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Spiedini di polpette su salsa di peperoni

Spiedini di polpette su salsa di peperoni


Calorie: 257
Spiedini di polpette su salsa di peperoni
  • carne macinata di manzo 500 g
  • peperoni rossi 250 g
  • cipolle 200 g
  • uovo, 1
  • olio extravergine di oliva
  • sale
  • pepe

*le dosi sono per 4 persone

Preparazione
Aggiungete alla carne tritata di manzo un uovo, il sale e il pepe e ottenete 12 polpette. Infilatene 3 per ogni stecchino, alternandole con anelli di cipolla (ne userete circa metà di quella disponibile).

Con il coltellino pelapatate spellate a crudo i peperoni, privateli dei semi e del picciolo poi tagliateli a pezzi regolari. Tritate la cipolla rimasta, fatela appassire in 3 cucchiaiate d´olio insieme con i peperoni, bagnate con un bicchiere d´acqua, salate, mettete il coperchio e lasciate cuocere per circa 20 minuti, poi frullate fino ad ottenere una salsina densa.
Cuocete gli spiedini sulla piastra o nella padella antiaderente unta con un filo d´olio; serviteli su un velo di salsa ai peperoni.
Buon appetito!

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Auto cabrio? Ecco cosa nessun concessionario ti ha mai detto

Auto cabrio: ecco quello che nessun concessionario ti ha mai detto e che tu non hai mai osato chiedere per non cambiare la tua scelta..

State pensando di cambiare auto? Evitate di farvi una decapottabile: le “cabrio” possono far male seriamente all’udito. Andare a una velocità di 80-110 km/h su una macchina scoperta sottopone infatti le orecchie a livelli di rumore paragonabili quasi a quelli prodotti da un martello pneumatico e un´esposizione prolungata o ripetuta a questo rumore (motore, traffico, strada, vento) può causare perdita permanente dell´udito.

 

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Lo studio
È il risultato di una ricerca, pubblicata dalla rivista scientifica “Otolaryngology – Head and Neck Surgery”, nel corso della quale sono stati misurati i livelli di rumore avvertibili immediatamente alla destra e alla sinistra del conducente durante la guida di una cabrio a diverse velocità.
A 80, 96 e 112 km/h, il rumore ha raggiunto tra gli 88 e i 90 decibel, al di sopra della soglia degli 85 decibel alla quale si comincia a rischiare un danno permanente all´udito.

I ricercatori hanno ripetuto il test con diversi modelli di auto cabriolet, sullo stesso tratto di autostrada, ma non nell´ora di punta, e hanno misurato sempre gli stessi livelli di rumore: intorno ai 90 decibel, con punte di 99. Già alzare i finestrini, pur tenendo abbassata la cappotta, riduce il rischio, portando il livello di rumore a 82 decibel. Gli esperti fanno notare che il danno all´udito è subdolo, perché avviene gradualmente e gli effetti si notano solo con il tempo, quando è troppo tardi per rimediare.

 

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I danni nel tempo
Il dottor Mark Downs, del Royal National Institute for Deaf People britannico, ha dichiarato: “La sordità indotta dal rumore esterno è spesso prevenibile. Un´esposizione regolare a livelli di rumore di 88-90 decibel perché si guida una decappottabile per diverse ore al giorno può produrre nel tempo perdita permanente dell´udito. Tirando su i finestrini e proteggendo le orecchie con dei tappi si può evitare il danno e continuare a godersi la propria auto cabrio”.

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Pasta fredda melanzane, alici e capperi

Pasta fredda melanzane, alici e capperi


Calorie: 379
Pasta fredda melanzane, alici e capperi
  • pasta corta tipo farfalle 500 g
  • melanzane 500 g
  • pomodori, 2
  • alici sott’olio, 5
  • capperi dissalati, 1 cucchiaio
  • aglio prezzemolo
  • olio extravergine
  • sale q.b.

