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Broccolo con filetti di acciuga


Calorie: 230
Broccolo con filetti di acciuga
  • Broccolo, 200 g circa
  • acciuga, 1 filetto
  • cipolla, qualche foglia
  • olio, 10 g
  • vino
  • prezzemolo
  • sale q.b.

Preparazione
Separate le cimette di broccolo dal “cuore” duro della pianta, lavatele e mettetele in un tegame con l´olio, la cipolla e il prezzemolo tritato. Distribuitevi sopra l´acciuga tagliata in piccoli pezzi e salate senza eccedere, considerando che l´acciuga è già di per sé piuttosto saporita.

Coprite il tegame con un coperchio e cominciate la cottura a fuoco moderato, bagnando di tanto in tanto con un po´ di acqua calda. Quando le cimette entreranno in cottura aggiungete due dita di vino e fate evaporare. Continuate la cottura fino a quando le cime di broccolo risulteranno tenere.

Buon appetito!

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Malattie infettive e bambini: come affrontare il rischio contagio del “Nido”

Che le malattie infettive siano per i bambini la via obbligata per rinforzare le loro difese immunitarie e favorirli nella crescita è cosa nota. Meno noto è il momento migliore perchè sostengano questa prova di resistenza alla vita, soprattutto se si tratta di bambini nei primi anni di vita, che vanno al nido o alla scuola materna.

Il dilemma così è decidere se mandarli al nido il prima possibile, così da anticipare il più possibile la costruzione delle difese autonome alle avversità della salute; oppure attendere che abbiamo compiuto almeno i primi anni di vita per fare in modo che, quando contraggono le prime malattie infettive, siano in grado di respingerle senza rischi.

L’esigenza di proteggerli si scontra, per altro, con la necessità di affrancarli e renderli più autonomi e responsabili. Ma fino a che età è meglio proteggerli?  E da che età è consigliabile affrancarli?

A questa serie di interrogativi soccorre la Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), l’associazione cioè che riunisce i medici pediatri

 

Leggi anche: Bambini  con la febbre? Quando è vietato mandarli a scuola

 

Da zero a 18 mesi di età
Il consiglio dei pediatri è attendere che abbiamo compiuto almeno 18 mesi. Alla nascita , infatti, il nostro sistema immunitario è ancora imperfetto, e serve tempo perché diventi capace di difenderci adeguatamente dalle infezioni.ù

“Prima dei 18 mesi bisognerebbe evitare di mandare i bambini all’asilo, perché il loro sistema immunitario è ancora immaturo, e quindi si ammalano più spesso, e sviluppano manifestazioni cliniche più rilevanti”, spiega Susanna Esposito, presidentessa della SITIP e direttrice dell’Unità di Pediatria ad Alta Intensità di Cura del Policlinico di Milano. “Il distacco dalla madre in questa fase è inoltre più difficile. Meglio piuttosto la scelta di una babysitter, che per i bambini è una figura più simile a quella materna”.

Qualcuno può ccepire che ciò che i bambini guadagnano in salute lo perdono nella socializzazione. Ma Esposito sembra avere le idee chiare: “Prima dei tre anni – afferma – non è dimostrato che la socializzazione precoce offra vantaggi nello sviluppo dei bambini, e l’asilo potrebbe quindi risultare non solo dannoso, ma anche inutile”.

 

Leggi anche: Malattie infettive:  cosa rischiano i bambini non vaccinati

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Donna schiava? Ecco l’unica schiavitù che amano le donne

L’80% delle italiane ammette di non saper fare a meno dello smartphone

C’è una schiavitù che le donne amano più di ogni altra cosa e che non vogliono mai confessare. Ma non ha nulla a che vedere nè con i figli, nè con i mariti, nè con  il lavoro e tanto meno con le mamme, la cucina o  il sesso.

