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Minestre liofilizzate? Non è la solita zuppa…

Aggiungi acqua e riscalda un po’. Riscoprirai i gusti di una volta. E mangerai come faceva la nonna. Nel pieno rispetto della dieta

Sei hai poco tempo o poca voglia di cucinare. Se non ne puoi più di insalate e panini. Se vuoi recuperare i gusti di una volta, quelle zuppe e quei minestroni che ti faceva tua nonna e che non prepari perché ci vuole troppo e non conosci neanche bene la ricetta. Sono tanti i casi in cui si può ricorrere alle minestre liofilizzate, le stesse che quarant’anni fa erano riservate alla dieta degli astronauti nello spazio. Oggi sul mercato se ne trovano tantissime: all’uovo, con i fagioli o i funghi, di pollo o di verdure… E altrettanti sono i vantaggi.

Tutto gusto, niente batteri

Le minestre liofilizzate sono prodotti semplici da preparare e da conservare, hanno ottime qualità nutrizionali. E non vanno neanche messe in frigorifero. Cosa si può volere di più? Come quasi tutte le minestre (escluse quelle con brodo di carne, per esempio), poi, fanno anche bene alla salute.
Rispetto alla disidratazione (un processo che sottrae anch’esso liquidi a un alimento), la liofilizzazione è qualcosa di ancora più raffinato. Consiste in questo: prima si congela la minestra, quindi si toglie tutta l’acqua che contiene facendola evaporare istantaneamente con correnti d’aria caldissima. La conseguenza positiva è che, in assenza di acqua, virus e batteri non possono svilupparsi. E la salute è più protetta. Ecco perché le confezioni devono essere ermetiche (controllate sempre con cura, al momento dell’acquisto), sterili e chiuse sottovuoto.

Nutrizionalmente corrette
Grazie alla liofilizzazione, le minestre non perdono i sali minerali e mantengono il sapore una volta che i liquidi vengono reintegrati. Basta quindi versare la minestra liofilizzata in una pentola, aggiungere una determinata quantità d’acqua e riscaldarla. Un consiglio in più? Se volete che il vostro pasto sia ben equilibrato, abbinate alla minestra della verdura e della frutta.

Redazione Staibene.it – novembre 2009

Redazione Staibene

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