• Questo sito contribuisce alla audience di il Messaggero

146 visite

Micro alghe, il cibo del futuro arriva dal mare

Arrivano le micro alghe o fitoplancton, nuovi nutrimenti per dolci merendine crackers e grissini che sostituiscono l’olio di palma e fanno bene alla salute. Ecco perché.

Dolci e merendine: arrivano le alghe salva salute

Saranno le microalghe marine il nostro cibo del futuro?  Ed intanto saranno loro a sostituire  il famigerato e  controverso olio di palma che arricchisce le merendine ed i dolci che arrivano sulla nostra tavola? E potremo finalmente comprare dolcetti e  merendine  ai nostri bambini e noi potremo mangiare crackers e grissini  senza rischiare il colesterolo alto?

Dopo la grande gaffe  del Ministro dell’Ambiente  francese Segolene Royal ,  che accusò, (ma poi ritrattò), la multinazionale del dolci italiana Ferrero di usare olio di palma dannoso e non ecosostenibile, le grandi multinazionali dell’alimentazione preferiscono comunque correre ai ripari e stanno investendo massicciamente per sostituirlo con  un ingrediente più sano e meno costoso che sembrano aver trovato: le microalghe marine.

 

Leggi anche: Con i nutra-snack la merendina sarà sana

 

Perché l’olio di  palma non va bene

 

Diciamo subito che l’olio di palma non è vietato dalle autorità sanitarie ma sconsigliato dai nutrizionisti.

Infatti è frequentemente utilizzato nella produzione di prodotti confezionati da forno dolci e salati, come crackers, grissini e biscotti. In questo caso, spesso nemmeno i prodotti biologici costituiscono un’eccezione, annoverandolo senza problemi tra i loro ingredienti, che possono essere sempre verificati prima dell’acquisto mediante un’attenta lettura della lista riportata sulle confezioni. L’olio di palma contiene grassi saturi ritenuti responsabili dell’innalzamento del colesterolo. Ed è per questo che i nutrizionisti lo vedono di cattivo occhio.

 

Leggi anche: Cibi artificiali, ecco l’elenco che è meglio evitare

 

Il punto è che le grandi aziende alimentari non  ritengono di nuotare contro corrente e se la corrente nel mondo va verso gli alimenti  ancora più salutari e verso produzioni ecosostenibili e rispettose dell’ambiente ( il ministro francese aveva additato la distruzione progressiva di intere  foreste per produrre il controverso olio di palma),  adattarsi non è solo  eticamente giusto ma anche economicamente conveniente.

 

Leggi anche: Aggiungi l’alga all’Hamburger e scopri che…

 

Le micro-alghe marine: proprietà e vantaggi

 

Ed è in questo contesto che le micro-alghe marine potranno avere un diritto di cittadinanza privilegiato.

Su questo filone di business ci si stanno buttando in parecchi. Perché è proprio nel plancton, ovvero dalle micro alghe marine che possono arrivare componenti nutrizionali eccellenti ed ecosostenibili. Così almeno sostengono alla Ferrero, che ha dato incarico all’Istituto di biochimica molecolare di Pozzuoli di studiare la cosa con risultati che già preannunciano successo.

Le micro-alghe o fitoplancton  infatti sono composte per metà da proteine, il resto sono acidi grassi di buona qualità, gli Omega 3, quelli che si trovano nel pesce azzurro, oli vegetali, zuccheri solubili e carboidrati.

Sono già ampiamente utilizzati dalla industria cosmetica e da quella farmaceutica ma ora si preparano a sbarcare negli alimenti. In particolare serviranno a produrre farine che potrebbero sostituire parte degli ingredienti ricchi di anti ossidanti e coloranti vegetali.

 

Scopri il vegetariano che c’è in te. Fai il TEST

 

Stessa cosa stanno studiando all’Algolab, il dipartimento  dell’Università di Bologna, che studia l’algologia, settore della botanica si occupa dello studio della crescita, della composizione biochimica e della ecofisiologia di microalghe isolate dall’ambiente e coltivate su piccola scala in camere di coltura e su media scala in fotobioreattori.

Il centro studia da anni  le caratteristiche delle alghe marine tossiche  ed è quindi  il miglior punto di osservazione per individuare quelle non tossiche ed addirittura commestibili  tanto che una grande azienda che si occupava di ricerche petrolifere, la Micoperi, ha avviato una start up proprio per produrre alghe commestibili ed utilizzabili nell’industria alimentare e farmaceutica.

Naturalmente, l ‘ultima parola la dirà chi controlla gli alimenti che  chiedono di essere utilizzati per produrre commercialmente, cioè il Ministero della Salute il quale per il momento procede con i piedi di piombo,  sui cosiddetti novel food nel quadro della normativa comunitaria.

 

 

 

Tag:
direzione staibene.it

I campi con il simbolo * sono obbligatori. Non pubblicheremo il tuo indirizzo email

E' possibile usare questi tags e attributi HTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

}