No, tutt’altro: se c’è qualcosa di cui le donne italiane ammettono di essere schiave, quello è il cellulare. Anzi, lo smartphone, il super telefonino intelligente – capace di navigare su Internet e compiere mille altre diavolerie tecnologiche – che sembra essere diventato ormai un autentico signore e padrone delle nostre connazionali.

Secondo  un sondaggio condotto da Alfemminile.com, la stragrande maggioranza delle italiane si considera incapace di vivere senza il proprio apparecchio: lo consulta di continuo, anche durante il sesso ed ammette di aver sviluppato ormai un’autentica dipendenza.

 

Leggi anche: Dormire con lo smartphone? ecco che succede

 

Il sondaggio
La ricerca, condotta in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Belgio, Spagna e Portogallo con la collaborazione del sito di aste e vendite on line Ebay, è stata realizzata su un campione di tremila donne. Stando ai risultato, il 73% delle italiane possiede un solo smartphone e il 13% ne ha più di uno, mentre il tablet è nella borsa del 35% delle donne.

Essere alla moda non sembra una priorità: il 12% cambia telefonino almeno ogni anno (15% in Europa), il 21% aspetta 18 mesi mentre il 67% lo sostituisce solo se rotto o smarrito (47% in Europa).

 

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Difendersi dal freddo, a tavola è possibile

La dieta giusta per combattere i rigori di stagione e proteggersi dai malanni, non sempre risolvibili con i “rimedi della nonna”…

Esiste un’alimentazione specifica per  difendersi dal freddo? Soprattutto d’inverno, ricorrere a latte e miele come mix anti-mal di gola, vin brulé o punch come infallibili anti-influenza, è una delle soluzioni più diffuse.

Almeno una volta nella vita sarà capitato anche ai più scettici. Di fronte agli attacchi dei malanni di stagione, affidarsi ai “rimedi della nonna” per ottenere quello che i farmaci non riescono a farci avere: un po’ di sollievo.

Ma quanto c’è di vero dietro queste tradizioni?

 

Leggi anche: Arriva il freddo: come rinforzare le difese immunitarie

 

Falsi miti e piccole verità


Partiamo da una premessa. Gli specialisti concordano sul fatto che affidarsi ai rimedi della nonna può aiutare, ma di certo non sostituire la terapia suggerita dal medico, soprattutto perché nella maggior parte dei casi si tratta di palliativi.
Prendiamo il latte e miele, per esempio: una combinazione che ammorbidisce in effetti le mucose delle tonsille e delle altre parti infiammate della gola, dando un generale senso di sollievo.
Ma non sconfigge certo i virus o i batteri presenti nell’organismo. Insomma, allevia solo un po’ i sintomi del malessere.

Altro esempio, il “vin brulé”: in questo caso l’efficacia è appena più forte, perché i polifenoli presenti nel vino ne fanno un ottimo battericida. Abbinato ai chiodi di garofano (ricchi di un disinfettante naturale molto potente, l’eugenolo), si trasforma un buon rimedio per le infiammazioni delle prime vie aeree (esclusi quindi bronchi e polmoni).

Un tipico rimedio antifreddo è il punch. Ma quanti sanno che si tratta, in questo caso, di un autentico falso mito? L’alcol è un vasodilatatore e dà quindi un’immediata sensazione di benessere, passata la quale il senso di freddo torna più forte di prima: aumentare la circolazione del sangue incrementa infatti la dispersione del calore corporeo.

 

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Vellutata di carciofi con gamberi


Calorie: 199
Vellutata di carciofi con gamberi

brodo vegetale 1,5 litri
carciofi, 7
patata, 1
cipolla, 1
code di gambero sgusciate, 16
fettine di pane, 8
vino bianco secco
olio extravergine d´oliva
sale q.b.
pepe q.b.

