• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

1.534 visite

Cucina giapponese, come conciliare Sushi, dieta e salute

Sushi e Sashimi sono ottimi per la dieta ma occorre saper scegliere dove mangiarli. Ecco 6 consigli per ridurre il rischio parassiti e mercurio.

Il boom del "sushi" nei ristoranti italiani è documentato dal numero di ristoranti giapponesi che aprono in continuazione nelle grandi città e dalla riduzione contestuale dei ristoranti cinesi che invece o chiudono o si convertono in improbabili ristoranti del Sol Levante.

Ma cosa sono il "Sushi" ed il cugino "Sachimi"?  Fanno bene alla salute ? Sono inndicati per chi sta a dieta? Presentano rischi  nascosti?  Di tutto questo ci occupiamo qui cercando di fornire un panorama il più possibile completo di questa fortunata cucina etnica di gran moda.

Cosa sono davvero il "Sushi" e  lo "Sachimi"

Cominciamo da uno dei simboli del Sol Levante: il sushi, un bocconcino di riso aromatizzato con aceto di riso, su cui viene disteso un filetto fresco di pesce crudo (che può essere tonno, cernia, branzino, oppure polipo, calamaro, gambero). Il riso dev’essere del tipo “Gohan”: corto e relativamente colloso, per l’elevato contenuto di glutine, che lo rende molto malleabile e facile da “lavorare”.

Dal punto di vista del sapore, nel sushi ideale si devono avvertire distintamente la dolcezza e la particolare consistenza del riso, che si sposano alla perfezione con il gusto del pesce fresco e l’aroma del mare. A proposito di freschezza: è la chiave degli ingredienti del sushi, che non a caso in Giappone si mangia in tarda mattinata, quando il pesce è giunto da poco in porto. Meglio, quindi, mangiarlo a pranzo.

Il sushi e  la dieta

Che cosa pensa il nutrizionista del sushi? Che è un piatto adatto a tutti, digeribile e ipocalorico: in 100 g di tonno fresco, per fare un esempio, ci sono soltanto 159 calorie; in 100 g di riso, solo 100 calorie).

Il problema, semmai, sono le eventuali salsine che si usano per condire il tutto: occhio a quelle più ricche. Ma va ricordato, per la salute, che gli acidi grassi polinsaturi del pesce (i cosiddetti “grassi buoni”, sono un toccasana per il cuore.

Cos’è il Sashimi

E il sashimi? È l’arte di tagliare le fettine crude e freschissime di dentice e gambero, e le striscioline di calamaro e tonno. È proprio la polpa del pesce crudo che deve risaltare in questo piatto, nient’altro: se il pesce è surgelato o non fresco, si capisce già dall’aspetto (per non parlare del gusto al palato…).

Per consumarlo al meglio, non servono salse o altri condimenti: il vero intenditore va a caccia del sapore del pesce crudo e ogni altro sapore non fa altro che rovinare il piatto. Al massimo, è concessa una strisciatina di wasabe, la piccantissima pasta di rafano verde. Oppure qualche goccia di salsa di soia.

A proposito: se avete la pressione alta, state alla larga dalla salsa di soia. È ricca di sodio: 5.720 mg ogni 100 g, mentre la dose giornaliera raccomandata per un adulto sano non può superare i 3.500 mg.

I rischi del "Sushi" e del Sashimi"

I rischi connessi al mangiare questi piatti è direttamente proporzionale alla bontà per il palato di chi ama mangiare pesce crudo. E’ infatti insito nella crudità della polpa il rischio di ingerire, insieme ad un ottimo sapore, anche un micidiale parassita, vibrione o batterio. Leggi anche: Pesce, attenzione ai parassiti

Il più pericoloso è il famigerato Anisakis, un parassita che può arrivare anche alla lunghezza di alcuni centimetri che si acquatta nell’intestino scatenando nella migliore delle ipotesi, dolori addominali, vomito, febbre, debilitazione, e nella peggiore delle ipotesi, reazioni allergiche anche fortissime (lo choc anafilattico) che possono essere letali. Leggi anche: Come evitare e curare lo choc anafilattico

L’Anisakis infatti è un parassita presente in mare aperto, più negli Oceani Indiano e Pacifico che nel Mar Mediterraneo, che dischiude le sue uova in mare liberando larve che vengono mangiate da molluschi e crostacei; questi ultimi, seguendo la classica catena alimentare, vengono a loro volta mangiarti da pesci piccoli, i quali sono nutrimento per i pesci predatori più grandi come il pesce spada, il salmone, il tonno.

E’ mangiando questi pesci, e soprattutto il tonno presente nel Sushi, che rischiamo di ingerire l’Anisakis.

Il rischio metalli pesanti e  mercurio

Redazione Staibene

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}