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Molestie sessuali:  9 consigli  pratici per difendersi  e contrattaccare

Le molestie sessuali  non hanno confini ed in Italia, secondo le cifre, pare siano un milione le donne ad aver subito comportamenti inappropriati, molestie o addirittura abusi e ricatti sessuali sui luoghi di lavoro e non.

Ma cos’è una Molestia sessuale ? Come distinguerla da un’avance o da un complimento magari un po’ pesante?  e come difendersi e contrattaccare.

Secondo la legge italiana che è il codice delle Pari Opportunità,  sono molestie sessuali “ di quei comportamenti indesiderati posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l’effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo”.

 

Leggi anche: Molestie, gli 8 comportamenti più vietati

 

Come  difendersi dalle molestie sessuali

In Italia la questione non è lasciata alle opinabili e rigide disposizioni degli uffici del personale delle corporation americane ma se ne sono occupati i sindacati dei lavoratori e delle imprese mediante un accordo quadro firmato da Confindustria e Cgil-Cisl-Uil.

  1. LA PRIMA COSA DA FARE è manifestare in modo chiaro che l’attenzione non è gradita. Se hai paura di parlare direttamente con il molestatore, o se le tue lamentele non hanno avuto effetto, puoi scrivere un’email elencando ciò che ti disturba e chiedendo che interrompa i comportamenti sgradevoli. Devi conservare una copia di quanto hai scritto: se hai usato l’email di lavoro, stampa l’email e invia una copia al tuo indirizzo privato.
  2. SE NON SMETTE, parla e chiedi aiuto: non è utile affrontare in solitudine le molestie. Non devi nascondere né minimizzare i fatti. Soprattutto non devi pensare di essere responsabile di quanto accade: non è colpa tua se il molestatore ti tormenta, ti ricatta o ti fa violenza fisica.
  3. RIVOLGITI al consigliere di fiducia del tuo posto di lavoro (alcune grandi aziende e pubbliche amministrazioni hanno questa figura all’interno del loro organico): ascolterà le parti e cercherà una soluzione (informale o formale, rifacendosi al codice etico o al codice di condotta interno). Se lavori nella pubblica amministrazione, potrai chiedere aiuto internamente al Comitato unico di garanzia.
  4. OPPURE RIVOLGITI alla consigliera di parità territoriale che agirà gratuitamente e insieme a un tuo avvocato di fiducia. O a un’organizzazione sindacale o direttamente al tuo avvocato.

 

Leggi anche: La liberatoria anti molestie-sessuali – FAC-SIMILE   scarica

Bruno Costi
direzione staibene.it

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