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Molestie sessuali, come distinguere tra abusi, avances o corteggiamento

Le molestie sessuali, dopo il caso Weinstein-Asia Argento, è diventato il nuovo terreno di scontro tra i sessi, ma mai avremmo immaginato che la guerra sarebbe scoppiata non fra i sessi maschile e femminile, ma all’interno del mondo femminile, tra la cultura puritana e bacchettona di stampo anglosassone che viene dagli Usa e quella più permissiva e tollerante che viene dalla vecchia europa.

C’erano state molte iniziative e distinguo nel mondo femminile, dopo l’ondata di furore anti-maschile scatenata dalle denunce di molestie o peggio di ricatti e violenze sessuali nello star system del cinema americano. Ma la questione è diventata un atto politico dopo il Manifesto firmato dei 100 nomi di spicco della cultura francese, prima fra tutte l’attrice Catherine Deneuve, la quale ha detto “basta” alle accuse generiche e sommarie che criminalizzano tutti gli uomini e offendono la libertà sessuale.

 

 

Il manifesto Deneuve delle donne europee

La lettera è intitolata «Difendiamo la libertà di infastidire, indispensabile alla libertà sessuale» e contiene frasi molto forti già nei primi paragrafi, in cui si dice che il movimento #MeToo «ha avviato sulla stampa e sui social network una campagna di delazioni e accuse pubbliche a uomini a cui non è stata lasciata la possibilità di rispondere o difendersi, e che sono stati messi sullo stesso piano di aggressori sessuali».

Il testo prosegue accusando le donne che hanno denunciato gli abusi di avere criminalizzato «l’aver toccato un ginocchio, o il tentativo di un bacio», e insiste sul fatto che durante il corteggiamento esiste un’area grigia che non si può tagliare con l’accetta, di qua la molestia e di là l’approccio innocente: «di questo passo avremo un’app sullo smartphone che due adulti che vorranno andare a letto insieme useranno per spuntare esattamente quali atti sessuali accettano di fare e quali no».

 

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La replica d’Oltreoceano
Negli Usa il clima è del tutto diverso. Le grandi star americane hanno sfilato in nero alla consegna del Golden Globe per denunciare proprio i ricatti che vigono nel mondo del cinema. Il puritanesimo Usa, che quando ci si mette, arriva a livelli davvero singolari e scavalca ogni confine nella rincorsa a chi si dimostra più puritano, ha partorito in molte aziende codici di comportamento rigidissimi con vincoli che in Italia farebbero sorridere.

La NBC news, per esempio, chiede ai dipendenti di denunciare le tresche in ufficio fra colleghi e se non lo fanno parte la procedura di licenziamento.

Si istituiscono corsi anti molestie con esami finali che finiscono nella scheda del lavoratore compilata dagli uffici del personale.

Si prescrive addirittura come deve avvenire il saluto tra colleghi: l’abbraccio dev’essere rapido e seguito da immediato rilascio, il corpo deve restare lontano dall’altro ed evitare contatti. E guai poi a condividere il taxi per tornare a casa. Ne va del posto di lavoro.

E’ evidente che c’è differenza tra ricatti sessuali ed abusi, da un lato,  ed avances e corteggiamenti dall’altro lato. Ma come tracciare la linea di confine? Se il concetto che fa premio è la percezione della donna dell’atto ( “ mi sono sentita in imbarazzo“) e non l’atto in sè ( “ ha cercato di baciarmi forzatamente mentre lo respingevo”), come evitare arbitri ed abusi anche al contrario?

 

 

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direzione staibene.it

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