciuta come uno dei 10 maggiori fattori di rischio per la salute, e che muoiono ogni anno per le  sue complicanze 57 mila persone, lo studio consolida un nuovo metodo per capire se siamo o no in una situazione di rischio conseguente al nostro peso.

 

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Sesso, ecco chi vince fra coppie moderne e coppie all’antica

Se i ruoli in famiglia sono più tradizionali, aumentano le prestazioni sotto le lenzuola

Fanno più sesso le coppie  tradizionali, dove a lavorare è solo lui  e lei si occupa della casa e dei figli? Oppure le coppie moderne, dove a badare alla casa e ai figli pensano in due, e lui sbriga le faccende di casa e cambia il pannolino dei figli  in misura completamente intercambiabile con lei? In una parola, fanno più sesso le coppie all’antica o le coppie moderne?

I ricercatori dell’ University of Washington hanno dedicato approfonditi studi in materia i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica “American Sociological Review”. Ed è emersa una realtà che potrebbe dispiacere ai cosiddetti”modernisti”, perchè chi considera i ruoli tradizionali e all´antica un cliché superato e perdente ha sbagliato tutto, almeno in fatto di sesso: sono infatti proprio  le coppie all’antica ad avere il primato delle prestazioni sessuali, rispetto ai partner più moderni, che lavorano entrambi e sono sempre molto impegnati.

 

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Il parere di 4500 coppie
Da studi precedenti risultava che alcuni mariti facessero più sesso quanto più si dedicavano alle faccende domestiche. E secondo gli scienziati ciò poteva significare che gli uomini usavano il sesso come “merce di scambio” per occuparsi di queste mansioni.

Secondo il nuovo studio, invece, il sesso è l´esatto opposto, qualcosa legato ai ruoli che i partner si sono dati all´interno della coppia. Le coppie che seguono ruoli di genere tradizionale, con le mogli che fanno le pulizie, si dedicano alla cucina e allo shopping, mentre gli uomini che curano il giardino, pagano le bollette e sistemano l´auto, hanno riferito una maggiore frequenza di rapporti sessuali.

La ricerca ha coinvolto 4500 coppie eterosessuali con età media del marito di 45 anni e della moglie di 44. Nelle coppie in cui c´erano ruoli non tradizionali, c´erano rapporti sessuali circa cinque volte al mese. In quelle in cui i ruoli erano di impostazione più classica, i rapporti sessuali avevano una frequenza mensile 1,6 volte superiore.

 

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Il rapporto tra ruolo familiare e sesso

“In particolare, sembra che le identità di genere di mariti e mogli si esprima attraverso le cose che fanno in casa e questo potrebbe anche contribuire a strutturare il comportamento sessuale”, ha spiegato Julie Brines, autrice dello studio.

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Adolescenza, se il ragazzo è aggressivo ecco il metodo per calmarlo (gratis)

Anche il solo jogging basta a ridurre stress, depressione e obesità

Fare sport aiuta a tenere sotto controllo l’esuberanza dell’adolescenza. Un po’ perché gli adolescenti si sfogano e si stancano, un po’ perché li mantiene concentrati su un obiettivo (l’allenamento, la gara, la squadra…), fatto sta che i teenagers che praticano esercizio fisico hanno minori probabilità di essere violente.

È il risultato di una ricerca che è stata condotta dagli esperti della Columbia University (negli Stati Uniti) e presentata durante il meeting annuale delle Pediatric Academic Societies. Il lavoro scientifico ha dimostrato che attività fisica come correre o praticare uno sport sono in grado di diminuire notevolmente il rischio di aggressività e di provare stress o depressione per le adolescenti. Oltre, naturalmente, a ridurre il rischio obesità.

Depressione ed obesità sono infatti due rischi ai quali possono andare incontro i ragazzi nell’età adolescenziale anche  i ragazzi del tutto sani e senza problematiche particolari. la depressione e l’obesità sono infatti due stati oltre che molto correlati fra loro:  il mangiare  esageratamente e   male, come valvola di sfogo di un disagio psicologico, e la depressione come stato   di incertezza e di transizione tra l’età  infantile e quella adulta propria dell’adolescenza.

 

 

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Le ragazze reagiscono meglio e prima
Gli scienziati statunitensi hanno analizzato, per la loro ricerca, un campione composto da 1312 studenti di scuola superiore: il 75% dei ragazzi era latino-americano, il 10% era nero, mentre il 56% degli intervistati era costituito da ragazze.

L’aspetto più importante dei risultati ha riguardato le ragazze e gli effetti progressivamente positivi che hanno  il jogging  sporadico, quello abbastanza continuativo  e la pratica sportiva  sistematica.

 

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E’ stato dimostrato, infatti, che le ragazze che facevano esercizio fisico per più di 10 giorni in un mese avevano minori probabilità di far parte di una gang, quelle che correvano per più di 20 minuti alla volta avevano minori probabilità di avere un’arma e quelle che avevano praticato uno sport nell’anno precedente avevano minori probabilità di avere un arma, di essere state coinvolte in una rissa oppure di appartenere a una gang.

