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Omeopatia, come funziona e perchè

Eccole potenzialità e i limiti della medicina alternativa per antonomasia, i 5 miti da sfatare e le regole da seguire perchè i rimedi abbiano effetto

Il simile cura il simile: così funziona l’omeopatia, una terapia sempre più diffusa (vi ricorre quasi un terzo dei cittadini europei). Eppure c’è ancora molta confusione: tutti ne parlano, tanti con scetticismo; ma quanti sono quelli che sanno esattamente cos’è e come funziona? Semplificando, si può dire che i preparati omeopatici cercano di innescare una reazione dell’organismo, introducendo una quantità minuscola di sostanze, in grado di provocare sintomi simili a quelli della malattia che si deve curare.[correlata1]
A ognuno la sua medicina Un altro principio base è l’approccio “olistico”: il paziente va cioè considerato nel su leo insieme. Nessuna patologia, quindi, è limitata all’organo in cui si manifesta: la terapia si concentra sul motivo del disturbo, non sui suoi sintomi. Per questo ogni paziente deve essere curato in maniera diversa e con sostanze differenti.
Ma c’è di più. L’omeopatia non si contrappone alla medicina tradizionale. I medici omeopati, che per legge devono essere laureati in medicina, valutano caso per caso se è più efficace un farmaco di sintesi o un rimedio omeopatico: per certe patologie, infatti, non si conoscono medicine omeopatiche efficaci.[correlata2]

I falsi miti sull’omeopatia
Intorno all’omeopatia ci sono molti luoghi comuni. Proviamo a sfatarne qualcuno.

Non è vero che:

  • chi è sotto cura deve cambiare regime alimentare e rinunciare, come molti pensano, all’aglio, alla cipolla o al basilico. Non c’è nessun motivo per evitarli.
  • non ci sono dentisti che praticano l’omeopatia. Ce ne sono alcuni che, in certi casi, ricorrono a rimedi omeopatici anziché ai tradizionali antibiotici.
  • non si possano prendere farmaci tradizionali perché questi ridurrebbero l’efficacia di quelli omeopatici. Non vi è una controindicazione all’uso contemporaneo di farmaci omeopatici e terapie tradizionali, anzi viene ricercata, ove è possibile e ove necessario, una opportuna integrazione.

Le norme da seguire:

  • è consigliabile assumere i medicinali omeopatici almeno un quarto d’ora prima dei pasti, tranne diverse indicazioni del proprio medico,
  • è bene assumere i preparati omeopatici a distanza da sostanze particolarmente spezziate o aromatizzate (menta, canfora, caffè, ecc.), che possono inibire gli effetti terapeutici dei medicinali
  • è consigliabile assumere questi medicinali a distanza dall’uso di dentifricio
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Redazione Staibene

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