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Osteoporosi? Il rischio aumenta a partire dai 30 anni

Manuale conoscere meglio,riconoscere e prevenire la malattia delle ossa che rende lo scheletro fragile ed espone al pericolo di fratture 1 donna su 2 dopo i 50 anni.

“L’osteoporosi è un ‘ladro silenzioso’ che può rubarvi la forza delle vostre ossa e la capacità di essere attive, senza che ve ne accorgiate. Ma con una diagnosi precoce, un atteggiamento positivo e una cura idonea al vostro stile di vita, l´osteoporosi non ha alcuna possibilità di incidere sulle vostre normali attività quotidiane".
Chi parla non è un famoso medico docente specialista nella patologia ma una delle forse più belle attrici degli anni sessanta, quella Ursula Andress, celebre “Bond Girl” in uno dei più celebri film di 007 .
Ebbene si, lei è malata di osteoporosi ma poichè ne è uscita rappresenta il simbolo della sconfitta della malattia, a condizione che la si riconosca per tempo e la si curi.[correlata1]
Secondo  una ricerca condotta da  “Timeless Women”, una nuova campagna, lanciata a Bruxelles dalla International Osteoporosis Foundation (IOF) e dalla Medical Women’s International Association (MWIA),  oggi le donne affette da osteoporosi lavorano, si occupano della famiglia, viaggiano: l´85% delle donne intervistate si definisce attivo e solo il 23% si sente “debole e fragile”, mentre solo il 31% pensa che la malattia abbia avuto un impatto negativo sulla sua vita. E la stragrande maggioranza delle delle intervistate non è disposto a lasciare che questa malattia diventi un limite ad una vita attiva e completa.
Oltre 200 milioni di persone in tutto il mondo sono affette da osteoporosi, ma spesso questa condizione non viene riconosciuta o diagnosticata a causa dell´assenza di sintomi. La maggior parte delle persone scopre di avere l´osteoporosi solo quando subisce la frattura di un osso.[correlata2]
Le donne, minate dai cambiamenti ormonali della menopausa, sono le più colpite: in particolare il 25-40% oltre i 50 anni e circa il 70% oltre i 70.
Ma anche gli uomini sono a rischio: dopo i cinquant’anni un uomo su cinque soffre di fratture correlate ad osteoporosi; in caso di fratture al femore, la percentuale di mortalità nell´anno successivo è più alta negli uomini che nelle donne.
In Italia sono circa cinque milioni le persone colpite, e si calcola che entro il 2020 diventeranno il doppio. Ogni anno almeno 90 mila persone incorrono in una frattura al femore: il 5% degli ultra 70enni muore nei giorni successivi al ricovero per la frattura, mentre il 15-20% non supera l’anno dal momento della frattura. Nel 25% dei casi la frattura si ripete.

Cos’è e come si manifesta l’osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia che colpisce lo scheletro. Con l’avanzare dell’età, le ossa si consumano, perdono calcio, diventano più fragili e dunque più esposte al rischio di fratture, anche in seguito a piccolissimi traumi.
Le donne sono più colpite da questa malattia perché sebbene la perdita di minerale osseo cominci fisiologicamente in entrambi i sessi a partire dai quarant’anni, in quello femminile è più rapida in coincidenza con la menopausa.
Non solo: i maschi hanno una struttura ossea più robusta che li difende dalla progressiva perdita di calcio. E non accusano il calo di produzione degli ormoni tipico della menopausa. Questo non significa, però, che ne siano immuni: studi recenti dimostrano anzi che la patologia sta prendendo piede anche tra il sesso forte.
L’osteoporosi si manifesta con dolori fastidiosi e continui, nel tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale, che si accentuano alzandosi da seduti. Nella fase più avanzata, aumenta il rischio di fratture: le zone più colpite sono il femore, l’anca e il polso.
Gli esami giusti per scoprire i problemi alle ossa

Ci sono diversi esami che consentono di diagnosticare l’osteoporosi, ma il più attendibile è senz’altro la Check up Calcio alimenti

A quale età conviene sottoporsi ai primi controlli


Anche se è un problema tipico dell’età avanzata, l’osteoporosi va individuata nel modo più precoce possibile. Ecco perché è consigliabile fare una Moc già verso i 25 anni. Intorno ai 30 anni, infatti, il tessuto scheletrico raggiunge la sua massima consistenza. Da quel momento, comincia un lento calo della densità delle ossa.

La prevenzione, però, passa anche attraverso gli stili di vita. È fondamentale una costante attività fisica: una passeggiata ogni giorno stimola il metabolismo delle ossa e ne favorisce lo sviluppo. Le persone più avanti negli anni dovrebbero esporsi maggiormente al sole, perché superati i 70 anni si riducono i livelli di vitamina D (che fissa il calcio nelle ossa), prodotta nella pelle dall’azione dei raggi ultravioletti.

Importante, inoltre, garantire un adeguato apporto di calcio nella dieta: 700-800 mg al giorno, aumentando per esempio il consumo di latte e formaggi. Decisamente sconsigliati il fumo (che anticipa la menopausa) e l’abuso di alcolici (che riducono l’assorbimento di calcio).

La classifica degli alimenti che contengono più calcio  (fonte : Mariani Cannella 1999 per 100 gr. di peso)

1. Formaggi stagionati  (Parmigiano, Grana padano ecc.)  720-1169 mg
2. Formaggi freschi (stracchino, mozzarelle e simili)          166-340 mg
3. Frutta secca oleosa   (noci, mandorle, nocciole)            160-180 mg
4. Molluschi crostacei   (gamberi, polpo e simili)               150-160 mg
5. Legumi secchi   (lenticchie, ceci e simili)                       140-150 mg
6. Latte (sia intero che scremato)                                    130-140 mg
7. Frutta secca zuccherina (fichi secchi e simili)                 110-120 mg
8. Ortaggi     (carciofi, cardi,indivia spinaci)                         81-90 mg
9. Uova                                                                           70-80 mg
10. Legumi freschi (piselli, fagioli, ceci)                                 50-60 mg
11. Ortaggi                                                                        40-50 mg
12. Pesci                                                                           20-30 mg
13. Frutta fresca                                                                 20-25 mg
14. Cereali e derivati                                                           15-20 mg
15. Carni                                                                           10-15 mg

                                                                     

Il calcio nella dieta quotidiana
Per avere un’idea di uso quotidiano della quantità di calcio contenuta nelle abituali porzioni  di alimenti di cui ci nutriamo può essere questa tabella tratta dallo studio L’importanza del latte e derivati in una dieta preventiva- (Eugenio del Toma- Lega italiana osteoporosi)

PORZIONI ABITUALI                                             CONTENUTO DI CALCIO

  • Tazza di latte  140 ml o vasetto yogurt                                       140 mg
  • 2 cucchiaini di formaggio da condimento                                    115 mg
  • 50 gr formaggio stagionato  da tavola                                        580 mg
  • 1 porzione da ristorante Carne o Pesce                                       30 mg
  • 1 piatto di pasta (90 gr.)  o pane                                                40 mg
  • 1 porzione di legumi secchi ( 50 gr.)                                           75 mg
  • 1 bottiglia acqua minerale                                                         445 mg
Redazione Staibene

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