Tutte deviazioni più  riscontrabili nel contesto statunitense che europeo o italiano, ma comunque eloquenti per dimostrare una maggior resistenza agli impulsi negativi per gli adolescenti quando fanno sport” e la loro predisposizione alla violenza quando non lo fanno.

 

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GIOCARE A CALCIO IN UN'ABBAZIA DI BENEDETTINI

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Fare i genitori: 8 domande per capire se sei un genitore esagerato

genitore ansioso

Fare i genitori è il mestiere più difficile e forse delicato perchè la materia prima su cui le mamme ed i papà lavorano sono i figli, ovvero gli abitanti del pianeta di domani, il mondo che verrà. E se sarà migliore o peggiore, molto dipende proprio da ciò che i genitori insegnano ai figli soprattutto nell’età evolutiva e nell’adolescenza.

Il fatto è che molti genitori sbagliano senza saperlo: in una società ansiogena in cui la percezione dei rischi e dei pericoli che corrono i bimbi ci sembrano di gran lunga maggiore a quelli del passato, molti genitori affogano le loro ansie nel diventare iperprotettivi con i figli, perchè pensano che sia lì’, nell’evitare ai figli qualche guaio, che si dimostra la loro capacità di fare i genitori.

Ma è questo il modo giusto di essere mamma e papà? Gli anglosassoni riflettono su questo aspetto da tempo ed hanno inventato un termine che già prefigura la loro risposta: overparenting, che in italiano potrebbe suonare come “troppo-genitori” o genitori esagerati; il che, come ogni esagerazione, è sbagliato.

 

 

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L’errore più frequente dei genitori

Ma come scoprire se i genitori sono esagerati? La materia è oggetto di un libro divenuto un best seller negli Usa, dal titolo “ Lasciamoli sbagliare” scritto da Jessica Lahey, una scrittrice che collabora anche con il New York Times.

Lei sostiene che molti genitori creano spesso una cappa di controllo sui figli, stanno continuamente con il fiato sul collo, non li lasciano sbagliare e cercare la propria strada.

L’errore sta proprio lì, nel fatto che i genitori insegnano spesso ai figli di temere l’insuccesso. Li proteggono dalle minacce (reali o immaginarie) e quando li mettono a letto con la certezza che non hanno lividi, sentono di aver confermato il loro trionfo di genitori “, spiega la Lahey.

Ma è così? O genitori così fatti stanno semplicemente rassicurando se stessi invece di proteggere li figli? Il messaggio della Lahey è chiaro: il fallimento non va considerato un dramma ma un’esperienza positiva, un’occasione per imparare dagli errori. Ed il ruolo dei genitori è nell’insegnare la resilienza, cioè la capacità di resistere alle difficoltà.

 

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Sei un bravo genitore? Ecco il test   che  ti aiuta a capirlo ( segue)

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Come non avere quell’aria stanca che ti invecchia ingiustamente

Se qualcuno ti dice che hai l’aria stanca, la ragione non è che stai invecchiando ma un’altra. Ti sveliamo qual è e perchè ha a che fare con la tua quotidianità.

aria-stanca

Se qualcuno ti ha detto di recente che hai l’aria stanca, non disperare non è un modo elegante per dirti che gli anni passano e  stai invecchiando, ma potrebbe essere davvero qualcosa che con l’invecchiamento non c’entra nulla.

Di che si tratta dunque? Degli stili di vita, non dell’età; di quello che mangiamo, da quanto dormiamo, da come affrontiamo le difficoltà e da come gestiamo le relazioni con gli altri.

 

 

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Una ricerca svela il colpevole

 

Una recente indagine  fatta in Francia dal colosso dei cosmetici Lancome su 3000 donne,  ha appurato che  circa la metà delle 25-35 enni  francesi, cinesi ed americane  si dichiara quotidianamente stanca.

Se dunque la stanchezza colpisce loro che sono nella piena giovinezza, questo dimostra che l’età e l’invecchiamento non c’entrano con l’aria stanca. Ed allora qual è il colpevole?

Si chiama cortisolo ed è l’ormone che viene prodotto dall’organismo quando siamo sotto pressione e sotto stress e che esercita un’azione di spinta esattamente nel momento in cui  ci serve la spinta perchè veniamo caricati  da situazioni, emozioni, pericoli in eccesso.

Lui, il cortisolo, ci viene in aiuto ma il salvataggio non è senza prezzo. Infatti  la conseguenza è che il cortisolo che viene prodotto in eccesso interagisce con il sistema immunitario indebolendolo. Ed è questo il motivo per cui quando siamo sotto stress di ammaliamo più facilmente  e la pelle, che è un po’ la cartina di tornasole del nostro stato psicofisico ed emotivo,  ne risente immediatamente.