*le dosi sono per 6 persone

Preparazione
Mettete a rosolare in una casseruola con 30 g di olio le melanzane ridotte a dadini per 5 minuti circa, poi unite un ciuffo di prezzemolo tritato con mezzo spicchio di aglio, mescolate bene e dopo altri 3 minuti spegnete e fate raffreddare.
Tritate una cucchiaiata di capperi con i pomodori privati dei semi e 5 filetti di alice.
Lessate la pasta, scolatela al dente, allargatela su un vassoio, ungetela di olio e lasciatela raffreddare completamente. Condite la pasta con le melanzane, il trito aromatico, un paio di cucchiai di olio e fate riposare in frigo per almeno 2 ore prima di servire.
Buon appetito!

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Carote ai semi di finocchio

Carote ai semi di finocchio


Calorie: 165
Carote ai semi di finocchio
  • carote 300 g
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio
  • 1 cucchiaio di aceto
  • olio 10 g
  • sale q.b.
  • pepe q.b.

Preparazione
Mondate le carote, mettetele a bagno nell´acqua. asciugatele e tagliatele a julienne. Scaldate in un tegame l´olio, fatevi rosolare le carote, aggiungete i semi di finocchio pestati, salate, pepate e cuocete a fuoco moderato. Durante la cottura unire un cucchiaio di aceto, che lascerete evaporare. Buon appetito!

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Pressione alta: ecco che succede quando squilla il cellulare

Pressione alta: ecco che succede quando squilla il cellulare. Una ricerca ha misurato le conseguenze dello squillo telefonico sulla pressione sanguigna.

pressione alta_ansia da squillo

Se avete la pressione alta abituatevi allo squillo del cellulare. O meglio: cercate di non farvi turbare troppo quando qualcuno vi chiama. Ogni volta che il telefonino trilla, infatti, i valori della pressione massima (quella che tecnicamente si chiama “sistolica”) si impennano. Facendo salire anche i rischi di infarto.
L’allarme arriva da uno studio italiano presentato all’ultima Conferenza annuale sull’ipertensione organizzata dall’American Society of Hypertension a San Francisco, negli Usa.

 

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Lo studio
La ricerca è stata guidata da Giuseppe Crippa, responsabile dell’Unità di ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari correlate dell’ospedale Guglielmo da Salice di Piacenza. Lo studio ha coinvolto 94 pazienti con ipertensione lieve. Ai partecipanti, di età media 53 anni, è stata misurata la pressione 12 volte con 1 minuto di intervallo tra una prova e l’altra, mentre erano comodamente seduti in poltrona e venivano lasciati da soli in una stanza apposita.

Durante l’esperimento, i dottori hanno registrato un incremento medio della pressione dei pazienti da 121/77 millimetri di mercurio (mmHg) a 129/82 mmHg a ogni telefonata che gli veniva fatta sul cellulare.

Le linee guida invitano a mantenere i valori di pressione massima al di sotto del 140mmHg; quindi, considerando che il 20% degli italiani soffre di ipertensione, è importante che i pazienti tengano conto di tutti i fattori che possono causare un incremento di questo parametro. Compreso il “fattore telefonino”. (segue)

 

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Coppia in crisi: quanto fa male soffrire per amore

Una delusione per motivi di cuore fa male più di una scottatura sulla pelle

Coppia in crisi: quanto  fa male soffrire per amore? Lasciare o essere lasciati. Provare un sentimento non corrisposto. Ci sono tanti motivi per cui si soffre per amore. E ogni volta fa male, molto, soprattutto dal punto di vista emotivo.

Eppure non è soltanto questo l’aspetto per cui una sofferenza di questo tipo incide profondamente sul nostro organismo. Soffrire per amore, insomma, fa male sia alla mente che al corpo: non è un caso, infatti, che si parli di “cuore spezzato”, seppure in senso figurato. Uno studio ha appena dimostrato che di fronte alle pene d’amore il cervello mette in moto le stesse aree deputate all’elaborazione del dolore fisico.

 

Leggi anche: Perchè l’amore è cieco anche di fronte al sesso

 

Scottati dall’amore finito
Come spiegano i ricercatori dell´Università del Michigan (Usa), la sofferenza per amore è anzitutto un dolore fisico. E il cervello umano lo registra come tale: una sofferenza reale che attiva le aree cerebrali deputate all´elaborazione del dolore. A causa di una delusione – una storia che finisce, per esempio – si attivano nel cervello le stesse aree che vengono accese, in particolare, dalla sensazione di bruciore.

