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Orzaiolo, come curare il “brufolo” dell’occhio

L’orzaiolo è fra le più diffuse infezioni dell’occhio: cosa la provoca, come riconoscerlo, come curarlo e come distinguerlo dal calazio.

L’orzaiolo è il più diffuso disturbo dell’occhio che rientra tra le patologie della palpebra. Ne abbiamo sofferto tutti almeno una volta nella vita e probabilmente senza sapere perchè.

E’ sostanzialmente un brufolo ed esattamente un´infezione di una delle piccole ghiandole sebacee situate sul margine delle palpebre (ghiandole di Meibomio) dove si impiantano le ciglia o del loro dotto. 

Generalmente è causato da una infezione di uno staffilococco che produce un ascesso che, quando si rompe, libera del pus.

Nulla di particolarmente grave, dunque, ma  è certamente un fastidio che va comunque curato; viceversa può aggravarsi e diventare un calazio.  Leggi anche: Occhi, come risolvere i piccoli problemi.

Come riconoscere l’orzaiolo

Si presenta, nella fase iniziale, con una tumefazione dura, dolente, arrossata sul bordo palpebrale.

Dopo la comparsa del rigonfiamento si ha un senso di fastidio o di pesantezza come se fosse presente un  brufolo. Sono frequenti le recidive.

Come curare l’orzaiolo

In genere l´orzaiolo scompare nel giro di qualche giorno, solo nel caso in cui si indurisca, occorre  più tempo per guarire.

La cura è a base di un’antinfiammatorio o un cortisonico associato a un antibiotico.

Sebbene gli oculisti tendano a prescrivere queste cure farmacologiche, in realtà non sono spesso necessarie in quanto la maggior parte degli orzaiolo scompare con semplici impacchi di acqua calda per 10 minuti al giorno.

Il calore infatti favorisce la maturazione e la rottura ed il drenaggio dell’orzaiolo.

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Redazione Staibene

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