Calorie a porzione 199 – Le dosi sono per 8 persone

Preparazione
Pulite i carciofi, tagliateli a fettine e riducete i fondi a dadini. Rosolate le fettine e i fondi in una casseruola con un filo di olio e la cipolla affettata, sfumate con un goccio di vino, poi unite il brodo, la patata, pelata e tagliata a cubetti, e lasciate bollire per 25 minuti circa. A fine cottura frullate il tutto fino ad ottenere una crema.
Saltate in padella le code di gambero. Distribuite la crema di carciofi nei piatti e completate ciascuno con una fettina di pane tostata al forno con un filo di olio, 2 code di gambero, i fondi di carciofo rosolati e pepe.

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Contraccezione: 9 motivi per fare sesso sicuro

Perché il preservativo è ancora il modo più saggio

Ci sono 9 buoni motivi per fare sesso sicuro ma i giovani purtroppo non li conoscono.

Per imbarazzo. Per ignoranza. Perché è scomodo, poco pratico, insomma: una seccatura. Nonostante mille campagne di sensibilizzazione sull’uso dei contraccettivi, tra i giovani – e purtroppo non soltanto tra loro – il preservativo è ancora poco usato. Risultato: i pericoli per la salute aumentano. Ecco allora 10 buone ragioni per usare il profilattico: alcune già ben conosciute (anche se vale la pena ricordarle), altre sicuramente non considerate mai abbastanza…

1) Per la contraccezione: che il preservativo serva a evitare gravidanze indesiderate, si sa. Ma viene ancora usato male: i sessuologi, per esempio, si affannano a ricordare (spesso inutilmente) che va indossato dall’inizio, non poco prima della fine del rapporto; e ancora: molti dimenticano di rispettare la data di scadenza, oppure lo lasciano al sole o nel portafoglio o in altri luoghi caldi. C’è addirittura chi non sa che va usato una volta sola oppure apre la confezione con i denti (rischiando di romperlo)…

 

 

Leggi anche:Le paure delle ragazze sulle precauzioni 

 

2) Contro l’Aids: per evitare il virus dell´Hiv ci sono solo due alternative, la castità oppure il preservativo.

3) Contro le malattie a trasmissione sessuale: le malattie veneree (gonorrea, sifilide, clamidia…) sono malattie infettive tra le più infide, subdole e pericolose per la salute. Non sono mortali come l’Aids, ma fastidiose e difficili da eliminare. Il preservativo è un’ottima arma di prevenzione.

4) Regala ai giovani qualche “libertà” in più: da ragazzi, si sa, è più facile e frequente provare, sperimentare, anche nel sesso. La fedeltà è un concetto relativo, i partner cambiano spesso… Il preservativo è il modo migliore per concedersi qualche conquista in più, senza mai rischiare.

5) Aiuta a combattere l’eiaculazione precoce: da giovani non è una malattia, ma solo una questione di inesperienza o di emozione. Anche in questo caso, il preservativo aiuta: dal punto di vista meccanico (può essere ritardante) e psicologico (combatte l’ansia da prestazione).

 

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Natale, così perdi peso e tossine prima della grande abbuffata delle Feste

Niente diete drastiche né sacrifici eccessivi. Per arrivare alle Feste senza sensi di colpa, ecco la tua strategia vincente

Così perdi peso (e tossine) entro Natale

Il conto alla rovescia verso le tentazioni gastronomiche delle Feste di Natale  è cominciato. Ci aspettano, come ogni anno, leccornie di ogni tipo. E, specie per chi passa gran parte dell’anno sotto dieta (ed è un discreto numero di italiani), resistere diventa un autentico supplizio di Tantalo.

Così si finisce quasi sempre per cedere, tra mille sensi di colpa, con il risultato di mangiare tanto, nervosamente, e mettere su chili (in media 4 entro il 6 gennaio, come è stato calcolato) più difficile da smaltire. Per giunta, senza neanche aver soddisfatto davvero il palato.