In particolare, nel loro studio pubblicato sulla rivista scientifica “Pnas-Proceedings of National Academy of Sciences”, i ricercatori hanno esaminato le scansioni cerebrali di un gruppo di soggetti alle prese con una sonda che irradia calore, e le hanno poi paragonate con quelle riscontrate nei soggetti abbandonati dai rispettivi partner.

Lo studio è stato infatti condotto analizzando le scansioni cerebrali di un gruppo di 40 uomini e donne le cui relazioni erano finite contro la loro volontà, e a causa delle quali si sentivano profondamente feriti: messi a guardare una serie di immagini, i loro cervelli hanno valutato le foto che ritraevano gli ex più dolorose del contatto tra una sonda bollente e la propria pelle. Non solo: al solo pensiero della rottura della loro storia d´amore, i loro cervelli hanno fatto registrare l´attivazione delle stesse aree del dolore di quando venivano scottati dalla sonda.

 

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Il tempo cancella tutto
Ma, come del resto recitano in varie sfumature gli adagi popolari, il tempo cancella qualunque cosa. Lo studio ha infatti dimostrato che maggiore è il numero di giorni trascorsi dall´abbandono, minore è l´attivazione delle aree cerebrali connesse all´attaccamento emotivo.

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Aperitivo? Come non rinunciarci anche se sei a dieta

Aperitivo? Light si può, con gusto: come non rinunciare al rito dell’happy hour, senza per questo rovinare la dieta o rischiare di ingrassare.

Aperitivo? Light si può, con gusto

L´aperitivo? Un rito collettivo per incontrarsi o socializzare dopo una giornata di lavoro. Ma anche un modo per risparmiare qualche euro rispetto a cene troppo impegnative e costose.

Fatto sta che l’happy hour ha ormai preso piede fra giovani e non. In realtà, oltre ai motivi più strettamente sociologici, una sua funzione fisiologica l’aperitivo ce l’ha: stimolare la secrezione dei succhi gastrici, per comunicare al cervello la sensazione di fame. Ecco perché non andrebbe consumato troppo tempo prima di uno dei pasti principali della giornata: più tempo passa infatti tra l’abbinata cocktail – “stuzzichini” e il pranzo o la cena, più la sensazione di fame aumenta.

Attenzione, però, perché davanti alle mille tentazioni rappresentate da cocktail, tartine e salatini, la dieta potrebbe rischiare: il pericolo di ingrassare esiste, insomma. Ecco allora qualche consiglio per non rinunciare a questo piacevole rito.

 

 

Leggi anche: Come permetterti un aperitivo senza rischi

 

Come riempire il bicchiere
Primo dubbio amletico: cosa ordinare da bere per l´aperitivo? Attenetevi a queste tre regole se non volete mettere a repentaglio la dieta e la forma fisica.

Regola numero 1. Evitate gli aperitivi alcolici. Quelli fino a 22° apportano fino a 186 calorie ogni 100 cl, non dissetano e quindi spingono a fare il bis. Senza contare che, bevuti a digiuno, vengono assorbiti troppo in fretta dall’organismo.

Regola numero 2. Meglio puntare sul classico bicchiere di vino bianco secco. I vini da aperitivo intorno ai 12° valgono circa 102 calorie.

Regola numero 3. Se non siete amanti dell’alcol, invece dei cocktail analcolici a base di frutta optate per un succo di pomodoro. Solo 14 calorie ogni 100 ml, contro le 60 di un succo di pera o le 36 di un succo di arancia.

Cosa mettere nel piattino
Il classico piattino che accompagna un aperitivo con salatini, patatine e noccioline è un’autentica mini-bomba calorica: il suo contenuto può toccare anche 410 calorie, quanto un piatto di pasta al ragù. Del resto, bastano 20 arachidi per totalizzare 60 calorie… Come comportarsi, allora, per non doverci rinunciare? Fate così:

  • Masticate a lungo: in questo modo avvertirete prima il senso di sazietà ed eviterete di mangiare troppo.
  • Occhio alle patatine in busta (30 g equivalgono a 165 calorie): meglio due o tre olive e capperi sott’aceto.
  • Via libera alle crudité. Sono la soluzione ideale: carote, finocchi o pomodori da intingere in un cucchiaio di olio (89 calorie). Per esempio, 100 g di carote apportano 35 calorie, 100 g di finocchi solo 9 calorie e 100 di sedano 20 g calorie.