 

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L’industria dei cosmetici
Naturalmente l’industria di cosmetici ha commissionato la ricerca per arrivare alla conclusione che si può porre rimedio allo stress della pelle che ci dà l’aria stanca ricorrendo a qualche crema miracolosa. Il chè, senza arrivare al miracolo, potrà anche contenere una parte di verità.

Ed infatti  la  testimonianza viene dall’Università di Tor Vergata, dove il  docente di cosmetologia Umberto Borellini è arrivato alla conclusione che, alla base della cosmetologia, non ci sono sono i principi attivi contenuti nelle creme, ma anche le emozioni. Dice infatti il cosmetologo che le nostre percezioni, i nostri sensi  concorrono ad abbassare  la  tensione se adeguatamente attivati. Come? per esempio attraverso l’olfatto. Esistono aromi il cui profumo può avere un effetto sedativo rilassante  che abbassa il livello di cortisolo e ci aiuta a dormire più sereni.

L’aroma di lavanda per esempio fa scendere la concentrazione di cortisolo nel sangue in proporzioni che in laboratorio sono state dimostrare e verificate, esercitando un’azione anti stress, mentre le onde cerebrali si riducono creando una condizione simile a quella del sonno. E c’è perfino una nuova scienza, la PNEI, psico.-neuro-endocrino-immunologia, che studia come le nostre sensazioni influiscono sullo stato di salute.

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La pigrizia è un difetto? Mica sempre…ecco quando è un pregio

Se coincide con la sedentarietà, è deleteria. Ma quando è solo caratteriale, può essere addirittura un vantaggio

Quando si parla di pigrizia, ciascuno ha la sua tesi. Se chiedi a un pigro doc perché è così refrattario al movimento e nello stesso tempo gran fautore della sedentarietà, ti sentirai rispondere che “è questione di Dna”, oppure che “è una forma di reazione allo stress della vita moderna”, o magari che “questa moda del fitness a tutti i costi è insopportabile…”.

Il fatto è che la pigrizia è molto più che una condizione mentale. In Italia raggiunge livelli patologici, se è vero (lo dice l’Organizzazione mondiale della sanità) che siamo ai primissimi posti nel mondo per sedentarietà, con i nostri figli che sono i più pigri d’Europa per numero medio di giorni in cui praticano almeno 60 minuti di attività fisica, con il 64,3% della popolazione che per pura indolenza non smaltisce i medicinali scaduti negli appositi contenitori.

Un’indagine dell’Unione petrolifera ha perfino stabilito che siamo così pigri da spendere fino a 30 centesimi di euro in più per litro di benzina, pur di non usare il self service, e farsi servire dal benzinaio.

 

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Pigrizia patologica, un rischio serio
Eppure, pensare che la tendenza a non fare, rimandare e riposare sia un’esclusiva italiana sarebbe un errore. Una recente ricerca condotta dal dipartimento di neurologia della University of Newcastle, in Australia, ha individuato per la prima volta una forma patologica ed estrema di pigrizia: definita clinicamente “disturbo da deficienza motivazionale”, colpisce addirittura il 20% della popolazione e si riassume in un’opprimente e debilitante apatia.

È difficile da diagnosticare (bisogna combinare la tomografia a emissione positronica, o Pet, con un test motivazionale) e per questo particolarmente rischiosa: nei casi più gravi, gli scienziati sostengono che si riduca persino la motivazione a respirare. In attesa di ulteriori studi che ne confermino la serietà, rimane un numero: si stima che questa pigrizia estrema costerà all’Australia 1,4 miliardi di dollari l’anno in perdita di produttività.

 

Quanto sei pigro? Scoprilo con IL TEST

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Pizza Margherita


Calorie: 607
Pizza Margherita
  • pasta per pizza 227 g
  • pomodoro 100 g
  • mozzarella 30 g
  • olio 5 g
  • basilico, qualche foglia
  • sale q.b.

Preparazione
Mettete la pasta per la pizza in una teglia con sotto la carta da forno e stendetela bene. Tagliate a fettine la mozzarella, sgocciolate e spezzettate con una forchetta i pomodori.

Accendete il forno a 250°C, distribuite sulla pasta prima il pomodoro l´olio e un pizzico di sale, poi dopo 10-15´ aggiungete la mozzarella. Tenete in forno per altri 5´ e infine guarnite con foglie di basilico. Buon appetito!

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Banane con crema all’arancia


Calorie: 135
Banane con crema all'arancia
  • banane, 2
  • succo d´arancia 90 g
  • zucchero 15 g-
  • fecola

*le dosi sono per 2 persone

Preparazione
Mettete il succo d´arancia insieme allo zucchero in un pentolino e fate bollire per 2 minuti. Legate il succo con mezzo cucchiaino di fecola, lasciate addensare leggermente poi versate la salsina sulle banane (metà per ciascuna banana).
Buon appetito!

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