Che fare, dunque? Semplice: lasciarsi andare, durante i pranzi e i cenoni, si può. Basta farlo con moderazione. E soprattutto, basta arrivare pronti. È quello che pensa il 40% degli italiani in questo periodo, che hanno già intrapreso una strategia preparatoria in vista degli stravizi di fine anno. Ognuno ne segue una tutta sua. Noi di [email protected] vi proponiamo una serie di consigli che vi permetteranno di perdere fino a 1 kg prima delle Feste.

 

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Gli errori da evitare
Il pensiero più sbagliato che si possa avere è di voler dimagrire tanto e subito, entro Natale. Non si può pensare di poter perdere quattro o cinque chili di troppo adesso, è un obiettivo irrealistico e soprattutto deleterio per l’organismo. Molto meglio mantenere il peso che avete o perdere al massimo 1,5 kg. Il vero successo sarà se dopo le feste peserete come oggi.
Altro errore da evitare: le giornate sempre più frenetiche di dicembre vi spingono a saltare la palestra? Non fatevi prendere dalla tentazione di rinunciare al vostro consueto ritmo di allenamento. Rallenterete il metabolismo e brucerete di meno. Se proprio non riuscite a organizzarvi, almeno lo shopping natalizio fatelo muovendovi a piedi.

 

Leggi anche: Come si cucina? Guida ai sistemi di cottura più raffinati

 

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Sesso, le paure delle ragazze sulle precauzioni

Ancora tanti pregiudizi, ignoranza, consapevolezza e tabù

Quattro ragazze su 10, con meno di 25 anni, non usano alcun metodo contraccettivo alla prima esperienza sessuale. E per il 35% delle giovanissime non usare alcuna protezione è una prassi standard, una vera e propria scelta. Solo 3 giovani su 10 ricevono informazioni corrette sul sesso da medici e insegnanti, il rimanente 70% si fa consigliare da fratelli o amici. Solo una su 5, infine, usa la pillola regolarmente.

Questa la fotografia scattata dal sondaggio nazionale “Le ragazze italiane: sessualità e contraccezione”, presentato a Milano dalla Società italiana di ginecologia ed ostetricia (Sigo).

 

 

Il sondaggio
Nel mese di maggio 2013, oltre 1.000 donne (1.012) tra i 14 e i 25 anni hanno preso parte al sondaggio condotto in 3 città: Milano, Napoli e Roma. Le giovani hanno risposto a questionari sulle loro abitudini sessuali, in particolare sui metodi contraccettivi usati: l’84% delle ragazze è convinto che la pillola sia un metodo contraccettivo sicuro per evitare gravidanze, ma solo il 21% la usa regolarmente.

“Le controindicazioni spesso tengono lontano le ragazze dall’uso della pillola”, spiega Mauro Busacca, consigliere Sigo e ordinario di ginecologia ed ostetricia all’università degli Studi di Milano. In realtà c’è ancora disinformazione: ad esempio, una giovane su 2 (47%) è preoccupata dall’aumento di peso che può derivare dall’assunzione della pillola, benché “oggi ci siano prodotti che hanno parzialmente risolto questo problema”, sottolinea l’esperto.

 

Leggi anche: Malattie sessuali, tutti i rischi in agguato

 

Paura ingiustificata
Il 16% delle under 25 è spaventata dal rischio trombosi. In realtà questo rischio, spiega Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano, “rimane basso in termini assoluti (9 su 10.000 donne). E’ molto più alto per una donna in gravidanza (28-29 su 10.000 donne) o in post-gravidanza (300-400 su 10.000 donne)”.

Invece, precisa l’esperta, meglio sospendere la pillola “in caso di interventi chirurgici, ingessature degli arti inferiori, e nelle donne con problemi di obesità o a maggior rischio genetico di trombosi, o che fumano tanto. In ogni caso, il rischio di controindicazioni è massimo al primo anno di assunzione, quindi è meglio non interrompere la terapia nel primo anno”.