 

Leggi anche: Aperitivo: 11 modi sfiziosi per farlo light

 

Happy hour, la versione “rinforzata” dell´aperitivo
Erede dell’aperitivo tradizionale, l’happy hour ne è una versione allargata, piuttosto pericolosa per chi vuole mantenere la linea. La versione italiana, a differenza di quello americano nato negli Anni 80 che offre in certi orari due consumazioni al prezzo di una, si basa su una ricca proposta gastronomica. Così, sul bancone del bar, accanto a tartine, salatini o patatine, compaiono miniporzioni di pietanze in piena regola. E qui il rischio di assumere tante calorie si fa ancora più probabile. Ecco dunque alcune regole salva-linea:

    • Pasta & Co. Un assaggino di pasta o riso apporta circa 190 calorie l’etto, ma attenzione ai condimenti: 100 g di salsa rosa sono 605 calorie, la stessa quantità di maionese 655 calorie.
    • Affettati e formaggi. Preferiteli alle tartine, perché a parità di calorie apportano sostanze nutritive utili all’organismo.
    • Pesce. No al surimi (il preparato a base di pesce simile alla polpa del granchio) e ai gamberetti affogati nella maionese. Se vi fidate del locale, meglio puntare sul sushi: è leggero, poco calorico e viene servito scondito.
  • Lo sfizio. Ordinate qualche spiedino di frutta fresca e formaggio. Appagano la vista, il gusto, ma soprattutto contengono poche calorie.

 

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Come farsi gli addominali… in ufficio senza che nessuno se ne accorga

Come farsi gli addominali… in ufficio senza che nessuno se ne accorga. Gli esercizi da fare nella pausa pranzo per potenziare glutei, gambe e braccia.

Mantenersi in piena forma, quando gran parte della giornata si trascorre al lavoro, è un problema soprattutto per gli addominali, quei muscoli della pancia che se tonici danno un ottimo effetto, ma se flosci spoetizzano qualsiasi attrazione.

Una volta usciti dall’ufficio, la voglia di andare in palestra latita paurosamente. Per non parlare di quella, ancora più assente, di prima di cominciare, al mattino…

 

E allora, come fare? La soluzione c’è ed è più a portata di mano di quanto possiate pensare. Potete allenarvi direttamente in ufficio.

Dite che siamo impazziti? Se davvero volete conservare un fisico tonico, aumentare la resistenza muscolare e scolpire il vostro corpo, è l’unica via.

Bastano 10-20 minuti, che potreste per esempio ritagliarvi nella pausa pranzo, approfittando della stanza vuota perché i colleghi sono a mangiare… Vi va di provare? Ecco gli esercizi che vi servono.

 

Leggi anche: Come recuperare agilità e flessibilità con l’anti-ginnastica

 

Coscia, glutei e addominali
Sdraiatevi sul pavimento, in posizione supina, le gambe unite. A questo punto, sollevate la gamba destra a 45° e mantenete questa posizione per 10-15 secondi. Quindi tornate giù e fate lo stesso movimento con l’altra gamba. 3 serie consecutive da 4 sollevamenti. Fa bene ai bicipiti femorali (i muscoli posteriori della coscia), i glutei e gli addominali.

Per gli addominali ce n’è anche un altro di esercizio che potete fare anche senza che nessuno se ne accorga: quando aspettate l’autobus, o  se state semplicemente camminando. Va fatto anche in piedi ed ecco i che consiste:

  1.  inspirate , cioè riempite d’aria normalmente  i polmoni;
  2. quando espirate, anzichè farlo espellendo l’aria tutta in un solo colpo, fatelo lentamente facendo durare più a lungo l’operazione;
  3. contemporaneamente al punto 2 mandate gradualmente la pancia in dentro, come se voleste farla sparire e avvicinare l’ombelico alla spina dorsale. Rimanete qualche istante in questa posizione.

Quando farete questo esercizio sentirete che gli addominali contratti sostengono tutta la colonna e specialmente la zona lombare.Un toccasana sed avete mal di schiena.  E’  una respirazione che si usa in palestra nello Yoga o nel Pilates ma che voi potete fare ovunque.

