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Orticaria, tutte le cause che non ti aspetti

Non solo cibi e farmaci, ecco i fattori che scatenano il prurito

orticaria

Un italiano su cinque ha provato che cosa vuol dire avere un attacco di orticaria almeno una volta nella vita. Non è poco: il 20% della popolazione, più donne che uomini, soprattutto in età tra i 20 e i 40 anni. Le cause scatenanti? Tante, diverse fra loro e anche insospettabili.

Ma vediamo di capire meglio che cos’è, perché si manifesta e come si affronta. Il tutto con l’aiuto di Paolo Pigatto, presidente della Società italiana di dermatologia allergologica, professionale e ambientale (Sidapa), che si è riunita a congresso di recente a Roma.

 

 

 

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Che cos’è 
“L’orticaria”, spiega Paolo Pigatto, “è un disturbo comune caratterizzato dalla comparsa di pomfi e in qualche caso si presenta con angioedema (gonfiore sotto la pelle). Si distingue di solito in orticaria acuta, in cui le lesioni durano meno di 6 settimane, e orticaria cronica, in cui le lesioni continuano a svilupparsi per più di 6 settimane”.

 

 

Le cause 
Fra le cause degli attacchi di pomfi e prurito ci sono le reazioni allergiche verso alimenti o farmaci, a seguito delle quali viene rilasciata dalla pelle una sostanza, l’istamina, che provoca la dilatazione dei vasi sanguigni.

 

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Si distinguono come fattori scatenanti:

1) i Farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans): categoria che comprende analgesici, antidolorifici, antinfiammatori e antifebbrili.
2) Alcuni alimenti che contengono istamina e altri istamino-liberanti come pesce, spinaci, pomodoro, insaccati, uova, arachidi, latte, e banane.
3) Forti emozioni (un lutto, un divorzio, ecc.).
4) Un forte stress.
5) Il freddo.
6) Le radiazioni ultraviolette.
7) L’esercizio fisico.

 

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Come si cura l’orticaria
Gli ultimi studi dimostrano che le patologie metaboliche, obesità, ipertensione e diabete potrebbero essere legate alla cronicizzazione della malattia. “La terapia antistaminica”, conclude Pigatto, “è la più efficace. Resta fondamentale, inoltre, eliminare l’agente causale. Purtroppo spesso non è individuabile e si procede pertanto riducendo l’esposizione ai fattori scatenanti”.

 

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Redazione Staibene

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