 

Leggi anche: Perchè il corpo delle donne a volte dice si e il cervello dice “no”

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La colazione all’inglese? Ecco perchè è buona ma anche rischiosa

Mangiando ogni mattina uova fritte, salsicce, bacon & Co. le probabilità di sviluppare un tumore aumentano del 63%

Avete presente la colazione all’inglese? Quella  fatta da uova al tegamino, salsicce, bacon, funghi e pomodori alla griglia? e poi ancora salami, affettati, formaggi, wurstel con affianco marmellate burro, corn falkes?

Stiamo parlando cioè di quella che noi chiamiamo “colazione del mattino” ma loro gli inglesi e gli anglosassoni in genere chiamano ” breackfast” e nioi italiani scopriamo come il bengodi della volutta, salvo poi star male per tutta la giornata.

Ebbene, sappiate che abbiamo ragione noi e che se stiamo male è il nostro organismo che ci richiama all’ordine perchè quel tipo di colazione è fra le più dannose della terra al opunto da produrre effetti negativi per la nostra salute.

 

Leggi anche: Cosa rischi se salti la colazione del mattino

 

L’allarme arriva dal Fondo internazionale per la ricerca sul cancro (Wcrf) che ha condotto un approfondito studio sugli effetti di pasti del mattino basati su questi alimenti.

Secondo il Wcrf, infatti,  le probabilità di essere colpiti da un tumore all´intestino crescono del 63%. E la colpa – spiega Martin Wiseman, consulente scientifico del Fondo – è delle carni lavorate, cioè conservate grazie all´aggiunta di sale, all´affumicamento o mediante altra procedura. Bastano soltanto 50 grammi al giorno, il corrispettivo di una salsiccia, per aumentare il pericolo di contrarre questo tipo di cancro.

 

Leggi anche: Wurstel in tavola? Ecco come quanto e quando

 

Ma il cancro all’intestino è solo una delle controindicazioni che  una colazione così fatta produce sull’organismo umano. Si tratta infatti del solo effetto delle carni lavorate, per le quali dopo il Werf anche l’OMS ha lanciato  un allarme molto più strutturato quando i consumi sono superiori a due volte alla settimana.

Il fatto è che colazioni all’inglese, fatte non solo di carni lavborate ma anche di molti grassi  animali , di burro, di dolci a base di burro , di fritti a base di strutto sono una tegola anche per  il colesterolo ed espongono a rischi maggiori di malattie cardiovascolari.

 

 

Colesterolo? Scopri se sei a rischio con IL TEST

 

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Scoperto come i bambini imparano a parlare

Apprendere una lingua avverrebbe attraverso un processo matematico inconscio

E’ grazie ad un processo matematico, seppure inconscio, che tutti i bambini hanno cominciato a parlare e ad arricchire il proprio vocabolario a partire dai 18 mesi d´età.
A svelare i meccanismi del linguaggio sono i ricercatori dell´università dell´Iowa sulle pagine di Science.”Per passare dai soli ´mamma´, ´papà´ e ´pappa´ a discorsi più articolati” ha spiegato Bob McMurray, che ha coordinato lo studio “non serve alcuno speciale apprendimento. Solo dare il via a un processo matematico che ricalca la stessa struttura di gran parte delle lingue parlate”. Il linguaggio è costituito essenzialmente da parole di media difficoltà. Sono poche, invece, quelle molto facili o difficili da apprendere. E i bambini imparano in parallelo.
Ecco quel che avviene: apprendere una nuova parola spesso consente di impararne un´altra, spesso più semplice. Questo meccanismo però consente ai bambini di ´muoversi´ tra i termini di difficoltà media con maggiore velocità. E ogni volta che si ´inseriscono´ nella memoria parole di difficoltà differente, la velocità aumenta. Da qui l´esplosione del vocabolario che a 18 mesi, in media, è di 50 parole. Ma già a due anni arriva a 350 e a due anni e mezzo a 600.

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