 

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Perfezionismo: quando troppa perfezione è un disturbo ossessivo

Il perfezionismo, inteso  come pretendere troppo da se stessi può diventare pericoloso perché potrebbe sfociare in depressione vera e propria, scatenata dalla difficoltà di gestire il fallimento e dal mancato soddisfacimento di aspettative troppo elevate.
Il perfezionismo può manifestarsi, con il tempo, anche con comportamenti compulsivi che, in alcuni casi, possono tramutarsi in un disturbo ben più serio, definito “disturbo ossessivo-compulsivo” (pensieri e gesti a cui si pensa in modo ossessivo e che si ripetono in continuazione).

 

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Inoltre, se ogni cosa non segue esattamente il percorso previsto dal perfezionista, può cominciare a subentrare l´ansia, che spesso sfocia in veri e propri attacchi di panico.

 

 

Come uscire dalla spirale

 

Come se si esce da questo circolo vizioso?

Prendendo coscienza dei propri comportamenti eccessivi e analizzando le proprie piccole o grandi manie. Bisognerebbe evitare di razionalizzare ogni cosa e cercare invece di dare maggiore sfogo all´emotività, senza reprimerla per sembrare invulnerabili. Allo scopo può  risultare utile una psicoterapia che aiuti ad acquisire nuovi comportamenti o che modelli in positivo quelli vecchi.

L´allenamento a esprimere le proprie  emozioni aiuterà a capire che cosa manca, che non è il riconoscimento proveniente dall´esterno, ma una buona dose di autostima e sicurezza personale.

 

Autostima: Le 4 bugie che diciamo a noi stessi per non cambiare carattere

 

Spesso i perfezionisti non capiscono di avere un problema e anzi, si dimostrano molto orgogliosi e poco inclini a riconoscere i propri errori.  Queste persone non accettano l´idea che ci si possa migliorare imparando dai propri errori.

Il  perfezionista è tendenzialmente rigido perchè sa che lasciarsi andare può significare scivolare, cadere, fallire e dato che difficilmente cede, dovrebbe offrirsi la possibilità qualche volta di “fare del proprio peggio”.

 

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Voglia di sesso? Nelle donne non dipende solo dagli uomini

Da cosa dipende la voglia di sesso nelle donne? Oltre alle tre principali interpretazione, la scienza ne ha scoperta un’altra davvero curiosa che esclude qualsiasi ruolo del maschio.

voglia di sesso

La voglia di sesso nelle donne è un mondo che la psicologia, la sessuologia, la psichiatria indagano da secoli senza mai arrivare a conclusioni certe ed univoche.

C’è la tesi evoluzionista che la fa dipendere dalla biologica esigenza di procreare; la tesi psichiatrica che la fa dipendere dal desiderio di ricompensa verso se stesse; la tesi estetico- cerebrale secondo la quale quando lui piace, l’attrazione sessuale è attivata dagli impulsi del cervello che stimolano la produzione di dopamina.

 

 

Leggi anche: L’attrazione fisica? La donna la nasconde così

 

 

“Mi piaccio, dunque ti voglio”

Un recente studio dell’Università di Chapman aggiunge ora una nuova interpretazione che potremmo definire psicologica: nelle donne la voglia di sesso scatta quando si piacciono. E poiché si piacciono se sono soddisfatte di se stesse, la voglia di fare l’amore sarebbe la conseguenza di buone relazioni con il prossimo nel lavoro, nelle amicizie ed anche nella vita di coppia.

Con buona pace di chi finora ha considerato che la voglia di sesso nascesse da come si presenta lui, ovvero il partner del desiderio sessuale, (con un bel lato B o addominali “a tartaruga” per esempio) ora la scienza ci dice che sesso e autostima sono due facce della stessa medaglia e che”lui”, a ben vedere, c’entra ben poco.

L’indagine della Chapman University ha preso in esame 12.176 americani adulti ed ha rilevato che solo un su 4 uomini ed una su 5 donne si è dichiarato soddisfatto del proprio fisico. Ma tutti gli altri hanno evidenziato livelli di insoddisfazione quasi sempre legati all’eccesso di peso con conseguenze sulla qualità della vita.

 

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