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Occhio pigro, come si cura l’ambliopia nel bambino

Come si riconosce e si previene l’ambliopia, meglio conosciuta come sindrome dell’occhio pigro nei bambini.

I medici la chiamano tecnicamente ambliopia, ma è conosciuta comunemente come “sindrome dell’occhio pigro”. È una patologia che si sviluppa in età pediatrica e colpisce un numero non indifferente di bambini: tra il 4 e il 5%.

Che cosa la provoca? Il cervello, che fino all’età scolare è nella fase plastica del suo sviluppo, disattiva l’occhio colpito da un difetto visivo (miopia, astigmatismo o ipermetropia) in misura molto superiore rispetto all’altro.

Non riesce cioè a fondere le immagini nitide che vengono da un occhio e quelle poco chiare che arrivano dall’altro.

Così, piuttosto che vedere doppio, disattiva l’occhio col difetto visivo, che a quel punto avrà una visione ridotta (almeno tre decimi meno) o fatta solo di luci e ombre, o del tutto assente.

 

Leggi anche: Gli occhiali per l’occhio pigro

 

La prevenzione risolve il problema

Il modo più efficace per combattere la sindrome dell’occhio pigro è la prevenzione: un protocollo ad hoc dimostra infatti che con visite precoci, tra i 10 e i 22 mesi di vita del bambino, si può individuare in tempo un disturbo pericoloso, che può portare a danni irreversibili in età adulta, garantendo una riabilitazione sicura.

Per quanto riguarda gli interventi terapeutici, una volta scoperto e diagnosticato il problema, oltre a correggere il difetto visivo di base con gli occhiali, bisogna spronare l’occhio pigro a svegliarsi.

Si può bendare l’occhio sano per alcune ore al giorno o schermarlo con particolari filtri.
La durata della terapia dipende dalla risposta soggettiva. A volte si ricorre a stimolazioni dirette con apparecchi che inviano impulsi specifici.

Utili anche gli esercizi ortottici da eseguire alcune volte alla settimana in ospedale e a casa: aiutano convergenza e motilità oculare.

I risultati della terapia sono ….(segue)

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Antonio Napolitano
Redazione Staibene

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